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sabato 11 maggio 2013

Una cortese richiesta (un'altra?...)

Intanto, vi ringrazio per i suggerimenti in coda al post precedente. Avete scelto esattamente i grafici che mi avrebbero permesso di restare nel mio stato di beatitudine, dal che evinco che o voi siete degli ottimi allievi (capite cose piuttosto difficili) o io sono un buon insegnante (riesco a farvi sembrare semplici le cose difficili).

In ogni caso grazie, poi vi dico com'è andata.

Meanwhile, siccome io non riesco mai a dire di no, mi sono preso un'altra rogna: insegnare "Didattica della politica economica" al Tfa (Tirocinio formativo attivo), cioè ai futuri (e presenti) insegnanti di Economia politica dei Tecnici Commerciali e in generale delle superiori. Son fatto così: se mi mettete una cosa nuova davanti, mi incuriosisco. E poi ho spirito di corpo e di servizio. Segue l'ovvio stress, scaricato a massa sur Palla, come da post ulteriore.

Ovviamente er Bagnai deve sempre essere alla frontiera, quindi me so' cibbato alcuni libri di testo delle superiori (horribile visu, eurismo allo stato puro, Fogno psichedelico all'ombra della bandiera a stelle...), ho parlato con amiche insegnanti, me so' fatto 'n'idea...

Ora vi chiedo: non è che c'è qualcuno di voi che magari insegna alle superiori e ha qualche idea, richiesta, suggerimento, problema, aneddoto, ecc.? Feel free, tanto qui siamo fra amici. Ad esempio, come fate a mantenere la disciplina in classe? Io uso il metodo di Goffredo Buccini (si chiama così?). Dico: "state zitti, altrimenti chiamo l'inflazzzzione a due cifre che vi si porta via!"

E loro zitti...

Intanto, sono riuscito a decifrare, partendo dai testi delle superiori, alcune fra le risposte più sibilline dei miei allievi. Il famoso "ah, ecco perché!...". Piccole soddisfazioni intellettuali.

Insegnanti di tutto il mondo, uniamoci...




Addendum dell'11/5/2013, 17:56: Scusate! È una cosa seria (within reason). Il problema, eventualmente, non è mantenere la disciplina (nel senso di ordine), ma insegnare la disciplina (nel senso di contenuto scientifico), quindi astenersi quelli che "la mia insegnante era carismatica". Anche voi non eravate quelli di oggi...

52 commenti:

  1. È facile essere ottimi allievi quando uno la risposta ce l'ha già dentro...

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  2. Come somma punizione si usavano i ceci o le orecchie d'asino.
    Oggi i tempi sono europei e il giro per la scuola dentro una carriola per gli acquisti funziona meglio. Decisamente.

    Forse per tenere alta l'attenzione dei futuri insegnanti come deterrente però è meglio usare una foto di Giannino unitamente alla prospettiva di ascoltare l'aneddoto che le ha raccontato Oscar nei camerini Rai di quando insegnava a Reinhart e Rogoff.

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  3. Se mi posso molto umilmente permettere di dare un piccolo suggerimento; insegni ai professori a spiegare agli alunni che il bilancio di uno Stato non e' come quello di una azienda.
    Oserei dire che quello e' l' origine "psicologica" di tutti i mali che affliggono la nostra societa' , e lo dico da alunno di ITC degli anni '90.

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  4. Hai commesso il primo passo falso della tua impresa.

    Come sai la mia consorte (MMT=Malattie, Maestre, Traffico) è sia insegnante che GoofyDipendente. Ma è anche esperta di TFA e affini. Adesso te la scateno contro. Per te sarà la fine, cercherà di aiutarti. Ti sveglierai madido di sudore, implorerai di fare un dibattito con Giannino, troverai simpatico Boldrin, farai amicizia con Scacciavillani.

    Quello che hai fatto fino adesso ti sembrerà uno scherzo.

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    1. Noooooooooooooooo..... Matelda no! Approposito, ma 'na pizza in compagnia? Stasera sono s-coppiato, quindi sarebbe una buona occasione per vedersi senza che tu faccia come al solito il lumacone con @rockapasso (mi dispiace per le tue studentesse che pensavano, loro... porelle!).

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    2. Non mi toccate Madame Gibilisco, perché sarà solo grazie a lei se er Palla avrà una sufficienza al compito di matematica dell'esame, er Cavajere Nero è troppo impegnato...

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  5. Proffe! Io purtroppo non ho esperienza diretta di insegnamento (dal lato dell'insegnante, of course) quindi non le posso certamente raccontare di mie esperienze o aneddoti personali. Però, posso dirle che io d'inglese non capivo davvero na mazza fino al secondo superiore, anno in cui ho imparato ad esprimermi in tale lingua grazie ad un'insegnante che applicava il "metodo Hitler". Semplicemente, pure le mosche si posavano. Chi si azzardava a chiacchierare o comunque a tenere un comportamento ritenuto poco consono all'ambiente scolastico, veniva smontato con una cattiveria immane, quindi lo studente evitava di trovarsi nella sgradevole situazione di finire nel mirino della prof.

    Era tipo come il finire crocifisso in sala mensa, solo che non potendo davvero arrivare a tanto (perché non c'era la sala mensa), si compensava in cinismo.

    Poi mi faccia sapere!

    Baciamo le mani

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  6. Pizza in compagnia? Magari! Stasera non posso, ho una cena di famiglia, gente che viene dalla Magna Grecia: un piccolo sgarbo e ti ritrovi a sostenere un viadotto della Salerno-Reggio Calabria. Ci vediamo martedì al dibattito più sovraffollato della storia. E viene pure Matelda! Tranquillo, porterò dell'aglio e un paletto di frassino.

    P.S. Io posso fare il lumacone quanto mi pare ma Rockapasso ama Matelda!

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    1. ...ma è un ripiego, è solo perché io amo te (e con questo, le tue studentesse ce le siamo definitivamente perse).

      Preciso che questa è una teoria di @rockapasso.

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    2. E' uno scambio di coppie: un po' bizzarro ma di quello si tratta. D'altro canto nella fisica matematica le simmetrie e le rotture di simmetria sono parimenti importanti ...

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  7. Non ho esperienza d'insegnamento, a parte qualche supplenza d'equitazione; però ricordo con grandissima ammirazione la prof. Usai di scienze, in seconda sup.. Il suo segreto? L'autoironia, con dosi massicce di fascino; ma è come il coraggio del Manzoni: se uno non ce l'ha non può darselo.
    Col cavajere dovremmo star tranquilli...

