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domenica 30 giugno 2013

QED 22: il metodo Juncker e il "bail-in"

No, Emanuela, non è stato a Matera. O meglio: sì, è stato anche a Matera, ma in effetti mi sembrava di averlo detto un pochino prima, ad esempio a Massa e Cozzile, un mese prima (il 27 aprile), e sicuramente anche prima. Che si sarebbe andati verso il cosiddetto bail-in, cioè verso il salvataggio delle banche a spese dei depositanti, come pare abbia poi definitivamente annunciato l'ultimo Ecofin, a me (e suppongo anche a molti altri) è stato immediatamente chiaro, fin dalla dichiarazione, che allora sembrò scandalosa, del simpatico pilota dell'aereo più pazzo del mondo, l'attuale capo dell'Eurogruppo, sì, lui, il simpatico voleur de grand chemin che aveva esordito a febbraio nazionalizzando una banca della virtuosa Olanda (la SNS), ed espropriandone gli obbligazionisti per lo più provenienti dai viziosi GIPSI (come ricorda, inascoltato, Claudio Borghi).

Proprio lui, il campione di questo bel gesto di razzismo finanziario (e come altro lo vuoi chiamare?) il 25 marzo aveva mandato a gambe all'aria i mercati dicendo che Cipro sarebbe diventato il modello (template) per la soluzione delle crisi bancarie nell'Eurozona.

Ma ad essere onesti, non è lì che ho capito. Ho capito subito dopo, quando le sue dichiarazioni sono state smentite.

A quel punto tutto è diventato chiaro: eravamo di fronte all'ennesima applicazione del metodo Juncker. Questo metodo, viceversa, ricordo quando l'ho descritto per la prima volta. L'ho fatto ad Arezzo e poi subito dopo a Radicondoli, a gennaio (cioè prima della nazionalizzazione della SNS e prima che Cipro diventasse un modello). In cosa consiste? Semplice! In una oculata gestione del flusso informativo secondo il noto principio della rana bollita. Sentiamo come lo descriveva nel 1999 sullo Spiegel il simpatico Jean-Claude Juncker, lussemburghese, predecessore di Dijsselbloem all'Eurogruppo:

"Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno"

Ah, scusate se ve lo faccio notare: la gente siete voi...

Vorrei anche ricordare che non ero stato io a "riscoprire" il metodo Juncker. Era stata la contessa Elvira a portarlo alla nostra attenzione (con la collaborazione di Chicco DM), traendola da un noto scritto di Enszenberger. Tanto per precisare che i "tedeschi" non sono tutti uguali, e che tanto devo io a voi quanto voi a me.

Ma torniamo al metodo Juncker.

Con la storia del bail-in è stata attuata la stessa strategia, in due mosse.

Prima hanno mandato avanti quello zuzzurellone di Dijsselbloem, smentendo quasi in contemporanea (visto il patatrac sui mercati). Poi hanno mandato avanti il pezzo da novanta, l'amico Schaeuble, che era partito dicendo che Cipro era un caso particolare (il 30 marzo), ma poi, guarda un po', il 20 aprile aveva già cambiato idea, senza che l'opinione pubblica, già sufficientemente bollita, se ne inquietasse particolarmente. A quel punto sapevano che la strada era aperta, e sono andati avanti.

Notate un altro raffinato dettaglio, che a molti commentatori mi pare sia sfuggito, e del quale mi scuso di non riuscire a ritrovarvi ora la fonte (ma sono certo di averlo sentito alla radio, e voi saprete trovarla per me, perché molti di voi saranno stati colpiti come me): Schaeuble ha detto, in buona sostanza, che questo accordo serve a evitare danni peggiori, cioè che i depositanti devono scegliere fra farsi togliere i soldi, o sopportare le conseguenze catastrofiche di una crisi bancaria.

Chiaro il punto, no? "Signori, siamo arrivati a un punto di non ritorno: ora non si può fare che come diciamo noi".

Esattamente la stessa logica di chi parla di euro irreversibile.

La logica Juncker.

Non entro in alcune ovvie considerazioni tecniche che sono ampiamente svolte nelle fonti citate, riferite ad esempio alla molto probabile inefficacia di questa misura, alla sua iniquità (perché in fin dei conti rischia di colpire soggetti tipicamente avversi al rischio come spesso sono gli acquirenti di obbligazioni bancarie), agli enormi problemi di moral hazard che crea (perché se questa è la musica, è chiaro che le banche sanno di poter fare sostanzialmente come gli pare), al fatto che i "beati" che si sentono al sicuro perché hanno 99.999 euro in banca non capiscono che questa misura rischia di colpire la tesoreria dell'impresa presso la quale lavorano, ecc.

Espertoni e complottisti "a prescindere" entreranno in discussione per confutare questo o quel punto, dimenticando un dato essenziale: a quanto capisco, per ora siamo ancora a una proposta piuttosto improvvisata (per quanto ufficiale), a un disegno, nel quale mancano importanti dettagli (ad esempio, quando entrerà effettivamente in vigore e chi sarà "il boia", cioè quale organismo e con quale processo deciderà chi paga quanto). Quindi in effetti c'è poco da discutere e molto da stare attenti (ci sarebbe stato anche molto da protestare, ma, appunto, evidentemente siamo bolliti...).

Come sempre c'est le ton qui fait la musique: si continua a parlare di debito pubblico per distogliere l'attenzione dagli immensi debiti privati e dal modo in cui li si vuole gestire, che è un modo improntato alla logica della conditionality, una logica che tante soddisfazioni ha dato ai paesi dell'America Latina, i quali infatti adesso la rifiutano. Noi ancora no, e non capisco perché, né so prevedere fino a quando.

Concludo con una piccola avvertenza sul significato dei QED. Attenzione, voi lo capite, ma ai nuovi bisogna specificarlo: non sto giocando al gioco dell'"io l'avevo detto". Non ci ho mai giocato perché mentre all'estero avrei sicuramente perso, in Italia non ci sarebbe stata partita (con poche eccezioni che conoscete), ma non ci ho giocato mai soprattutto perché è un gioco futile e diseducativo.

Il lavoro che stiamo facendo qui si basa su un paio di assi portanti.

Il primo è quello di dare una formazione solida su alcuni concetti macroeconomici di base, ancorandoli ad esempi concreti e partendo sempre dal rispetto del dato, e quindi della contabilità. Che questo sia un lavoro utile lo dimostra, a contrario, il fatto che tutti i movimenti più o meno fascisteggianti in ambito economico, dai rumorosi d'America ai marxisti dell'Illinois (passando per decrescisti, donaldiani, et id genus omne) generalmente articolano il loro discorso su un attacco frontale alla logica della contabilità nazionale (vi risparmio gli esempi che conoscete: da quelli che "il Pil è un'invenzione capitalista" a quelli che "il Pil misura solo i prodotti materiali brutti e inquinanti" a quelli che "le identità della contabilità nazionale sono banali" a quelli che "il vincolo esterno non esiste" a quelli che...). Quindi ribadire i semplici fatti contabili che governano le relazioni economiche, e utilizzarli come chiave per una corretta lettura della realtà, come abbiamo fatto qui e qui, è di per sé (purtroppo) un atto rivoluzionario. In Italia il 99% degli intervenienti nel dibattito non ha ancora chiaro che ogni debito di qualcuno è il credito di qualcun altro, tanto per dire. Voi, se siete qui da un quarto d'ora, siete già avanti a tutti questi cialtroni.

Il secondo è quello di smascherare i meccanismi più o meno consapevoli (nel caso di Juncker la consapevolezza è piena e dichiarata) che governano la rappresentazione dei fatti economici inquinando il processo democratico nel nostro paese. A questo mi dedico spesso sul Fatto Quotidiano (ad esempio qui, o qui), ma anche in questo blog, perché ritengo che in fondo questo sia il lavoro più importante: quello di darvi strumenti critici per decodificare le trappole nelle quali l'informazione più o meno consapevolmente di regime vuole più o meno dolosamente farvi cadere. Quanta consapevolezza e quanto dolo ci siano, lo ripeto per l'ennesima volta, mi interessa poco. Mi interessa molto che impariamo a riconoscere ed evitare le trappole, e a questo mi dedico, e a questo servono soprattutto i QED. Segnalare che la storia del bail-in è in effetti l'applicazione di una strategia comunicativa piuttosto ovvia e dichiaratamente rivendicata dai vertici europei mi sembra un lavoro utile in questo senso.






(Molto più utile, se non altro, del lavorio convulso e inverecondo dei tanti piccoli diffamatori che cercano di dimostrare ai loro putrescenti referenti politici, o alla loro infinitesimale constituency, di averlo più a sinistra. Su di loro, come su quelli che ce l'hanno lungo, la Storia ha già steso, e rimboccato per bene, una bella pietra tombale. Vi rinnovo quindi, in cambio dell'interesse che il lavoro che stiamo facendo qui eventualmente promuovesse in voi, la mia richiesta di rispettare le mie narici. Inutile perder tempo. Andiamo avanti col nostro lavoro, perché qui si lavora.

Grazie ancora a tutti voi per il vostro stimolo e il vostro contributo.)