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  8. Con i ragazzi delle superiori bisogna usare a volte tecniche di "guerriglia urbana", ma credo che lei, Prof. Bagnai, le possa imparare all'istante, e d'altra parte non è possibile impararle altrimenti. Ad ogni battaglia vinta corrisponde un alleato nelle battaglie future... è la logica del branco.

    Scherzo... (un po')

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  9. Insegnante 52enne (il prossimo quatorze Juillet). In tempi sospettissimi ho insegnato inglese all'ITC per sei anni e poi un po' allo Scientifico.
    All'ITC il programma del triennio era mortifero e mortificante non solo per le giovani menti ma anche per l'ancora giovane insegnante.
    Quindi: scarto dalla norma...
    Mi portavo in classe un radioregistratore da hip hopper su cui raccoglievo il raccoglibile audio in orginale e tentavo di lavorarci su in temini linguistici "reali". In genere funzionava.
    Passavo tra i banchi e cercavo di "inquadrare" segnali antropologici utili: adesivi sulle agende, scritte, gadget (libri?), per agganciare topic, codici comunicativi, registri, domini linguistici.
    A volte andava anche di culo. In una classe di quinta c'era uno che non parlava mai... ma un giorno- nel mezzo della lezione, mentre camminavo tra i banchi- mi accorsi che aveva Cacciatore di androidi e di botto gli chiesi "Do androids dream of electric sheep?". In risposta uno "?". Spiegai, che trattavasi del titolo originale del libro che stava leggendo... Da lì l'invito a leggerne- almeno qualche parte- in inglese; poi lavoro a gruppi su alcune sequenze e... "declamazione" finale da parte del suddetto del famoso "I've seen things you people wouldn't believe...".

    Non mi è mai capitato di avere seri problemi di "comprensibilità" del percorso didattico da parte degli studenti in classe: sarà dipeso dalla materia, forse anche dal fatto che fossi ancora abbastanza giovane e, chissà, un minimo in grado di "interpretare" il tempo, la lingua, i modi dei miei studenti.

    Mi avranno, ritengo, aiutato alcune "tecniche d'aula" abbastanza elementari ma utili: essendo allergico al gesso da lavagna di ardesia, usavo in classe la lavagna luminosa con lucidi preparati a casa (non era ancora epoca di proiettori collegati a pc). In questo modo avevo la possibilità di guardare gli studs mentre leggevano, cercare di interpretarne la prossemica, tentare di capire se quanto stessi proiettando fosse complesso o accessibile.
    Quindi avevo sempre gli occhi su di loro (tecnica del "panopticon benthamiano" ;-).

    Chiudo, professor Bagnai, dicendole una cosa forse banale ma... tant'è! Spesso gli studenti soffrono più del "pensato e pensabile" - da noi docenti- certe durezze del testo argomentativo: a volte, al di là di tecnicalità necessarie, alcuni libri di testo utilizzano costruzioni complesse, criptiche, in certi casi inutilmente enfatiche.
    Avendo, per questioni di lavoro, dovuto analizzare il linguaggio di alcuni brani da libri di testo di storia per le medie e per le superiori ho utilizzato l'indice gulpease (è un "indicatore" di leggibilità).
    Altri colleghi hanno lavorato su testi di matematica e i risultati sono stati- mi dicevano- abbastanza allarmanti... (e, in effetti, da genitore che tenta- maldestramente- di aiutare le figlie con i compiti di matematica, confermo... :-).

    saluti.

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  10. Prof. Bagnai, che lusso per gli insegnanti che ti seguiranno!

    Da insegnante, ti offro il mio piccolo contributo di esperienza, a proposito di disciplina: il primo anno che venendo dalle serali sono stata catapultata al biennio del mattino, ho cercato di usare il metodo III di thomas gordon tra gli adolescenti tutti ormoni e cellulari, e in conclusione... ho passato un anno di inferno! Non voglio scoraggiare nessuno, ma forse in quella scuola la fiducia nel genere insegnante era già troppo compromessa per simili aperture, o sicuramente non sono stata capace io, ma sta di fatto che l'anno successivo sono passata al metodo di schiantare teatralmente con lo sguardo le mosche che volano, cosa che mi è riuscita meglio - e mi ha permesso di guadagnare faticosamente il punto di partenza, perché come diceva il mio bravo preside tenere la disciplina è solo la condizione necessaria ma non sufficiente per poter poi fare lezione...in ogni caso da lì si comincia.

    Appena possibile però me ne sono tornata nelle acque tranquille dei serali dove, anche se non tutti hanno la vera passione per la conoscenza, almeno c'è in comune la pacifica volontà di ottimizzare i tempi e magari di capirci anche qualcosa...

    Ma un problema sono i libri di testo! Hai perfettamente ragione, horribile visu!
    Essendo nella scuola da diversi anni, ho potuto notare il cambiamento di impostazione - direi anzi la inversione a U - da keynesiana a liberista, avvenuto nel giro di poco tempo (pur se in ritardo rispetto ai fatti, tempi scolastici!). Nei primi anni '90 la finanza pubblica era ancora (nei libri) dichiaratamente retta da principi completamente diversi da quelli della finanza familiare, e la spesa pubblica in deficit non produceva subito inflazione ed enormi problemi di debito pubblico!
    Certo è bello, quando invece si raccontano le cose come stanno, vedere lo sguardo incuriosito e sorpreso di chi riconosce ciò che in fondo aveva sempre saputo...
    Ma resta il fatto che scripta manent - e sugli scripta gli studenti studiano! Li devi perciò attrezzare tra appunti e fotocopie, con un certo disappunto di quelli meno strutturati che dopo devono riordinare tutto e prof dove va questo e come attacco quest'altro...e magari, sotto sotto, preferirebbero anche raccontare la favoletta del libro di testo per non pagare il dazio. E qui soccorrerebbe la vera disciplina, l'ordine razionale, l'obiettivo più alto dell'insegnamento, che per quelli che gli basta il "seino" un libro ben fatto non sarebbe proprio male...

    Comunque se puoi, Alberto, facci un piccolo resoconto anche qua nel blog del tuo Tfa, tanto quelli che ti seguiamo in qualche modo siamo tutti insegnanti - insegnanti dei dispersi della politica, degli amici e familiari, e di tutti quegli altri che ne sanno di meno perché non hanno studiato su Goofynomics - quindi tutti ce ne potremmo giovare, e naturalmente egoisticamente io per prima...

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    1. Quello che mi ha colpito dei testi è che hanno una copertura a 360 gradi di tutti i settori dal P-01 (Economia politica) al P-06 (Economia applicata), passando per Politica economica, Scienza delle finanze, Storia del pensiero, ecc. (saltano solo econometria). Insomma: vorrebbero che tu distinguessi Smith da Ricardo, ma anche che tu sapessi la teoria della traslazione dei tributi, ma anche che tu conosca il modello IS/LM, ma anche che tu sappia la storia dell'equilibrio economico generale, ma anche...

      Gli insegnanti coi quali ho parlato (non in classe, perché nessuno di loro insegna, tranne una insegnante di materia affine: la religione) mi hanno spiegato che:

      1) il "programma" o comunque il testo non viene mai completato;
      2) la politica economica collassa nella "scienza delle finanze", che è poi una scelta abbastanza ovvia per un pubblico che vuole per lo più fare il commercialista (quindi occuparsi di imposte).

      Detto questo, mi chiedo anche quanto sia possibile/necessario fermare il vento con le mani.

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  11. Caro prof. che felicità sapere che qualche TFino avrà lei come insegnante!!!
    Io sto attualmente seguendo i corsi del TFA di Chimica a Firenze, ma le posso garantire che ci sarebbe TANTO bisogno di qualche complemento di "Economia con le palle anche nei nostri corsi, e non solo per chi i corsi li segue... (sa com'è tanto di questi tempi a parlare di economia e politica ci si casca sempre, non importa essere al barrettino).

    Un consiglio per gli insegnanti futuri?
    Si è vero, spesso i ragazzi sono disinteressati e se ne fregano altamente di quello che dice il docente, ma se c'è la PASSIONE la sentono anche loro, vengono trascinati!

    E quindi lo dica ai nostri futuri docenti: non abbiate paura di "mescolare" la storia, la politica, l'economia, la filosofia purché il collante sia la passione nel trasmettere un messaggio agli altri.
    E chi se ne fotte del programma ministeriale.

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  12. Le faccio i complimenti per tutto per cominciare, sono quella persona che ai Magazzini Paralleli a Cesena molto tempo fa l'ha ringraziata per quello che stava facendo. Ho sempre seguito il suo blog da parecchio, mi son letto il suo libro anche se non intervengo mai per vari motivi, in particolare perché penso che per quel che riguarda l'economia io non possa far altro che restare un mero "fruitore". Comunque sia, "Eccomi qua", per citare l'inizio del monologo finale del film "Il libertino", sono un insegnante delle superiori (commerciali e professionali, liceo artistico, serali e non serali e pure in carcere tanto per farsi mancar niente), purtroppo insegno italiano e storia e non materie scientifiche ma forse qualche sciocchezza più o meno utile posso tentar di spararla.
    Per prima cosa credo che facendo un bagno di realtà ci si rende conto rapidamente in questo lavoro che i contenuti disciplinari che trasmettiamo per dare una forma mentis, per fornire strumenti per decifrare il mondo(insomma quelli che vorremmo che restassero nelle menti dei nostri "mostri") devono essere ridotti all'essenziale, non impoveriti (anche se è un equilibrio difficile) ma resi semplici e molto chiari (e ripetuti fino all'esaurimento, nostro ovviamente). Insomma se voglio che qualcosa resti veramente a lungo deve essere qualcosa di, mi ripeto, "svelato" in modo essenziale e piantato a martellate gentili.
    segue

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  13. Poi penso sia importante l'utilizzo di schemi e mappe concettuali, schemi che possiamo tracciare magari anche solo con le parole. Per esser chiaro, una spiegazione deve seguire un percorso prefissato, avere una sua logica semplice che gli alunni possano seguire con facilità, una sua coerenza di fondo.
    Penso che sia utile alternare momenti in cui si richiede qualche piccolo sforzo di concentrazione e comprensione a momenti in cui la richiesta di concentrazione si allenta, momenti in cui per un po' si scherza e si fanno battute per poi ritornare sul pezzo come un artigliere della vecchia guardia, e anche cercare cose da inserire nei propri discorsi che possano andare a colpire l'immaginario di chi ci ascolta (tenendo presente con chiarezza chi abbiamo davanti).
    Poi si possono anche tentar di proporre contenuti alti, che mettano alla prova i nostri alunni, per cercar di dargli qualcosa in più ma questi contenuti devono essere pensati con attenzione e, credo, debbano esser mirati, ci deve essere un obiettivo formativo che pensiamo sia importante.
    Tutti gli strumeni multimediali sono utili e anche gli agganci con la realtà, con il presente e (ma qui andiamo nell'iperuranio) la multidisciplinarietà.
    Per quel che riguarda me personalmente, io mi metto molto in gioco a livello di relazione sempre con i miei alunni, li ascolto, ci parlo, sono sempre disponibile e protettivo, seguo i loro interessi in questo aiutato dalla mia sindrome di Peter Pan e quindi ogni tanto faccio leva su questo per ottenere attenzione anche quando magari non ne possono più, uso lo strumento un po' bastardo del senso di colpa.
    Una cosa che si deve tener presente secondo me e che fa parte del gioco, è il fatto che, comunque, per quanto il rapporto sia positivo e il dialogo educativo funzioni, prima o poi ci sono forti probabilità che capiterà il tentativo di "fare i furbi" in qualche modo. Questi momenti e in generale tutti i momenti di didattica io personalmente cerco di viverli comunque con leggerezza.
    Insomma, la mia opinione è che in una classe per lavorar bene e imparare si deve star bene, quindi niente drammatizzazioni, niente catastrofi. Cerco di insegnare anche questo tipo di sguardo verso le cose della vita ai miei alunni e anche un po' di ironia, si può scherzare anche su di un brutto voto dal mio punto di vista...
    Ho buttato giù queste righe senza starci a riflettere troppo, non so se le potranno essere utili in qualche modo, l'esperienza mi ha portato a queste valutazioni tutto sommato abbastanza scontate comunque se mi viene in mente pensandoci un po' qualcosa ancora lo mando.
    Tantissime grazie per tutto quel che ha fatto e che sta facendo.