128 commenti:

  1. Grazie a te prof.,
    ma la strada è difficile, faticosa e inquinata alle radici da incomprensioni, supponenza ed arroganza:

    io ho litigato con molti miei colleghi, amici, conoscenti,
    continuo a litigare in casa con mio figlio,

    praticamente ho fatto il vuoto intorno a me, ma non mi dispero,
    mi accontento di trovare qualche volta uno spazio su questo blog,
    che ritengo essere uno dei pochi fari di competenza, intelligenza e civiltà, in questa nostra Italia "ostello di dolore".

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  2. Prof., GRAZIE A LEI !!
    Ci ha aperto gli occhi e continua a darci essenziali strumenti di lettura!
    Ci ha fatto comprendere l'importanza della MACROECONOMIA, materia che viene pervicacemente esclusa da tutte le scuole superiori! Come se, per capire alcuni concetti fondamentali, occorra essere degli specialisti.
    Della serie :"più il popolo è bue e meglio lo manovriamo !"
    So bene che non dobbiamo giustamente darle consigli, ma secondo me sarebbe uno splendido leader politico (alla Nigel Farage).

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    1. Io sinceramente spero che Bagnai abbia idee un tantino diverse da Farage

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    2. Eh, andiamoci piano con Nigel Farage
      (http://www.presstv.ir/Program/305689.html)
      Come dice il Prof. Bagnai, un enorme spazio di verità, a cui attingere per scopi tattici, è stato lasciato alla destra.

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  3. Juncker, quello che ammette sempre tutto, i sistemi fascisti e gli errori....
    Ha ricevuto la massima onorificenza greca dalle mani del premier Samaras...per i metodi fascisti e per gli errori commessi.

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    1. Lui è a fine carriera, quindi, come Craxi nel deserto, può dire la verità. Ma la cosa interessante è che un pezzo di verità l'ha detto anche all'inizio! Grazie.

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  4. Io amo divulgare questo blog, ma lo sapete cosa mi sono sentito rispondere ieri?
    "Secondo me tu sei un agente americano; hai il compito di annientare l'euro così il dollaro può tornare riserva universale"

    Come si fa a rispondere ad un affermazione del genere senza prenderlo a parolacce ?

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    1. Torno a dire che se uno è così cretino può anche essere inutile parlarci. La futilità di questi argomenti è ampiamente dimostrata nel mio libro. L'euro non avrebbe mai potuto soppiantare il dollaro, per svariati motivi (dilemma di Triffin, atteggiamento tedesco, mancanza di un prestatore di ultima istanza e/o di un soggetto politico unitario sottostante, ecc.). Tu faglielo credere: servirà anche una cartina al tornasole per capire se chi hai davanti è un imbecille, no? Poi, basta non insistere.

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    2. Sull'Huffington post invece si può citare Bagnai, mettere i link dei suoi articoli e citare passaggi dei suoi scritti senza essere censurati. Inoltre i piantagrane tipo quelli del FQ sono molto rari.

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    3. Nel frattempo «il governo sta valutando un prelievo su tutti coloro che dichiarano un reddito sopra quota 90 mila euro. Senza distinzioni».

      Non so perchè, ma ho l'impressione che si ripeterà un copione già visto.

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  5. La gara a "chi ce l'ha più a sinistra" è la versione eufemistica della gara a "chi ce l'ha più (g)rosso", quella che rimane dopo che l'immenso "capitale politico" investito nell'URSS si è dovuto arrendere alla storia.

    Comunque è veramente interessante analizzare quella frase di DraghinBall (quella sul capitale politico investito nell'eurozona che impedisce di pensare a un sistema economico diverso, a un "Piano B"), Orizzonte48 ad esempio mi faceva notare che:

    "Draghi ha dato una risposta che sarebbe giusta se fosse il responsabile politico dell'intera faccenda euro.
    Cioè si è arrogato una legittimazione a creare l'indirizzo politico non solo monetario ma generale dei paesi UEM.
    Il che contrasta anzitutto con la "ratio" dell'indipendenza della BC, che è tecnica e non discrezionale, e quindi non pone un "indirizzo politico-monetario", escluso in partenza.
    Contrasta poi con le competenze previste persino dai trattati: cioè sono gli esecutivi degli Stati che dovrebbero sapere se c'è un piano B in quanto abbiano deciso di prenderlo in considerazione.
    Ma questo dimostra come Draghi (con un senso istituzionale e del diritto che può aver appreso solo facendo l'executive di G&S), si senta titolare di una legittimazione politico-governativa conferitagli di fatto (extra-trattati) dalle banche "core" (il che imiplicitamente dimostra che è una sorta di uomo-immagine di bundesbank).
    La risposta alla domanda del giornalista, avrebbe correttamente dovuto essere: "Questa domanda andrebbe rivolta al Consiglio dei ministri europei, se e in quanto prenderanno una qualche decisione su una questione che non potrebbe che rimanere riservata"

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    1. Un'ottima riflessione di 48 che mi ero perso, sostanzialmente per colpa sua: scrive troppo! Vi ringrazio per queste segnalazioni (voi che avete più tempo di me...).

      Si riconferma quello che è uno degli assi portanti del mio messaggio (ma che mi pare, salvo errore, sia del tutto assente dal discorso di quelli "de sinistra"): l'indipendenza della banca centrale, prima di essere antidemocratica, è soprattutto una colossale bufala, ovvero, come suggerisci tu, una balla. E questo lo ha detto, come sapete, anche Stiglitz.

      Ma certo, Stiglitz è un servo sciocco del capitale, perché, come anche sapete, ha detto prima di altri quello che altri hanno detto qui, cioè che la Germania dovrebbe uscire per favorire una dissoluzione ordinata dell'Eurozona (che non è un euro a due velocità, ma a diciassette).

      Quindi scusatemi tanto se ve l'ho nominato... Non volevo offendere la sinistra sinistritudine di nessuno...

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    2. Ma guarda che era difficile che potessi leggertela in questo caso: non era in un post ma nei commenti a un post di un mesetto fa (almeno).

      A proposito: la disciplina del bail-in, allo stato attuale della deliberazione, entrerebbe in vigore nel 2018...mentre il termine ultimo delle operazioni bancarie di ricapitalizzazioni è il 2019. Pensa tu il caso!
      Cioè proprio quando, al limite non ci pensi più. Comunque è congegnato come il gioco delle 3 carte "col compare".
      Ma d'altra parte si sono riservati di anticipare l'entrata in vigore se si manifestasse una situazione di crisi grave ed imprevista (seeee...se chiama Taunus, ed è molto prevedibile)...

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    3. Sì, la situazione di Taunus è nota ai lettori di questo blog, purtroppo. Del resto tutta una serie di stracci "politico-scandalistici" che stanno volando fra Usa e Germania temo siano proprio legati al fatto che, come ho ampiamente chiarito, la Germania di debitori ne aveva due. Grazie come sempre.

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  6. A me i QED mi hanno fatto capire tante cose, dovrei fare una bella collezione e rileggerli tutti, vogliono dire che quello che sta succedendo era prevedibile, chiaro, lampante, così come è chiara e ben disegnata le strada che ci sta portando dritti in fondo al tunnel.
    I QED hanno la logica ferrea di una regola matematica: date queste premesse, questi sono i risultati, e peggio per chi non può o non vuole capire.
    I milioni di euro stanziati per il lavoro vengono strombazzati come la giusta risposta alla disoccupazione.
    Per Letta non ci sono più scusanti per le aziende che non possono assumere, per me, ignorante, incompetente, stanziare incentivi all’assunzione non serve alle imprese se non hanno un mercato di sbocco per i loro prodotti e chiudono per mancanza di commesse.
    E la Confindustria? non dice niente?
    Abbiamo gli strumenti per leggere la realtà e scovare le menzogne.

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    1. Uno degli assunti di quelli che ce l'hanno più a sinistra, e che ormai mi hanno sfracellato le gonadi, è che il popolo non può capire. Se ne deduce, con un raffazzonato entimema, che tu non sei il popolo. Meglio così.

      E se invece il popolo stesse capendo?

      Io, nel dubbio, faccio molto sport aerobico. Lo consiglierei anche a quelli "de sinistra", perché se chi ti insegue ha un forcone, rompere il fiato è indispensabile...

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    2. Inizia a capire, eccome se inizia a capire. Da qualche tempo ormai posto sul mio profilo facebook e con una certa frequenza gli articoli di questo e altri blog che mi sembrano più interessanti e soprattutto quelli che riportano dati e fonti. Vi assicuro che la cosa sta avendo il suo effetto nella cerchia delle mie conoscenze.

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  7. con gli imbecilli cosa si discute?
    voglio dire, ieri mi è capitato di discutere nello spazio di repubblica (fb) su una dichiarazione di M. Hack a favore dei matrimoni gay.
    ho fatto notare che non se ne parla in costituzione (e va be', che è da fascisti fregarsene delle regole.. "ci sono? chi se ne frega!").
    mi hanno chiesto: "ma dove sta scritta questa cosa?"
    "caro leggitela! si chiama costituzione! "

    prendo gli articoli, e citando le parole "maternità" e "paternità" spiego che parlando di famiglia e matrimonio si intende quella etero.
    RISPOSTA: "allora tu sei uno di quelli che pensa che le donne debbano solo sfornare bambini?"
    certo, dove l'ho scritto? dove sta in costituzione?

    per carità, ognuno può dire la propria ma quando siamo nel campo REALLY IDIOTS non ci si può far nulla

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    1. Il punto di metodo lo condivido (inutile parlare con persone idiotizzate). Circa l'esempio fatto, non sono molto d'accordo. Credo che ci siano dei problemi sotto il profilo giuridico nella tua affermazione (anche il diritto è una materia specialistica). Ma soprattutto, ribadisco, io sono favorevole a tutte le estensioni dei diritti civili. Trovo orrendo che esse vengano barattate con restrizioni dei diritti economici (più esattamente, vengano usate come "foglie di fico" da governi economicamente liberticidi, nel senso che distruggono reddito, lavoro, uguaglianza sociale, diritti economici e contrattuali acquisiti, ecc.).

      Comunque, non era un proposta di matrimonio, tranquillo...

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    2. Rischioso far dire "troppo" alle disposizioni della Costituzione...
      In ogni caso, sono da tempo convinto che il problema vero (con riferimento alla Costituzione) stia all'art.7 (e non negli articoli sui rapporti etico-sociali). Se una confessione religiosa organizzata in Stato può, su base convenzionale (i patti lateranensi) condizionare l'ordinamento giuridico nazionale, il gioco è fatto, ed una serie di istituti restano inevitabilmente vincolati a tali accordi.
      Il matrimonio è l'esempio più classico: tant'è che abbiamo il matrimonio concordatario. Prima si recide quel cordone, poi si discute del resto. Altrimenti, è tutto molto velleitario.

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  8. A proposito del "raffinato dettaglio" di Schäuble: forse si riferisce a questa intervista?
    http://www.wiwo.de/politik/europa/reaktionen-schaeuble-interview-in-wirtschaftswoche-schockt-boerse/8098476.html

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    1. Mi sembra che le sue dichiarazioni circa il "prendere o lasciare" siano più recenti.

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  9. "ai saggi insulta
    fin la presente età, che in conoscenza
    ed in civil costume
    sembra tutte avanzar; qual moto allora,
    mortal prole infelice, o qual pensiero
    verso te finalmente il cor m’assale?
    Non so se il riso o la pietà prevale."

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  10. Alcune indicazioni su come sarà strutturato il nuovo protocollo sui futuri salvataggi bancari lo possiamo leggere su un articolo di Marco Zatterin sulla Stampa.it.Sicuramente non aggiunge niente di significativo,ma mi ha colpito il nome dell' accordo raggiunto il 27 giugno a Bruxelles: "fallimento ordinato.
    Alcuni passaggi:
    -"Per divenire effettivo, l’accordo della notte - detto del "fallimento ordinato" - deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo.
    -"Il pacchetto, col terzo stadio difficilissimo che prevede uno schema di garanzia comune per i depositanti, è la risposta centrale dell’Ue alle bancarotte che, fra il 2008 e il 2011, sono costate 4,5 trilioni di aiuti statali autorizzati ai governi continentali; la somma pagata effettivamente è di 1,6 trilioni.
    -"Come funziona? A partire dal 2018, in caso di crisi bancaria, il regime di salvataggio (Bail-In) potrà costringere azionisti, obbligazionisti e parte dei correntisti a essere «scalpati» per partecipare alla ristrutturazione. I deposito sino a 100 mila euro saranno garantiti totalmente."
    Inoltre deve essere definito,sempre secondo l'articolo:"..l' autorità centrale di risoluzione, ovvero un fondo che si occupi della gestione delle crisi. Controverso progetto, questo, perché comporterebbe l’uso di denaro pubblico europeo, cosa alla Germania non piace affatto."

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    1. Certo. Chiamarlo "fallimento ordinato" serve a far capire che l'alternativa sarebbe il caos. Cioè che non c'è alternativa. Ma quando qualcuno propone un'uscita ordinata dall'Eurozona ti dicono che quello sarebbe il caos. Insomma, per gestire i frame linguistici non ci vuole solo abilità: ci vogliono anche un sacco di soldi!

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  11. @Gabriella
    gli incentivi all'assunzione sono regali perché nell'80% dei casi sono assunzioni che si farebbero, quindi..

    per confindustria ci sono due anime.. chi dice che vendendo pochi si può investire poco chi invece vuole "flessibilità".
    Ovviamente i secondi sono coloro che hanno aziende floride e hanno investito (delocalizzato spesso) all'estero.
    i primi sono coloro che sono "mazzuliati" da una moneta che drogata e una poltica fiscale anoressica e vampiresca...

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  12. Pensa che ieri sera leggendo le smentite del Tesoro riguardo ai ventilati prelievi su c/c e depositi bancari ho pensato la stessa cosa: lo "Juncker-style" - alla carbonara - lo abbiamo importato anche noi( ah, queste importazioni!); buttiamo un sasso nello stagno (o fogna) mediatico e vediamo come si propagano i cerchi.

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  13. @prof.
    io posso capire che si abbia un'interpretazione differente di quei tre artt.. (non discuto la regolamentazione delle coppie di fatto) ma me lo deve spiegare con logica giuridica e non uscirsene con
    "ma allora vuoi che le donne sfornino solo figli?"

    ovvio che uno può pensarla differentemente (ma con logica giuridica in base alle regole che ci sono).

    sulla sua seconda parte dell'affermazione invece dico che la penso come lei.. utilizzando la tattica dei contentini e delle colpe per far passare una cosa stupida con una cosa seria (che nel frattempo viene fatta passare come necessaria)

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  14. Caro prof oltre che avanti e di una chiarezza disarmante su argomenti di indubbia difficoltà quello che mi ha colpito e che mi piace in lei è che oltre a essere un pò narciso e rompicoglioni è un grandissimo umorista......voglio dire, molti pagherebbero in tv per avere il suo umorismo a la sua capacità di sdrammatizzare.
    Pre il resto io non sono in accordo sul fatto che preleveranno i soldi dai conti, troppa pubblicità e se davvero capitasse non credo che gli basterebbe al politico di turno rompere il fiato!!!
    Mia opinione è che taglieranno il debito e lo spalmeranno se da li qualche banca stramazzasse allora potrebbero anche salvarla con i soldi dei correntisti, sicuramente i soldi degli obbligazionisti.
    Buon lavoro

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    1. Grazie. Però non sono un pò narciso. Sono molto narciso o un po' narciso, vedi tu. Qui siamo ortograficamente corretti e politicamente scorretti. Daje, va, che ce la farai...

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  15. Krugman: "Scuse Strutturali"


    Il solito Krugman mette a nudo la verità dietro le “formule magiche” dei nostri fallimentari traghettatori. Quando Monti, Letta, Prodi e compagnia parlano di “riforme strutturali”, in realtà intendono il taglio delle retribuzioni dei lavoratori.
    E ne parlano continuamente per una ragione precisa: la loro supposta mancanza è la scusa per giustificare il fatto di non affrontare e correggere i meccanismi macroeconomici che hanno causato la crisi.

    Buona lettura.

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  16. LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA AL CONTRARIO

    Vediamo infatti come il metodo scientifico è stato stravolto per giustificare l’introduzione di una moneta unica in Europa. Fin dalla prima metà degli anni ottanta una ristretta cerchia di economisti facenti capo alla Commissione Delors comincia a ragionare su un’ipotesi di moneta unica da imporre ad alcuni paesi europei, nonostante tutti gli studi accademici sulle aree valutarie ottimali avessero già bocciato categoricamente, dati e osservazioni empiriche alla mano, l’ardito tentativo.

    L’esperimento però è stato condotto ugualmente, con il pretesto di garantire agli stati aderenti e ai popoli benessere, prosperità, pace perpetua. Dopo poco più di dieci anni dall’inizio dell’esperimento socio-economico, la realtà mostra evidentemente che l’euro non va, come dicevano già i migliori economisti del mondo, non ha le caratteristiche idonee per diventare una moneta unica e assicurare una crescita equilibrata per tutti i paesi coinvolti: alcuni paesi crescono e prosperano (principalmente la Germania) e altri recedono e si indebitano (la periferia). Il campo di applicazione della nostra ipotesi quindi è troppo ristretto per ricavare una legge generale, perché l’euro funziona in pratica soltanto per la Germania (con evidenti squilibri interni fra i principali beneficiari, banchieri e imprenditori, e i lavoratori sottopagati).

    Cosa farebbe a questo punto un bravo e diligente scienziato? Rivedrebbe dalle fondamenta l’ipotesi di partenza e andrebbe avanti con un nuovo esperimento fino a ricavare la formula giusta che andava cercando. Tolte le chiacchiere da bar e la propaganda prezzolata, la scienza funziona ancora oggi così.

    Cosa hanno fatto invece i tecnocrati e i politicanti europei? Sono andati avanti lo stesso, a testa bassa, nel loro progetto, infischiandosene dei dati reali e delle controprove che ormai arrivano a fiotti da ogni parte e da qualunque punto di osservazione. Hanno posto l’euro al di sopra della scienza, in una zona che sta a metà fra il misticismo e la superstizione, riportando indietro le lancette della civiltà di parecchi secoli fino ai confini nebulosi del medioevo e ancora oltre. Dire che l’euro è irreversibile è come dire che una giovane donna è una strega senza uno straccio di prova o un regolare processo o il lampo è una punizione divina e un avvertimento per tutti i peccatori. Si tratta di una credenza, un atto di fede, una forzatura e una mistificazione della realtà oggettiva dei fatti.