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  14. Buongiorno Professore,
    da diplomata ITC (son passati più di 30 anni...)vado con la memoria in mezzo alle mille scritture della partita doppia e ricordo come fossero frequenti gli esercizi con acquisto/vendita titoli, ratei e risconti e quant'altro.
    Negli anni delle superiori ho studiato,tra l'altro un sacco di materie tra cui tecnica amministrativa e tecnica bancaria ecc.ma nel corso di studi non ricordo ci fosse assolutamente nulla circa le basi della costruzione e del funzionamento del bilancio dello stato, che appunto non funziona come quello di un'azienda.
    E di come funzionino le scritture in partita doppia per la Banca Centrale quando questa emette moneta,e per lo stato quando emette titoli pubblici.
    Credo che sarebbe importante integrare, così come avviene per i grafici, la teoria con l'inserimento delle scritture contabili in partita doppia, chiaramente per i passaggi fondamentali.
    Potrebbe essere utile (forse) anche per i frequentatori del blog.

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    1. Potrei farlo se spiegassi la bilancia dei pagamenti o la matrice dei flussi di fondi, ma credo che questa cosa mi porterebbe troppo oltre rispetto alla contabilità nazionale che serve a loro. Certo, il vantaggio dell'appiglio col "core business" di un ITC non va trascurato. Ci penserò, ma per le prime lezioni penso di fermarmi, come "teoria", ai saldi settoriali.

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  15. Caro Prof. Alberto, racconto qualcosa delle mie esperienze con le ragazze e i ragazzi che frequentano le superiori. Ricostruisco le voci che si alzano in classe: "E questo a cosa mi serve?"; "Tanto tutti pensano che siamo stupidi"; "Insomma, noi ci vogliamo divertire, siamo giovani. Tutte queste cose brutte che si vedono in televisione...Basta!"; "Tanto io vado subito a lavorare quando esco da questa scuola"; "Io sono contento di aver fatto questo progetto, vuol dire che hanno avuto fiducia in noi, che noi potessimo farcela" .
    Primo incontro/giorno: grande curiosità per l'argomento, per me, per capire quanto sia competente, appassionata, malleabile, manipolabile, disposta ad essere con loro, a non tradire la loro fiducia, ad aver fiducia in loro...:"Ora ti mettiamo alla prova". Dichiaro fin da subito (una volta certo non basta) le mie regole del gioco, dalle quali non storno. I corpi parlano, quello di ciascuno di loro e il mio. Si comincia la danza: un passo avanti e due indietro. Quando tutti parlano e nessuno ascolta l'altro, resto in silenzio (è una delle regole del gioco) e i ragazzi...i ragazzi si rendono conto di quello che succede, eccome se se ne rendono conto; scelgo un abbigliamento comodo e pratico e cammino tanto in aula, cambio punto di osservazione così da vedere sempre qualcosa di diverso, ci guardiamo, mi siedo tra i banchi, dove c’è un posto vuoto. Mi piace sentire lo spazio, sentirmi parte di quel luogo e di quel preciso gruppo di persone. A scanso di equivoci: non sono la loro amica, non faccio la 'gggiovane, mi sono guadagnata questi 55 anni e me li tengo tutti. Torno a bomba: mi faccio spesso portare da loro, da quello che sanno o credono di sapere o credono di non sapere, anche dalle bischerate, se è il caso (possono contenere delle verità). Pensiamo. Ricerchiamo e scopriamo. Facciamo uscite/passeggiate nel territorio circostante a ricercare luoghi, paesaggi sonori, che ci facciano da spunto per riflettere sulle conoscenze e che siano da stimolo per ulteriori approfondimenti. Gli argomenti che affrontiamo possono essere pensati, messi in discussione, criticati e compresi, anche attraverso il silenzio, la musica, le arti figurative, il teatro e non finisce qui...ma che cosa c'entra? C'entra, c'entra, intanto perché io mi esprimo anche con quei linguaggi, sono coerenti con gli argomenti e, in quanto linguaggi, sono in relazione con classi dove trovo il mondo ed ogni classe è un piccolo mondo diverso e che proverà ad includere anche me. Certo, c'è chi non è minimamente interessato...forse lo sarà in seguito, forse non è ora, chi può dirlo. Non sono Mary Poppins (forse un pochino però mi sento) e non ho il delirio di onnipotenza (quello no per davvero).
    Lavoro come educatrice (se i progetti vengono approvati) insieme a bambine e bambini, a ragazze e ragazzi - alle insegnanti e agli insegnanti presenti in aula – dai 6 ai 17 anni (superiori fino ad oggi: Liceo Linguistico, Istituto Tecnico, Istituto Tecnico Agrario, Istituto Alberghiero)...anyway, to cut a long story short (la mia), lavoro su progetti specifici, non di lungo respiro e non mi compete la valutazione.

    E' molto impegnativo fisicamente, ma sono anche una ciclista e questo mi aiuta a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Ora poi che ho il titanio in me dopo la caduta dalla bicicletta, è ancora più vero (ma questo l’ho scritto in qualche altro post. Sorry).

    E, alla fin della fiera, per me, è più il gòdere che il patire. Ingiunzione paradossale: Have fun!




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  16. Professore buongiorno, Riascoltavo l'intervistache rilascio' a byoblu "c'è lo chiede l'Europa".
    A un ora e venti minuti parlava di Letta e del biglietto che scrisse a Monti, intercettato dalle telecamere, dove definiva la nomina dello stessoi Monti un sogno (fogno...?), e oggi e' il nostro (nuovo?) presidente del consiglio!!
    Risentita oggi la sua sembra una intervista profetica.
    Praticamente, al di la di qualunque proclama, il governo Letta sarà in Europa un Monti bis.

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  17. Ho scoperto il suo blog poche settimane fa perché citato in un corso sulle nuove tecnologie per insegnanti. Ho iniziato a seguirla e a leggere i post cercando di recuperare le lezioni perdute. Poi, oggi, l'appello agli insegnanti. La coincidenza mi ha fatto sorridere. Insegno diritto ed economia in un ITC da diversi anni. In realtà la mia laurea in giurisprudenza mi rende un'insegnante di economia un po' approssimativa. Mentre la mia preparazione giuridica è ben solida quella economica è da autodidatta e ho sempre avuto la sensazione di muovermi un po' come un elefante in una sala di cristalli. Beati i futuri insegnanti che seguiranno le sue lezioni ;)
    Io intanto sono ben felice di essere qui e di unirmi a lei e a tutti i colleghi che potranno contribuire a costruire questo nuovo gruppo virtuale, capace di discutere di didattica, nuclei essenziali, valutazione, libri di testo...