    BUONA LETTURA

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  17. Il fatto è che senza una comprensione, anche minima, del funzionamento della bilancia dei pagamenti, dell'inflazione e del tasso di cambio (nominale e reale) la lotta di classe la fai alla cieca. Questo non impedisce che possa anche dare qualche frutto, ovviamente; con gli occhi aperti però si combatte meglio, risparmiandosi sforzi inutili. Per me un momento eye-opening, anteriore alla lettura del blog (e del libro) è stata una monografia sulla storia del sistema monetario internazionale di inappuntabile accademia come Globalizing Capital (Princeton University Press, New Jersey, 2008) di Barry Eichengreen. A pag 2 mi ritrovo: "What was critical for the maintenance of pegged exchange rates, I argue in this book, was protection for governments from pressure to trade exchange rate stability for other goals. Under the nineteenth-century gold standard the source of such protection was insulation from domestic politics. The pressure brought to bear on twentieth-century governments to subordinate currency stability to other objectives was not a feature of the nineteenth-century world.
    Because the right to vote was limited, the common laborers who suffered most from hard times were poorly positioned to object to increases in central bank interest rates adopted to defend the currency peg. Neither trade unions nor parliamentary labor parties had developed to the point where workers could insist that defense of the exchange rate be tempered by the pursuit of other objectives. The priority attached by central banks to defending the pegged exchange rates of the gold standard remained basically unchallenged. Governments were therefore free to take whatever steps were needed to defend their currency pegs."
    Ma oggi il cambio fisso è amico del lavoratore. Si vede subito.

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    1. Ma vedi, Eichengreen, economista ortodosso ma non scemo, dice le cose come la logica dei fatti ce le squaderna davanti. Non voglio dire che non sia ideologico. Lo è, certo. Ma non nel senso di doversi conformare ai pregiudizi di referenti politici e di dover raccogliere un consenso. Quello che dice Eichengreen (che, lo ricordo, è l'autore che nel 1997 mi era servito a capire che l'euro era una sòla), sta scritto sicuramente anche in Marx o in Rosa Luxemburg. Non posso citarvi i passi perché per un dato casuale ho seguito un percorso culturale e scientifico diverso, che però non mi impedisce, o forse mi permette, di capire che il buon senso regna (e non ha colore).

      Perché allora i marxisti dell'Illinois o i colleghi che provengono da periferie svantaggiate non sono in grado di articolare un discorso trasparente e comprensibile su questi concetti?

      Sarà la lente deformante dell'ideologia?

      No, perché nessuna lente né a destra né a sinistra può deformare il fatto che il cambio fisso è SEMPRE E DA SEMPRE un attacco alle classi lavoratrici (piccoli imprenditori e partite IVA incluse).

      Credo sia piuttosto una visione distorta del "primato" della politica, che implica la necessità ASSOLUTA di "guidare" il popolo mentendo ad esso. Prometto ampi esempi di questa mentalità (che poi è quella di Aristide).

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    2. (per "assoluta" intendo "senza se e senza ma". Cioè: queste persone sono realmente convinte che essere dei fini politici consista nel distorcere la rappresentazione (o meglio, la narraFFione) della realtà COMUNQUE, anche quando le persone alle quali "narri" non sono stupide e sono capaci di capire cosa sta succedendo. So che sembra assurdo, ma ormai mi sono convinto che è così e qualcuno di voi ha anche assistito a scambi che lo provavano.)

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  18. Piccolo, e ridicolo, esempio che le regole in Europa sono solo strumentali: ricordate che il governo berlusconi accettò, sotto ricatto, di anticipare il pareggio di bilancio al 2013? Sì? E allora che fine ha fatto? Questo anno siamo al 3% di deficit, forse non conta più il pareggio di bilancio anticipato, perché nel frattempo silvio se ne è andato e sono venuti monti e poi letta? Diciamo che forse è così e che ciò prova che le regole in Europa sono vuote parole (qualcuno rispetta forse la regola del debito pubblico al 60% del Pil? Vige solo la legge del più forte senza nemmeno salvare le apparenze).

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  19. "Signori, siamo arrivati a un punto di non ritorno: ora non si può fare che come diciamo noi".

    ....

    e quando mai è stato diverso? sono 20 anni che le elezioni sono superflue...

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  20. Quando i giornalisti ed i politici parlano fanno spesso uso di oscure espressioni (alcune delle quali come flessibilità e competitività etc il cui significato reale ci è ormai noto)... negli ultimi tempi insistono nel dire che il nostro paese rispetto alla Grecia e alla Spagna non è a rischio default in quanto sarebbe in possesso di buoni "fondamentali" consistenti per l'appunto nell'accumulo di ingenti risparmi privati...

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  21. Ed in tutto questo mi tocca sorbire i soliti sognatori, che a questo punto mi danno l'idea, almeno per i più ferventi, di essere particolarmente affini ai talebani, tutti presi nel loro impianto di sinistra di facciata (o sinistramente di facciata).

    Ora che il governo Letta mi tocca anche le sigarette elettroniche che io uso sono doppiamente inviperito.

    PErchè già cerco d'essere solidale con chi in questo momento soffre particolarmente, se poi tocca pure qualcosa di mio ed utilizzano il solito metodo dell'annuncio per evitare una catastrofe lo stato d'animo è immaginabile quale sia.

    "Vi tagliamo le palle oggi così rimandiamo la fetta di chiappa che comunque v'affetteremo".

    E i soliti contizeroneuroni, o i repubblichini delle banane pronti in formazione a sparare cavolate, come che è giusto tassare perchè è lusso, provoca dipendenza, e bestialità varie.

    Anche se poi qualsiasi utente può controbattere che, semmai, costa molto di meno e tipicamente, pur facendo male, permettono di tornare di respirare.

    Ovviamente l'annuncio della tassa è stato preceduto da una intensissima campagna mediatica sui vari pericoli che questi aggeggini comportano, nelle modalità in cui praticamente viene ormai anticipata ogni decisione.

    Per la cronaca, a parte che costeranno molto di più, questa attività stava dando lavoro a 10.000 persone e conta di circa 400.000 utenti abituali, ed è stato un mercato in rapido sviluppo soprattutto nei paesi più colpiti dalla crisi, visto che a parte la salute anche il fattore economico (costano attualmente fino ad 1/5 confronto al tabacco) influisce molto e smettere di fumare è particolarmente difficile.

    Perdonatemi lo sfogo, ma mi ricorda molto quella bella storiellina che lessi sul blog, che iniziava pressapoco con "prima presero i dipendenti pubblici, ma a me non interessava perchè erano dei fannulloni....".

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    1. Il doc.ufficiale della lega italiana anti fumo sulla sigaretta elettronica

      http://www.liaf-onlus.org/page.php?id=117-inutile-allarmismo-sul-dato-dei-metalli-rilevati-nelle-sigarette-elettroniche















































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    2. "Prima vennero...", poesia di Martin Niemoller, rimaneggiata da Bertolt Brecht.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_vennero...

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  22. "Conditionality": in sé può sembrare una parolina gentile, un eufemismo simpatico, però quelli che l'hanno avuta sul groppone in America Latina, e da cui oggi se ne stanno liberando (ma con risultati a volte incerti, il cammino è ancora lungo), come lei giustamente ricorda, Profe, l'hanno ribattezzata diktat economico degli "aggiustamenti strutturali". Storicamente (là): "Il FMI, creato allo scopo di regolarizzare e di stabilizzare le relazioni monetarie e finanziarie dei paesi suoi associati, alla fine degli anni '50 e, soprattutto, nel decennio degli anni '60, si è orientato verso i paesi del Terzo Mondo que avevano difficoltà nelle loro bilance commerciali. A partire da questi anni, i paesi latinoamericani iniziarono a ricorrere con maggior frequenza all'indebitamento estero per finanziare i loro programmi di industrializzazione. In pieno periodo sviluppista, si istituzionalizzò il sistema delle condizionalità che poco a poco si è andato indurendo" (A. Acosta, La deuda eternal, El Duende, Quito, 1990, p. 231). Ora che là, in quei paesi dimenticati dagli dèi e dagli uomini ma non dalle multinazionali, c'è più poco da raspare, ecco che i diktat (pardon, le conditionalities), con la gentile intercessione della Troika, sono arrivati a casa nostra. Se a quel disegno bruto aggiungiamo le nostre specificità storiche e culturali, ecco che il quadro d'insieme è perfetto (Scossa di terremoto mentre scrivevo queste parole: che la Troika si sia infuriata?)

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  23. ho seguito il consiglio di Anto sull'altro post di Alberto a proposito della soglia dei 100 mila "sicuri". lo copio per l'infelicità di tutti noi:

    "Di Philippe Herlin - Ricercatore finanziario / Collaboratore di Goldbroker.com

    Una notizia scaccia l’altra e già si parla molto meno di Cipro nei media. Ci spingono anche a credere che il peggio della crisi è passato perchè non c’è più alcun timore per un bank run dopo la riapertura degli sportelli sull’isola. Ovvio, perchè sono sempre in vigore fortissime restrizioni! Non è il caso di correre in banca se il prelievo massimo è di 300 euro a giorno per persona! Il bank run è semplicemente rinviato, molti investitori vorranno sicuramente abbandonare l’isola appena sarà possibile.
    La confusione regna sull’isola anche perchè i prelievi sui conti superiori ai 100mila euro potrebbero toccare il 60%! In effetti bisogna ancora aspettare perchè la Banca Centrale ha indicato che la decisione verrò presa tra non più di 90 giorni, dopo la fine delle valutazioni. I soldi nel frattempo non saranno a disposizione dei risparmiatori, i conti verranno bloccati per 6 mesi per impedire un prelievo totale dai depositi. Molte aziende presenti sull’isola però non resisteranno con tali provvedimenti.
    Allo stesso tempo apprendiamo che molti ciprioti ben informati hanno prelevato tutto il denaro nei giorni precedenti al blocco (il presidente della repubblica ha garantito un’inchiesta approfondita) e che i clienti della filiare britannica della banca cipriota Laïki che hanno trasferito i conti alla concorrente Bank of Cyprus non verranno toccati. I russi sono tutti evasori, mentre gli inglesi sono onesti pensionati…certo!
    C’è soprattutto un’idea che le autorità europee ed i media hanno cercato d’instaurare nella mente dei cittadini europei e che occorre analizzare: la garanzia che i depositi sotto i 100mila euro non verranno toccati. A Cipro effettivamente ciò è vero ma solo perchè la Ue e la FMI hanno concesso 10 miliardi di euro al paese, a cui ne servivano 17 per essere salvo. Occorre dunque trovare 7 miliardi, soldi presi dai ricchi, ma senza i 10 miliardi di prestito tutti i conti sarebbo stati coinvolti.
    Se una tale crisi bancaria si verifica, ad esempio, in Spagna, servirebbero centinaia di miliardi. E sarebbe impossibile non ricorrere al prelievo forzoso dai conti correnti. Il presidente delll’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha parlato di modello a proposito della ristrutturazione di Cipro… modello che consiste nel finanziare le banche tramite la clientela, non ci sarebbe alcuna garanzia che i depositi sotto i 100mila euro non verrebbero toccati! Infatti nella prima versione del piano essi erano coinvolti con un prelievo del 6,75%.
    Sarebbe un grosso errore per il risparmiatore di pensare che la soglia dei 100mila euro sia una garanzia per rimanere immune da questo «furto».

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    1. Questo e' molto interessante: potresti per favore postare il link?

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  24. a proposito di chi appofitta dell'ignoranza della persone col terrorismo. il re dei piddini.

    quelli che......se torniamo alla lira, staremmo peggio di Egitto, Marocco e Algeria

    PS. andate a 8:10
    purtroppo con i video di La7 non è possibile taggare il minuto preciso.
    buon divertimento

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    1. Er vomito...nun aggiungo artro sinnò rischio na querela!

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    2. Il video è su Youtube e quindi non ha alcuna importanza da dove è tratto l'originale. Semplicemente c'è un errore nel link: c'è il carattere # anziché &, che è il carattere convenzionale per congiungere vari parametri in una URL (cfr. Sintassi).

      Il link corretto è questo: Otto e mezzo : Jun 28, 2013.

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  25. Ragazzi, scusate l'intrusione ma volevo segnalare questa voce wikipedia, in particolare la sezione "Declino economico italiano" e l'orrendo paragrafo "E' colpa dell'euro?".

    Wikipedia ha un'ampia platea di utilizzatori e purtroppo gli utenti più "vulnerabili" tendono a considerare quanto vi trovano scritto come la Verità Assoluta (i piccoli piddini crescono così no?...)

    Penso potrebbe essere una ottima occasione per qualche volenteroso e preparato lettore del blog per fare una sintesi nonché una preziosa operazione verità. Come? semplice: correggendo e completando quella pagina e quindi riportando coi piedi per terra eventuali e sventurati lettori, estranei a questo blog, ma comunque interessati a conoscere la Verità oggettiva tramite la famosa "enciclopedia libera" (evitando così un fastidioso ossimoro con la parola "euro").

    Io non mi ci metto perché ho ancora un po' troppe lacune, ho pessime capacità di sintesi e a dirla tutta non so cosa potrebbe succedere dopo aver modificato quella pagina... insomma, ho paura di combinare un pastrocchio piuttosto che fare un servizio all'umanità.

    p.s.: dopo aver letto la bibliografia si può evincere l'origine di certe amenità.

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    1. se cambi una parola qui e là resta...se cambi il senso del discorso ti annullano la modifica.

      già provato (non su quello, su altre voci).

      wikipedia è mainstream ed è gestito da persone mediamente ignoranti e mainstream.

      ad esempio lì sopra è descritto come progressista, moderno e positivo avere una banca centrale indipendente.

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    2. Ci hanno gia provato Gianluca

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    3. Chiedo venia, mi sono accorto che il link alla pagina wikipedia che avevo inserito non funziona.
      Il link in chiaro è questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_d'Italia

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    4. Sono un utente storico della wiki italiana http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Progettualita , anche se non collaboro da molto tempo. Ho provato a fare qualche modifica, non con l'intenzione di alterare il senso della voce per rispecchiare le opinioni di questo blog, che pure condivido (wiki deve rispecchiare il cosiddetto punto di vista neutrale: concetto di cui si può discutere e si è discusso ma che ritengo in ultima analisi condivisibile) ma con l'idea intanto di migliorare l'esposizione dei fatti - ora sembra un "saggio breve" o una tesi più che un articolo enciclopedico - e di eliminare alcune faziosità e lievi imprecisioni (specie se prive di riferimenti bibliografici a supporto). Ho appena iniziato, ma continuerò pian piano. Se si dovesse sollevare una polemica (di cui però non trovo traccia nella pagina di discussione) sono sicuro che si possa gestire in modo civile e costruttivo. Buon lavoro!

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    5. Caro Mario,

      detesto romperti il giocattolo, ma vedi, quello che dici fa capire che il difetto è proprio nel manico (statunitense), al quale mi pare sia connaturata una certa naiveté (etnica), se non forse finalità complementari a quelle che oggi scopriamo con grande sorpresa essere le finalità di Facebook...

      Da un lato infatti la realtà è che Wikipedia Italia non rispetta in materia economica nulla che sia assimilabile a una posizione neutrale sull'argomento (te lo dico a norma dei contenuti di un qualsiasi manuale standard di economia), e il semplice fatto che si sia permessa la pubblicazione di questo o altri articoli ne è una prova.

      Dall'altro (e senza tema di contraddizione) rilevo che l'idea di "neutralità" o di "oggettività" mi lascia già perplesso in fisica: figurati in economia. La comunità scientifica ha elaborato dei meccanismi per assicurare un progresso non orientato della scienza, senza riuscirci nemmeno tanto. Sarei curioso di sapere quali siano i meccanismi che Wikipedia ha elaborato, ma devi scusarmi se non ho tempo per entrare nel corposo set di regole.

      In questo momento, come in ogni trincea, io tendo a semplificare, perché in fondo, sai, le pallottole viaggiano in linea più o meno retta (sarebbe una parabola, ma ai fini pratici e nel corpo a corpo possiamo trascurare questa precisazione, vero? Te lo dico perché a naso credo di sapere che formazione hai...). Quindi bisogna decidere: o si sta di qua, o di là.

      Ne consegue che per me in questo momento Wikipedia è oggettivamente PUDE (per scelte che ovviamente devo considerare, da persona democratica, perfettamente lecite, ma le cui motivazioni non mi riguardano e nemmeno mi interessano). Non voglio spingere la mia faziosità fino ad applicare un altro principio: gli amici del PUDE sono PUDE.

      Invece, visto che mi sembri un interlocutore in buona fede e interessante, vorrei chiederti due cose.

      1) corrisponde al vero quanto mi era stato riferito da un altro autore, ovvero che un blog non può essere considerato come fonte attendibile (e quindi citato) da Wikipedia?

      2) il plagio (cioè il copia e incolla di un documento altrui, o l'elaborazione di un documento che sostanzialmente ricalca pedissequamente l'impianto di ricerche origiali altrui, senza citare la fonte originale) è ammesso da Wikipedia?

      Sono due domande precise, che credo possano avere una risposta precisa del tipo sì/no (ovviamente con alcuni opportuni distinguo).

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    6. (scusandomi per l'assenza di dieresi sulla i, va da sé).

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  26. THE FINAL RESOLUTION
    Il boia c'è: la Commissione Europea si è candidata per gestire direttamente la mattanza dei RISPARMIATORI vedi option 2
    Li chiameranno EVASORI (parafrasando Squitieri
    Li_chiamarono..._briganti!)
    ...a Cipro OLIGARCHI.