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    1. Sì, ho visto che avevo attirato l'attenzione di quel sito, anche se non me lo sono segnato. Non credo che i colleghi siano molti, perché i commenti a questo post sono stati per lo più abbastanza estemporanei. Basta pensare a quante persone hanno equivocato sul termine "disciplina". Speriamo che qualcuno riesca a contribuire. Mi rimandi il link?

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  18. Direi che, rifacendomi al post "non sono razzista", la disciplina si insegna anche attraverso l'insegnamento rigido della grammatica: se ognuno scrivesse come crede, potrebbero crearsi equivoci e incomprensioni, più o meno volontarie e premeditate.
    Un aneddoto: all'esame di analisi 2 il procedimento era giusto, ma il risultato numerico non era corretto. Il prof. di matematica, dopo alcune mie insistenze sulla correttezza del procedimento, mi diede per buono l'esercizio e quindi lo scritto, salvo richiamarmi tre (3) secondi dopo dicendomi che ci aveva ripensato e che quindi l'esercizio era annullato. Vista, presumibilmente la mia faccia, mi spiego che anche se per analisi 2 (esame del 2° anno) il procedimento era corretto, agli esami degli anni successivi avrebbe avuto importanza il risultato numerico, percui con quella "legnata" intendeva fari apprendere la "disciplina" nell'eseguire sempre tutto correttamente, anche i dettagli.

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  19. Molti degli insegnanti o aspiranti tali avranno poco più dell'età dei tuoi studenti, pertanto non vedo necessità di grandi differenze d'approccio. Tieni presente inoltre che anche con quelli più annosi va bene rapportarsi seriamente ma non grevemente e ogni tanto scherzare, tanto più che quelli più annosi arrivano già spompati dal mattino e da ragazzaglie varie - e trovare un luogo di studio e di riflessione è un riposo, per quanto l'argomento possa essere impegnativo.
    Anche vivessero nelle migliori classi possibili per atteggiamento e profitto (da notare che non ho detto "anche se vivono"...e magari qualcuno ci sarà, ma in termini percentuali irrilevanti), seguire una lezione dovendo solo capire sarebbe/sarà per loro molto più riposante che dover stare/starsi attenti nello sforzo di far capire, perché avere la praticaccia della lezione e della classe non diminuisce la tensione di cercar di comunicare in maniera chiara ed efficace e tener sotto controllo tutto il resto, mentre dover SOLO stare attenti e cercar di capire risulta per ciò stesso riposante e gratificante e suscita riconoscenza immediata verso l'insegnante - solo che sembri almeno competente e umano.
    Almeno così è accaduto a me e ad altri durante i (pochi) corsi d'aggiornamento veramente ben fatti in cui mi sono imbattuta, ma soprattutto in quello preparatorio a un altro concorso per persone già di ruolo: intendo, tre pomeriggi la settimana di circa quattro ore ciascuno, reduci da una normale mattinata e col pensiero anche di non rimanere indietro con le necessità della vita pratica quotidiana - alcuni anche con parenti malati da seguire, o figli piccoli. Tutto ciò per mesi e a un'età parecchio adulta.
    Non era questione di posto di lavoro in senso stretto, in quanto già di ruolo da tempo, e questo certo diminuiva la tensione e predisponeva a meglio apprezzare e seguire i colleghi insegnanti, ma sempre di un bell'impegno si è trattato, da parte di tutti, anche dei nostri istruttori del momento che, pure loro, provenivano quasi tutti da lunghe mattinate ecc ecc.

    Invece, quel che mi invento ogni mattina, rappresaglie non sempre efficaci e qualche apprezzato numero da circo, non ritengo opportuno rivelare perché: 1) talvolta è di scarsa bellezza (eufemismo); 2) ha per destinatarie, che certo si sentono vittime, persone di età molto inferiore a quella dei tuoi futuri alunni.
    Facci sapere, ché le esperienze di varia umanità permettono sempre di imparare qualcosa.

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  20. Bell'articolo sul Fatto QUotidiano, professore.
    e questo è, prontamente, Soros: http://www.wallstreetitalia.com/article/1565902/crisi/soros-italia-non-e-piu-artefice-del-proprio-destino.aspx

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  21. Professore,

    se ho capito bene, Lei non dovrà insegnare a ragazzi, ma a futuri professori delle superiori.

    Io ho alle spalle due anni di SSIS (antesignana del TFA) su storia e filosofia: e di didattica ne ho sentito parlare anche troppo.

    Vuole un consiglio su come insegnare come si insegna a chi dovrà insegnare? Bene, il mio consiglio è: DON'T.

    Poi, se proprio ormai non può più tirarsi indietro, allora Le dico cosa lei NON dovrebbe fare, che poi è quello che hanno fatto i miei insegnanti di "didattica della storia" e "didattica della filosofia", che erano professori universitari come Lei. Hanno preso i contenuti di quello che normalmente insegnano, hanno premesso la dicitura "didattica del/della", e poi sono andati avanti come se niente fosse. Esempio: "Storia della storiografia filosofica" è diventata "Didattica della storia della storiografia filosofica": cioè esattamente lo stesso corso che avevo frequentato all'università (per inciso, con lo stesso professore) al più infarcito con qualche "è importante che ai vostri studenti spieghiate che...".

    Ora, può immaginarsi come si può sentire chi, per frequentare queste lezioni, ha passato una selezione abbastanza severa, paga dei contributi d'iscrizione spesso molto onerosi e sa benissimo che la prospettiva concreta di insegnare (e quindi ricevere uno stipendio; e quindi emanciparsi) è molto molto lontana...

    Quindi la domanda che La invito a porsi è: "Didattica della politica economica" in cosa si distingue dalla "Politica economica" e della "Didattica" (cioè dalla psico-pedagogia generale)?

    Se non ha una risposta, allora lo dica esplicitamente nel corso: e si dedichi pure senza ritegno a fare verifiche/ripassi di politica economica, per essere sicuro che i futuri insegnanti sappiano davvero quello di cui dovranno parlare. Sono convinto che la cosa sarà apprezzata e che i partecipanti non si sentiranno incastrati in una sorta di truffa statale legalizzata a cui devono sottostare.

    In fin dei conti, sapere bene le cose è la premessa indispensabile per saperle spiegare.