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    1. Il fatto è che gli oligarchi "de panza" gli hanno avvisati prima...anche Djsselboom e Juncker tengono famigia... dentro di me speravo che avessero pestato i piedi a qualche mammasantissima alla Marsellus Wallace:"E adesso... ora ti dico adesso cosa: chiamerò qualche scagnozzo strafatto di crack per fare un lavoretto in questo cesso, con un paio di pinze e una buona saldatrice. Hai sentito quello che ho detto, pezzo di merda? Con te non ho finito neanche per il cazzo! Ho una cura medievale per il tuo culo!". Da Pulp fiction

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  27. Ci siamo.

    I risparmi sudati che ho in banca ho deciso di mangiarli* piuttosto che lasciarli a loro, preso macchina nuova (tedesca ovviamente), fatte varie spese, ristrutturata casa e nei week end vado in vacanza salvo impegni lavorativi (prossimo probabilmente a ponza).
    Preferisco godermeli piuttosto che vederli evaporare per colpa di un tratto di penna di un omuncolo insignificante e privo di spina dorsale.

    Mi si stringe il cuore.

    *mangiarli=sperperarli

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  28. Carissimo re giorgi come si fà a non vedere i successi dell"ue???
    Già come si fà? Magari mi rinforzerò gli occhiali sai.....oramai a 40 anni sono da buttare e non colgo più le opportunità che riuscivo a far mie 20 anni fà.....sai a tempo della liretta quando potevo andare in vacanza e comprarmi la macchina nuova.......brutta bestia la vecchiaia.
    Alberto, dai almeno a me lascia correre qualche errore di scrittura, ho fatto le medie 30 anni fà e da allora lavoro come un automa dalla forma di somaro in fabbrica che puoi pretendere da me?? Mi son messo a leggere libri di economia e seguire video su inflazione, squilibri monetari, riforme del mercato del lavoro, deficit e surplus .....mia moglie pensa che era meglio quando seguivo il pallone, ho detto tutto.
    Questo depone a tuo favore perche come diceva roky , se io posso capirci qualcosa tutta italia può capirci qualcosa......daje pofessò che non semo pochi!!!!!!

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  29. Io sto leggendo Shock Doctrine di Naomi Klein ,tra l'altro anche Krugman ne parla "bene", descrive i retroscena di tanti shock economici avvenuti dai '70 ad oggi (e si capiscono le "conditionality" richiamate dal prof), spiegando le logiche ultraliberiste che ci stanno dietro; non è tecnicamente rigoroso ma se utilizziamo quanto imparato qui sul blog possiamo capire le dinamiche dietro agli shock descritti. A me ha aiutato a capire il quadro generale, e la storia che ci ha portato a questo punto. Parla molto del sud america e in particolare di Cile e Argentina. Quello che mi inquieta è che se facciamo il parallelo con la nostra situazione, siamo destinati a soffrire molto prima di fermare questa follia! Non so se si arriverà a quei livelli di violenza, ma temo che dovremo patire parecchio, la beffa è, se si ripeterà quella storia, che i colpevoli non saranno puniti ma se ne voleranno via immacolati...

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    1. L'ho visto nominare spesso nei vari fora economici, a chi potesse interessare lo trovate gratuitamente qui, l'ho appena aggiunto alla mia todo list

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    2. Ne è stato tratto anche un documentario http://www.youtube.com/watch?v=UFFS_aL6R60

      Consiglio anche l'altro documentario South of the Border di Oliver Stone http://www.youtube.com/watch?v=6vBlV5TUI64

      Mettono bene in fila le cose (anche se alcune sono da verificare).
      Sicuramente il Sud America e la sua storia recente è da studiare, visto che l'Europa (e soprattutto quella del Sud o della perifieria) pare seguire la stessa strada come nuovo territorio di conquista.
      Poi i nostri modi sono diversi e quindi qui si usano più i media e la politica che le armi per mettere le persone volute al governo. Bisognerà rispondere con gli stessi mezzi, che poi sono gli stessi che hanno usato in Sud America, per ribellarsi.

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    3. grazie per il suggerimento, anche questi andranno sulla mia todo list

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  30. si, è vero : la gente non capisce e loro vanno avanti dopo il test.
    però è altrettanto vero che se la gente non capisce è colpa di chi le cose dovrebbe spiegarle, ad esempio telegiornali (che entrano nelle case senza sborsare un euro) e giornali.
    se la gente fosse messa in condizioni di capire, credo che non si rivelerà in coma, anzi...
    d'altro canto, il problema non è solo italiano: mi fa specie che i francesi e i tedeschi se la tengano, il bail-in varrebbe anche per i loro istituti di credito e per i loro portafogli tutti.
    vale il discorso che probabilmente non siamo peggiori di tutti gli altri come l'informazione di regime cerca di inculcarci:luridi zozzi, corrotti, ladri, evasori.
    credo che se la gente fosse messa in grado di capire, i politici non avrebbero tempo per allenare il fiato.

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  31. Dopo Forza Italia, anche Alleanza Nazionale: "Tornare indietro reca vantaggio", sembrano pensare i politici italioti.

    Bene, allora anche tornare alla sovranità monetaria. E' troppo come esercizio di logica?

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  32. Anche la Grecia è stata una applicazione del metodo Juncker.
    Hanno testato, stanno testando, fino a dove possono arrivare nella devastazione sociale.

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  33. vorrei segnalare un articolo di cui riporto uno stralcio:
    "L'euro cessa di esistere nell'esatto momento in cui la Francia se ne va e questa e' la nostra forza incredibile. Cosa faranno a quel punto, manderanno i carrarmati?" Marine Le Pen

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1599118/politica/francia-le-pen-se-vinco-distruggo-l-euro.aspx

    Da notare i commenti sotto!

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    1. Dopo le 2 precedenti esperienze del secolo scorso la Francia si è dotata di raffinati strumenti dialettici per mantenere rapporti di buon vicinato con la Germania....

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  34. Qualche giorno fa ero a casa di una signora cui devo eseguire una serie di lavori (sono fabbro) e visto il minimo di confidenza raggiunto ho posto la fatidica domanda: "Cosa ne pensa se uscissimo dall'euro?"

    Detto questo devo fare una premessa alla risposta; questa signora è una persona assolutamente per bene, medio borghese, in pensione (ex pubblicitaria a milano), sinistrorsa (come tappeto per salvaguardare il pavimento dalle scintille della mia mirabolante smerigliatrice tedesca ho usato parecchie copie de'"la repubblica":) interessata di politica q.b.

    Ora, dalla prontezza della risposta e dalla precisione delle parole ho capito che; il tema della moneta è oramai il crocevia di qualsiasi discorso o tesi che riguardi la politica del paese, si deve passare da lì e lo stanno capendo tutti volenti o nolenti.
    In pratica diceva che nel caso di ritorno al "sesterzio" si sarebbero abbattute le sette piaghe d'egitto, le quali avrebbero imperversato nel paese grazie all'atavica tendenza dei geni italici a fare largo uso dei sette vizi capitali......quindi, concludeva (all'incirca): "..... è meglio perdere una certa quota di sovranità nazionale dato che all togheter ci si salva.......".

    Questa deriva concettuale, cioè che lo straniero sarà comunque meglio di chi ha realmente il potere decisionale nella pratica oggi, si è già manifestato vero la fine dell'epoca delle signorie quando le classi dirigenti, altolocate e aristocratiche accettarono e non combatterono l'arrivo dello straniero pur di liberarsi del giogo che oramai i capitani di ventura, divenuti nel frattempo dominatori della scena pubblica grazie alle armi, imponevano un po' a tutti (e qui i sette vizi capitali non c'entrano).

    Comunque gli ho dato le coordinate di questo sito che spero le apra un pochetto gli orizzonti.

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  35. Se le rane annaspano in un pentolone pieno di acque putride in lenta ebollizione, qui si ride di gusto sui soldi spillati allo Stato per i salvataggi bancari!


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  36. Se non fosse stato ancora segnalato, ecco qua' un'altra prova di come la sinistra, indossando il grembiulino rosa per fare macelleria sociale con l'usuale retorica €urista, si espone a
    sorpassi a sinistra dei falchi della destra
    Vivendo nell'algida virtuosa iperefficiente alamannia non ho il polso della situazione in Italia, sui media di regime e' passata una notizia cosi' destabilizzante? Sulle testate online non ne ho visto (ovviamente) traccia.
    Peccato ne passera' ancora un po' prima della prossima tornata per l'Eliseo ...

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  37. ma se DB fosse la prima delle grosse banche a saltare?
    altro che segare il ramo, per loro sarebbe come sedersi su una bomba a orologeria!

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  38. Ma quale sarebbe il modo "corretto" di salvare le banche?

    Trattandosi di imprese private, cioè di entità che quando generano profitti li incamerano a proprio beneficio, perché mai esse dovrebbero essere salvate dal pubblico quando invece perdono, magari fino a diventare insolventi?
    Se la risposta è che il fallimento di una banca causerebbe all'economia danni non sostenibili (il solito "too big to fail"), mi sembra un conseguenza logica che la gestione delle banche dovrebbe essere pubblica, dal momento che non si possono lasciare decisioni rischiose a chi (il privato) non ne subisce le potenziali conseguenze.

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    1. Il modo corretto di "salvare" le banche, come abbiamo detto qui e nel libro, è quello di non esporle al rischio, cioè di separare l'attività commerciale da quella di investimento (Glass-Stegall), di evitare grosse concentrazioni in megasoggetti tbtf, e, evidentemente, se si deve poi intervenire con soldi pubblici, di nazionalizzare (come è stato fatto con SNS), cioè di dare al soggetto pubblico la gestione.

      Se volete approfondire al Goofycompleanno, conosco un paio di economisti che sarebbero lieti di venire a parlarne.

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    2. E anche una valuta nazionale fluttuante,essendo più territoriale rispetto all' euro, dovrebbe limitare per cio che è le speculazioni finanziarie
      La ritiene corretta come ipotesi ?

      Saluti professore

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    3. Separare l'attività produttiva da quella speculativa è uno dei temi, direi il principale, portato avanti in questi ultimi anni dal prof. Giulio Tremonti, sia nel suo ultimo libro Uscita di sicurezza, sia nel programma del suo nuovo movimento politico. Che ne pensa di invitare ogni tanto anche lui?

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  39. NOI CHE SAPPIAMO......


    La Croazia il primo luglio diventa ufficialmente il 28esimo membro dell’Unione europea.
    "Forse qualcuno non vuole festeggiare in maniera esagerata – riporta l’agenzia di stampa TMNews – ma vi posso assicurare che uomini e donne croati considerano l’adesione alla Ue come una vittoria. Perché dopo negoziati e riforme lunghi e difficili siamo riusciti a soddisfare i parametri necessari per appartenere al club europeo. Faremo unafesta emozionante ma modesta perché ce lo impone la situazione economica”

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    1. manco sono entrati che al Tageschau e' partita la ramanzina sulle riforme strutturali e sull'inefficienza dei lavoratori ... conclusione? Sparen sparen sparen sparen sparen ...

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    2. [e perché ce lo chiede l'Europa] - integrazione fantasiosa mia, che ormai penso male.

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  40. Giunta al quinto anno di recessione, con una disoccupazione record del 21%, e incurante di quanto accade in Slovenia, la Croazia ha pensato di entrare nell'Ue. "Riteniamo che l'Ue ha un futuro", ha detto il presidente croato Josipovic a Nova TV.

    Per avercelo, un futuro, ce l'ha. Ma non è quello che pensa lui.

    E così anche la Croazia entra nel novero dei paesi Ue su cui sperimentare un bail-in e vedere l'effetto che fa. Chissà l'entusiasmo dei croati da qui a un anno, dopo che l'Ue li avrà trasformati negli iloti dei Balcani.

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    1. ...al servizio degli idioti di Düsseldorf.

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    2. Un ripaSSo di SStoria...

      24/12/1991, Merry Christmas, Yugoslavia....

      "At a fractious European Community meeting last week, Germany announced to its partners that it was planning to recognize Slovenia and Croatia, even if it had to do so alone.
      ..
      Chancellor Helmut Kohl .. dismissed charges by Yugoslav leaders that Germany was building a sphere of influence that would form the basis of a "Fourth Reich."
      "We Germans are concerned about the fate of these people and about their future in democracy -- nothing else," Mr. Kohl said."

      30/6/2013, Welcome on board Croatia

      "..[la] "Bild" tedesca non è da meno: «La Croazia sarà la nuova tomba del denaro dei nostri contribuenti. È sicura l'Europa di farsi un favore ammettendo questo paese balcanico?".

      Che potremmo tradurre, parafrasando Kohl, come segue:
      "We Germans are concerned about our money -- nothing else," Ms. Merkel said.

      Più Europa per tutti.....

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  41. Qui invece ci si prepara a far esplodere...l'UEM!

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    1. Grazie per l'informazione, Cristina. Davvero preziosa e significativa

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    2. Prego figurati, grazie a tutti voi!

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  42. A titolo esplicativo vorrei far notare che "bail-in" è quasi omofono del genovese "belin". Ma tranquilli, il culo è sempre il nostro

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  43. Dopo quello ti consiglio vivamente "The enigma of capita"l, di David Harvey, più rigoroso di NK, anche se DH è fortemente orientato sula critica marxiana (ma conoscere Marx è sempre cosa buona e giusta). Credo che sia stato tradotto in italiano

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  44. "Napoleon fa l'oste
    Garibaldi 'l camerier
    e la povera Italia
    la lava giò i bicér"

    Strofa di una canzone popolare (1890 ca.)

    Buona vita

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  45. Ragazzi che articolo, ma il corriere cosa fa? cosa diavolo fanno invece di informare?


    ah si cominciano a mostrare donne nude anche loro.

    P.S. sono Italiano sono di sinistra ma se fossi Francese voterei Le Pen a occhi chiusi

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    1. Ma anche Le Pen vorrebbe effettuare un referendum pro/contro euro come qualcuno in Italia di nostra conoscenza.
      Se venisse eletta, una responsabiltà politica non è capace di prendersela ?

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  46. Consiglio di fare in questi giorni una chiacchierata con un consulente bancario per la gestione di un portafoglio titoli (a maggioranza titoli di stato italiani). Vi dirà che va tutto bene, che l'anno scorso è andato tutto a meraviglia con i tassi.
    "Ma buttarsi su qualcosa di extra euro?" "Nooo, per carità, non lo vedi dove sta il dollaro??"
    "Ma non è che l'euro sta per scoppiare?" (e qui inizia il cambiamento di colore del soggetto: dal fucsia al porpora passando per il rosso pompeiano).
    In ogni caso, proseguendo nella chiacchierata, se l'euro va male è colpa dell'invidia dell'euro americana. Di Bernanke che stampa in stile tipografia Lo Turco. Si, un poco anche della Germania ma bisogna sopportare.

    Mi domando come giustificherà al cliente con i maroni, uno così, l'eventuale bail-in.

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    1. ...volete un consiglio? Investite in forconi. È l'equivalente dell'investimenti in torchi fatto dal buon Talete, come ho spiegato a questo dilettante.

      (icona della sinistra per bene e fascista, dedita al terrorismo mediatico. Ah, come? Dite di no!? Sicuri!? Ma allora basta dire pubblicamente: "Scusate, ho detto una madornale cazzata parlando di cose delle quali non so nulla". Non siamo in una comune cinese all'epoca della rivoluzione culturale, ci accontenteremmo di questo...).

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  47. Questo mi ricorda i "truismi" del linguaggio ipnotico (di derivazione PNL). In questo caso si tratta di ripetere un'effermazione palesemente falsa fino al punto di farla diventare vera attraverso la continua reiterazione (ad esempio: "faremo la,spesa con la carriola").
    Nel caso di Cipro si ha una variante ancor più inquietante: una negazione viene ripetuta al punto di farla diventare vera (cioè falsa). Junker genio del male? Boh...
    Il prof ha ragione: all'economia è molto utile la Filosofia, caro Orazio.

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  48. Provo un misto di rabbia e frustrazione nel leggere robe simili:
    http://www.asca.it/news-Ue__Chiti__ingresso_Croazia_passo_importante_Avanti_con_Serbia_e_Turchia-1292908-POL.html
    Anche se rispetto a qualche mese fa sto stemperando,cosciente che in qualche modo chi deve pagare pagherà. Sto maledetto "capitale politico" non può reggere a lungo!
    Sarei curioso di vedere,però,la reazione del popolo turco e serbo quando l'estrema moderazione salariale sarà la base delle politiche economiche dei futuri paesi soci.
    Forse qualche residuo bellico da utilizzare nelle rivolte di piazza ancora ce l'hanno.

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    1. Credo purtroppo che, ceteris paribus, l'uscita dall'euro, a livello politico, sia quasi impossibile dato che la maggioranza, vuoi per ignoranza o per mero calcolo opportunistico, ha interesse a rimanervi e, spappagallando il nostro prof, il motivo è molto semplice: una scelta di questa portata modificherebbe sostanzialmente le dinamiche sociali con conseguenze determinanti ad ogni livello di grandezza, rimettendo in discussione tutti i valori d'importanza delle parti sociali nel nuovo sistema che andrebbe a comporsi.

      E questo ai massimi vertici lo sanno fin troppo bene, quindi avanti così navigando a vista cercando di tappare tutte le falle che via via si vanno formando nello scafo, ma senza sanarlo ad opera d'arte dato che poi, quando vorranno comprarselo, lo pagheranno molto meno se sarà in pessime condizioni; nel mentre i sindacati stanno controllando se la carta da cesso è del formato previsto dalla legge vigente.

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  49. "Lievi imprecisioni" a parte, il Volkischer Beobachter salmonato scopre ora il ciclo di Frenkel (e cita er Cavajere Nero)...

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  50. Scorro il Sole 24 ore on line e.... NON CI POSSO CREDERE!
    La crisi dell'eurozona potrebbe essere causata dal debito privato, il ciclo di Frenkel potrebbe spiegare perché (vedasi il romanzo di centro e periferia).
    "Cresce il numero di economisti ed esperti che concordano con le ipotesi dell'argentino Frenkel".
    Articolo firmato a nome Vito Lops.
    Sarà mica che quel mattacchione del Bagnai scrive sul Sole firmandosi VL?