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    1. Sei l'unico che ha capito. Grazie.

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    2. Viste le esperienze che ho fatto, non potevo non capire.

      PS: complimenti per la perfetta e opportuna citazione di Talete.

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    3. Viste le esperienze che ho fatto (studio dei presocratici sull'edizione greca di Diogene Laerzio con Giannantoni) non potevo non farla.

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    4. Un applauso, se posso, per Andrea Giannini.

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    5. Altro che applauso: standing ovation per Andrea Giannini.

      Mi riservo di aggiungere qualche rifinitura che proviene dalla quotidiana frequentazione con la mia consorte (che di esperienze simili a quella descritta ne ha vissute parecchie).

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    6. In effetti mi interesserebbe proprio sapere cosa ne pensa la sua consorte...
      In queste questioni non so mai se sono io che non capisco oppure se proprio non c'è niente da capire...

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    7. Si, però, portate un attimo di pazienza.
      Andrea dice diverse cose senz’altro condivisibili, riassumibili nel concetto che se qualcuno una cosa non la conosce, non potrà mai certamente insegnarla.
      Ci sono però delle contraddizioni non trascurabili.
      Intanto consiglia di insegnare la materia piuttosto che la didattica se quest’ultima è ignorata, esattamente come hanno fatto i suoi professori, dei quali però non mi pare avesse particolarmente apprezzato le gesta.
      Io direi che nessuno dovrebbe fare un corso di didattica se non la conosce, esattamente come nessuno dovrebbe fare un corso di elettrotecnica se ha studiato lettere.
      Occorre ora però focalizzare cosà è la didattica, se è generalizzabile e dove si impara.
      La didattica, credo, sia la scienza che studia come si ottimizza il trasferimento di informazioni tra docente e studente, intendendo come informazioni non nozioni bensì conoscenza.
      Penso sia sostanzialmente generalizzabile in quanto credo debba occuparsi di mettere lo studente in uno stato di predisposizione all’ascolto e non coadiuvare le informazioni inerenti l’argomento con altre di approfondimento o supporto.
      Penso che si impari didattica sostanzialmente con l’esperienza e con la conoscenza dell’essere umano.
      Ogni docente con un minimo ( diciamo anche un po’ di più ma insomma ) di esperienza di insegnamento credo non possa dire di non avere imparato niente di come si insegna, altrimenti ha fatto un’altra cosa, cioè in buona sostanza pensava a tutt’altra cosa mentre insegnava, diciamo che in questo caso ci troviamo davanti ad una persona disonesta.
      La conoscenza dell’essere umano appare una cosa un po’ più complicata, in realtà non credo lo sia.
      Il consiglio migliore che penso possa essere dato è lo stesso che più volte ho presentato in questo luogo ma che credo non sia stato colto ancora da alcuno.
      L’essere umano ha imparato tutto ciò che ha in testa osservando e naturalmente ascoltando.
      Il ragionamento, la logica, la razionalità non portano sostanzialmente all’apprendimento di nuove conoscenze, anzi più uno ragiona più rimane vittima del turbinio dei suoi pensieri e che appanneranno la visione di ciò che avrebbe dovuto osservare. Quindi mente libera da pensieri, magari facendo leva sulle emozioni che stanno su di un livello più alto rispetto ai pensieri, quindi come dire “hanno priorità”, possono inibire completamente la capacità di osservazione e ascolto, con la paura per esempio, così come possono predisporre notevolmente all’apprendimento, con la amicizia e la compassione per esempio ( n.b. compassion intesa come compartecipazione di emozioni ).
      Spero umilmente di essere stato di aiuto.
      P.S. il mio precedente commento a questo post era molto serio, penso non sia stato colto come tale.

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    8. Senza togliere nulla ad Andrea, non è che pensassi di fare qualcosa di molto diverso. Non è merito mio, ma della mia scuola. Nonostante Carlucci vedesse bene che il 3+2 sarebbe stato la distruzione dell'università (io non riuscivo ad antivederlo), noi DA DUE ANNI PRIMA avevamo modularizzato in semestri i nostri insegnamenti annuali, ponendoci il problema di quale sarebbe stata la futura didattica.

      Cosa voglio dire?

      Che lì ho imparato l'onestà didattica, cioè il non vendere aliud pro alio.

      Come si regolarono molti degli altri lo sapete: insegnare al semestre del triennio il programma annuale, e al semestre del biennio, per la seconda volta, lo stesso programma annuale. Li capisco, ma un pezzo del fallimento deriva anche da questo.

      Vale anche il principio generale: a 50 anni ho deciso che ne so abbastanza per non aver problemi di ammettere che molte cose non le so. Un bel peso in meno!

      Nella fattispecie, è assolutamente chiaro a tutti (compresi loro) che il sapere universitario è specialistico e che quindi un insegnante di politica economica non è un insegnante di didattica. Il successo del modello universitario è un altro, naturalmente, quello di unire l'esperienza di ricerca a quella didattica, ma questo naturalmente non riguarda loro.

      I miei tirocinanti non hanno mai insegnato, né hanno mai imparato la Politica economica. Non è pensabile però di far loro un "minicorso" di Politica in 5 lezioni.

      Quello che penso di fare con loro è una cosa molto semplice: insegnargli quelle due o tre strutture "fondanti" che mi son servite a far entrare nella testa di tutti (compresi, miracolo!, i matematici, ma esclusi per forza di cose gli ingegneri - ad impossibilia nemo tenetur) alcuni elementi di lettura della realtà economica, e poi fargli vedere come usarli.

      Il mio punto di attacco è estremamente semplice: oggi per interessare (se possibile) un bruto in piena tempesta ormonale alla materia c'è un unico appiglio: la violenza dei fatti, che ti bombarda da ogni TG. Certo che se ti metti a raccontare (male) di Smith e della mano invisibile prima devi sedarli. Ma se gli parli di quello che ha detto il TG forse un paio li salvi (un paio, non di più: ma questo è già molto).

      Il problema qual è?

      Che non puoi trovare questo appiglio se:

      1) non hai un quadro "contabile" di organizzazione dei fatti economici (es.: saldi settoriali);
      2) non sai dove trovare i dati da metterci dentro;
      3) non sai leggere, oltre ai giornali, i rapporti "ufficiali" (abilità esplicitamente richiesta dalle linee guida).

      La conclusione è che io cercherò di fornire loro un minimo di queste abilità, partendo da esempi concreti (es.: lettura di un DEF, di una relazione del governatore, ecc.).

      Gli aspetti relativi a strutturazione di lezioni, mappe concettuali, verifiche, ecc. non penso di poterli affrontare. Sarebbe bello metterli alla prova, ma sono 14 e hanno studiato pedagogia in altri corsi.

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    9. Per quello che può valere anche io desidero dare la mia approvazione Giannini. Avevo smesso di seguire il blog quando ho sentito parlare di TFA. L'ho riaperto adesso e ci ho trovato con piacere il suo messaggio molto sensato.

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  22. Posso fare una (cortese) richiesta anch'io?
    Sono alle prese con il solito annoso problema di convincere qualche piddino. Vorrei dimostrare che la Germania ha fatto la sua fortuna con politiche di prezzo. Ora, siccome al piddino, per definizione, piace l'aneddotica, siamo fermi al "ma le VW costano di più delle FIAT eppure vendono".
    Ora, siccome io ho il sospetto che il mercato auto sia un esempio ottimo, e che, al di là della statica, la DINAMICA dei rapporti di prezzo è cambiata parecchio dal 2000 ad oggi, vorrei mettere davanti al piddino la situazione vera.
    Qualcuno ha modo di recuperare un listino prezzo VW e FIAT dei primi anni dell'euro? Che so un numero storico di "quattoruote" o di "al volante"?
    Vorrei confrontare l'evoluzione del prezzo 2000->2012 di modelli come Golf contro Bravo (o equivalente) o di Polo contro Punto.
    C'è qualcuno che può aiutarmi? Ringrazio in anticipo (in primis il professore se mi permette di pubblicare questo semi-OT).

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    1. Non avendo le esperienze richieste dal post, vado fuori e ti consiglio di dirgli questo:

      "Vedi, hai ragione, anzi, prendiamo per esempio la teoria di alcuni di abbandonare l'Euro. Visto che hai l'amore per l'aneddoto e per le cose di tutti i giorni, prendi il caso del carrello della spesa. Alcuni carrelli per essere utilizzati necessitano di una moneta da un 1 euro, altri da 2 euro. Ecco, molti dicono che tornando alla Lira si potrebbero rilanciare sia le esportazioni che i consumi interni perché non hai più l'obbligo di imporre austerità. Forse le esportazioni, ma i consumi interni? Io credo di no. Forse i piccoli acquisti, che so, il pane appena esci da lavoro o le sigarette, ma la spesa, la grande spesa quella no, per un motivo molto semplice: i carrelli funzionano con gli euro. O detto in altro modo: la possibilità di fare acquisti di un certo livello è denominata in Euro. Se torni alla Lira tutti i carrelli non funzionerebbero, e quindi nel breve periodo hai un grosso problema anche pratico volendo.

      E a questo tutti i detrattori dell'Euro non pensano, forse perché non fanno la spesa e non conoscono l'economia reale, forse quella verosimile, ma di sicuro non quella reale."

      A questo punto se lui annuisce, abbandona il dialogo e fottitene dei prezzi delle auto, che c'è un sacco di roba più interessante delle auto, dei prezzi e dell'economia.

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    2. Difficile recuperarli oggi in formato elettronico, mentre non dovrebbe essere difficile procurarti questi dati presso una biblioteca comunale della tua città, magari prima telefonando per assicurarti della disponibilità delle annate della rivista.

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    3. @istwine,
      grazie, mi hai fatto ridere, ma credo che il piddino mi guarderebbe stranito e non coglierebbe l'ironia.
      @dcanazz
      grazie, questo è già un consiglio più fruibile. Cercherò di trovare una biblioteca fornita e accessibile.
      Certo che se qualcuno ha già la vecchia rivista sottomano e mi manda un .pdf a malachia.paperoga@gmail-dot-com non mi offendo :-)

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    4. @istwine

      ti confuto: i carrelli non servrianno più, perchè andremo in giro con le carriole!

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    5. Al pidddino gli consiglierei la lira turca che è identica ai 2 euro.(x il carrello ovviamente)

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  23. Le beghe politiche nel tempo della crisi che stiamo vivendo mi ricorda un episodio di due anni fa.
    Una giovane donna doveva partorire il suo primo figlio ed i medici in sala parto hanno cominciato a picchiarsi. E’ accaduto a Messina, nel reparto Ostetricia del Policlinico. La lite, scoppiata proprio davanti agli occhi dapprima confusi poi via via terrorizzati della neo-mamma, ha causato un ritardo fatale per il parto, per il quale i medici hanno dovuto poi operare un taglio cesareo ed un’asportazione dell’utero. Il bambino è nato ma ha subito due arresti cardiaci, riportando anche dei presunti danni cerebrali. I due medici nel frattempo sono stati sospesi.
    Mentre i partiti si scaricano le colpe e si pavoneggiano di essere meglio dei loro avversari, come una squadra di calcio, il paese collasserà. Poi interverranno all'ultimo momento, magari facendo quello che andava fatto prima(uscire dall'euro sarà solo l'inizio)ma lasciando dietro chissà quante vittime. Succederà e spero di essere ancora lucido per sopportarlo.

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  24. Buongiorno, mi permetto di segnalare questo link:
    http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/14/Italia_Stara_meglio_senza_Euro_co_0_9610143669.shtml

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  25. Sul carrello della SPESA non transigo. Perché quando si va a fare la SPESA dopo si mangia. Vorrei far presente a tutti gli amici del blog che con una monetina da 10 Lire (che conservo gelosamente) si possono tranquillamente utilizzare tutti i carrelli di tutti i supermercati :-)
    Provare per credere.

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  26. Scusate: quando la beatitudine supera un certo livello io però comincio a preoccuparmi...

    Vorrei capire dove NON si capisce che questo post era una richiesta a specialisti del settore (insegnanti o allievi di TFA) per comunicarmi loro problemi SPECIFICI, tenendo presente che il quadro GENERALE è assolutamente ovvio a qualsiasi persona DEL SETTORE, o anche semplicemente di buon senso (meglio se le due cose sono compresenti, come nel caso di Andrea).

    Cioè: dove ho sbagliato?

    Probabilmente nel parlare di una cosa che interessa a me in questo momento.

    Bene. Allora il prossimo post è sulle sonate per flauto di Mancini, va bene? Siete troppi, è giunto il momento dell'abbattimento selettivo.

    Chiarisco un altro concetto generale, il solito: questo è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare e quello che mi serve, lo apro se mi va lo chiudo se mi scoccio, non guadagno nulla se lo apro non perdo nulla se lo chiudo. Mi dispiace che sia diventato un punto di riferimento. Povera Italia!

    Alla luce dei commenti pubblicati questo intervento sembrerà superfluo. Di quelli pubblicati, appunto.

    Vi faccio alcuni ovvi esempi di quello che ovviamente mi sarebbe sembrato una ovvia risposta a questa mia ovvia richiesta:

    1) il testo X è meglio del testo Y
    2) nel mio istituto disponiamo/non disponiamo del tale supporto multimediale quindi ti consiglio di...
    3) i miei studenti hanno/non hanno difficoltà/interesse verso questo o quel pezzo della materia...
    4) nella mia esperienza si riesce/non si riesce a completare questa o quella parte di programma
    5) nella mia esperienza avrei bisogno di strumenti/dati/fonti per affrontare questo tipo di problema...

    Ecco: forse dal tipo di risposte si capisce la domanda.

    Comunque chiudiamola qui, che è meglio. Scusate il disturbo.

    (d'altra parte, se ci sono quelli che vogliono spiegarmi cos'è la scala logaritmica in un grafico, bisognerà pur dire che le mie ambizioni stanno diventando smodate. Io comunque quelli li banno subito, anche perché se uno è così beato da non capire perché NON ha senso prendere il logaritmo di un rapporto al Pil io non ho tempo di spiegarglielo, la mia vita è un florilegio di missioni impossibili, scelgo quelle che mi divertono: come, appunto, il TFA...)

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  27. Cit.: "Allora il prossimo post è sulle sonate per flauto di Mancini, va bene?"

    A questo punto formulo una cortese richiesta rigorosamente OT: preso atto della sua maestria nello spiegare, si può sperare di avere uno spazio Goofymusic in questo blog?

    Perchè c'è chi ama la musica, ma non ha mai avuto in vita sua un insegnante in grado di fargli capire che cosa sia la musica e come la si faccia.

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  28. Mi sono appena iscritto :D

    scusi prof, lo so non centra una mazza col post, però vorrei segnalare a tutti questo articolo fresco fresco sul rapporto dell'ABI pubblicato oggi circa sofferenze bancarie (quindi debito privato) e prestiti: http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1567073&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+wallstreetitalia+%28Wall+Street+Italia%29

    daje

    ps. qualche anima buona saprebbe indicarmi come si crea un link qui direttamente sulla sezione commenti, evitando quindi di incollare l'intero indirizzo??? grazie mille :D

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  29. Se è di scarsa utilità, cestini direttamente. Non ho esperienza di didattica, nè tantomeno di insegnamento vero e proprio. Ho dovuto in qualche occasione, per ragioni di lavoro, far docenza in progetti di alternanza scuola-lavoro, parlando soprattutto di organizzazione aziendale. Ho notato che la capacità di attenzione degli studenti è drammaticamente scarsa: cercare con loro di fare un ragionamento, anche non pesante, che duri più di 10 minuti è difficilissimo. Ho notato però che apprezzano video, anche questi non troppo lunghi, magari belli colorati alla MTV e presentazioni, ma soprattutto lavorare con casi più o meno reali che li incuriosiscano. Gli insegnanti mi dicevano che hanno a che fare con persone ormai videocentriche, disabituate alla lettura, alla ricerca delle connessioni tra i costrutti (così li chiamano).
    Sarà proprio così? Probabilmente. Non ho esperienza di libri di testo, se non per quello che mio nipote usa all'alberghiero. E' un desolante elenco di luoghi comuni da liberisti alle vongole: classico il paragone tra bilancio dello stato e bilancio familiare/aziendale con quello che ne consegue, per non parlare dell'efficienza del privato rispetto al pubblico, della superiorità del mercato ecc. Sarà faticoso, temo, anche solo sradicare dalle menti degli allievi TFA le incrostazioni mainstream! E indurli a presentare, nelle loro lezioni, gli approcci eterodossi

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  30. @pegasus
    Ti sei appena iscritto ma noi hai ancora letto
    le istruzioni per l'uso
    dove è anche spiegato come creare il link attivo..

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  31. In rapidissima aggiunta direi :-)
    Per quel che riguarda i manuali personalmente non ne ho ancora trovato nessuno veramente soddisfacente. Ovviamente non sono in grado di esprimere pareri sui manuali di economia ma suppongo siano contagiati dalla stessa malattia dei manuali di storia cioè la tendenza a perpetuare alcuni luoghi comuni su certe questioni. Io spesso mi inoltro in percorsi alternativi magari col supporto di fotocopie.
    In tutti gli istituti che conosco ci sono laboratori informatici particolarmente ben forniti e seguiti da tecnici ma suppongo che non sia così dappertutto.
    Nel mio istituto al momento due classi hanno in pianta stabile la LIM poi c'è pure un'aula dedicata con LIM (lavagna multimediale). La connessione internet è in tutte le classi e a richiesta si può avere tv con lettore DVD e di videocassette. Con un po' di beghe si può arrivare ad avere anche proiettore ecc.
    Nella mia esperienza, il tipo e la quantità di programma che si può affrontare con buoni risultati dipende dal tipo di scuola e di classe. I contenuti e il programma devono essere rapportati alla realtà che abbiamo davanti. Il livello dei professionali (dove economia è assieme a diritto in alcuni anni e dove ci sono materie come tecnica amministrativa) che conosco bene è in genere incredibilmente basso. Ci sono classi dove è difficile anche solo mantenere un minimo di ordine e dove la capacità espressiva è veramente molto bassa (lessico poverissimo, difficoltà a costruire un testo di qualsiasi tipo ecc.) quindi diventa molto difficile affrontare la didattica di una materia come l'economia. Penso sia importante sempre ma ancor di più all'inizio impostare il lavoro per trasmettere almeno in piccola parte il "linguaggio" della disciplina e poi... In un tecnico il livello sarà più alto ma non di tanto temo...
    Nella mia esperienza avrei bisogno di un manuale che contenesse materiali attuali, stimolanti per gli alunni di oggi, con riferimenti al mondo nel quale vivono che li possano interessare e che portino ad una riflessione vera e critica sulla realtà...ma è una specie di sogno...
    Una cosa che ho notato comunque è che sono sicuramente utili video e filmati vari.
    Di nuovo grazie per tutto questo

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