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  51. Dice però "Per chi segue il ciclo di Frenkel non ci sono dubbi" (vedi articolo linkato sopra) come a significare che si tratta di una posizione personale, un'opinione, per quanto autorevole e suffragata da prove.
    Mi sembra pertanto una manovra di avvicinamento, assai decisa, a posizioni che poi permetteranno di dire che qualcuno, nel più autorevole quotidiano economico italiano, "l'aveva detto".
    Questo non per dimidiare entusiasmi e segnalazione, della quale ringrazio, visto che al momento non riesco a leggere quasi nulla, ma giusto per mio personale scetticismo.
    Poi saremo inondati da quelli che, avendolo letto sul Sole, spiegheranno come e qualmente, e poi lo leggeranno sulla Repubblica, ma proprio poi, e lo rispiegheranno.
    Comunque, meglio così.
    I più duretti mi sembrano i compagni duri e puri, secondo cui l'euro è un'invenzione delle borghesie europee per contrastare i mercati emergenti in genere e in particolare la Cina; inoltre "bisogna sperare nei giovani". Ignoro se quest'ultima sia una delle tesi nazionali o internazionaliste o esclusiva di chi me l'ha detta. Peccato che mi puzzi tanto di retropensiero come "passare la fiaccola" o "mandare avanti qualcuno" (altro).

    Invecchio - e più invecchio più sospetto.

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  52. Da un punto di vista politologico è fantastico osservare questo processo di spappolamento dello Stato, e di impoverimento progressivo della maggioranza del popolo, operato in così poco tempo da quest'euro fascista. Tante corde partite da lontano che ora si stringono in un solo nodo. Non lo fanno da sole, ovviamente. E noi possiamo per fortuna smascherare tutte le schifose connivenze che ci hanno portato fino a questo punto, e quasi ridergli in faccia.
    Da un punto di vista umano, confessiamolo, l'incazzatura sta salendo a livelli fisiologicamente quasi intollerabili,e dovrà essere incanalata, sarà inevitabile.
    Nel frattempo buone letture,corretta informazione e plasil.

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  53. OT - Una grande gruppo Europeo dell'aerospazio (EADS-Astrium), con circa 130.000 dipendenti e con utili nel 2012 pari a molti miliardi di Euro, ha bloccato le assunzioni di nuovo personale - su scala mondiale (sine die, effetto immediato).
    Evidentemente gli analisti finanziari del gruppo non vedono nessuna 'ripresa' nel 2014/2015.
    Anzi, molto probabilmente prevedono gia' una forte contrazione del business gia' nel 2013.
    Che strano, il nostro Saccomanni vede invece la 'luce della ripresa'.
    Chissa' chi e' il suo pusher....

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    1. La risposta è perché sono crollati gli ordinativi di nuovi satelliti per telecomunicazioni e telerilevamento, visto che un satellite costa almeno 300 milioni di euro e in tempi di vacche magre è dura da far digerire all'opinione pubblica che è necessario un oggetto in cielo che consenta comunicazioni fra le caserme o fra gli ospedali. Poiché il gruppo EADS Astrium si è espanso a dismisura negli ultimi anni, ora si rende conto che forse ha fatto il passo più lungo della gamba. Di contro, il gruppo OHB, tedesco, continua la campagna di assunzioni di ingegneri di livello. Thales Alenia Space, franco-italiana, è anch'essa in pesante ristrutturazione crisi per mancanza di ordinativi. Più in generale è buia la situazione per l'Aerospazio e Difesa italiani (Selex in primis). Questa ristrutturazione interna si porta dietro un enorme contrazione dell'indotto fatto non solo di fornitori di macchinari ed equipment, ma anche di consulenza esterna (Altran, Next, Sofiter, AKKA,...) che poi sono ormai tra le poche società che assumono a tempo indeterminato ingegneri, poiché li rivendono e li ricollocano a task ovunque c'è lavoro qualificato in Italia. Aspetto poco noto ai media. Io lo chiamo precariato geografico.

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  54. Buongiorno a tutti!
    Dev'essere proprio che sia suonata la sveglia... che sia la volta buona? Però si sa... ci possono essere dei fraintendimenti tra Mario e Vitor... si sa la lingua non è la medesima!
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-07-01/crisi-eurozona-problema-debito-171409.shtml?uuid=AbgqHGAI

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  55. Oggi a te, domani a me: il Portogallo rischia il default... quando Zanonato dice che "la crisi sta per passare ad un punto di non ritorno" parla per pararsi le terga o finalmente si iniziano a valutare strade alternative? Basta che le stesse non assomiglino alle famose "ley de fugas" di memoria franchista, con questi qui non c'è proprio da fidarsi , Pisa o non Pisa.

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  56. Ce l'abbiamo fatta!
    Ce l'abbiamo fatta!
    Ce l'abbiamo fatta!
    Ce l'abbiamo fatta!
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    Ce l'abbiamo fatta!

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    1. Davvero?
      "«Non c'è nessuna Europa, ci sono solo Stati membri responsabili delle rispettive politiche sociali». Nota per la sua brutale franchezza, Dalia Grybouskaite, il presidente della Lituania dal primo luglio alla guida semestrale dell'Ue, ancora una volta non si è smentita. L'altro ieri, al termine del vertice europeo sul lavoro ospitato da Angela Merkel a Berlino, ha detto ad alta voce quello che da tempo tutti sanno ma non osano dire."
      NON C’E’ NESSUNA EUROPA, TUTTI LO SANNO MA NON OSANO DIRLO
      “A Lisbona ministri in fuga, il Governo rischia di cadere, il consenso nel Paese si è dileguato. L'ultimo rapporto dell'Fmi dice che il debito rischia di toccare il 130% nel 2015, la ripresa non si vede, il recupero di competitività è molto limitato. .. Situazione altrettanto tesa ad Atene dove le riforme [E LE CHIAMI RIFORME?] vanno a rilento, i tagli nel settore pubblico appaiono ingestibili, non si esclude una nuova ristrutturazione del debito (ma dopo le elezioni tedesche del 22 settembre) né un rinvio nell'erogazione della prossima tranche di aiuti Ue. A Cipro il calvario sta per cominciare. La normalizzazione del settore bancario in Spagna è ancora di là da venire."
      ..
      “«La fatica del consolidamento fiscale può esplodere improvvisamente. Allora la tentazione in questi Paesi di tornare indietro potrebbe diventare molto forte» ha avvertito martedì a Bruxelles Pier Carlo Padoan, il numero 2 dell'Ocse.”

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  57. E adesso un po' di strizza pure in Oman...

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  58. Oggi pure in Deutsche bank si avvalora l'ipotesi dell'uscita dall'alto ...

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  59. e mi sa che fanno sul serio.
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1600784/le-analisi-di-wsi/senza-unione-bancaria-soluzione-cipro-in-italia.aspx

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  60. Sabato alle 18.30 sarò a Viterbo per la discussione del libro di Alberto nel quadro della rassegna culturale "Caffeina". Conoscendo un po' l'ambiente viterbese non posso perdere lo spettacolo di quanto prodotto in quel contesto dalle parole dell'altro grande "pescarese" (anche se solo di adozione)

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  61. Nell'annunciare che i tassi d'interesse potrebbero scendere ancora, perché “voci di una possibile ripresa lo spingono a dispensare ottimismo”, Draghi ha ammonito che i paesi dell'EZ devono andare avanti sul percorso delle "riforme strutturali" in modo da "stimolare la crescita e l'occupazione e affrontare i problemi della competitività e della capacità d'aggiustamento sui mercati del lavoro e dei servizi".
    Non è chiaro a chi si riferiscano le voci di una possibile ripresa, ma non certo all'Italia, visto che nel frattempo «Le multinazionali internazionali fanno acquisti in Italia, approfittando dei prezzi vantaggiosi che la crisi ha portato. [...] Sono passati in mani straniere marchi storici dell'agroalimentare italiano per un fatturato di almeno 10 miliardi di euro dall'inizio della crisi, che ha reso più facili le operazioni di acquisizione nel nostro Paese, dall'Orzo bimbo agli spumanti Gancia, dai salumi Fiorucci alla Parmalat, dalla Star al leader italiano dei pomodori pelati finito alla Mitsubishi.
    [...]
    ''Il passaggio di proprietà - ha denunciato [il presidente della Coldiretti] Marini - ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Si è iniziato con l'importare materie prime dall'estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo è la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all'estero».

    Siamo entrati nel sesto anno di una crisi che si fa più feroce ogni giorno che passa. Ogni giorno i tg ci ricordano che gli euro-burocrati ci chiedono il rispetto degli “impegni presi”, gli “esperti” della tv esortano al sacrificio, i politici spiegano con aria compunta che il Fmi sollecita un ribilanciamento del risanamento fiscale, che è “assolutamente necessario per supportare la crescita attraverso tagli di spesa e tasse più basse” – manca solo il frate che ti passa sotto le finestre e ti urla “ricordati che devi morire” -, mentre le aziende continuano a chiudere e milioni di persone vedono sfiorire una dopo l'altra le probabilità di migliorare la propria condizione, o anche solo di mantenerla.
    E nel bel mezzo di questa tragedia, apprendiamo che il comune de L'Aquila e la Regione Abruzzo hanno stanziato 1480 milioni di euro per l'aeroporto di Preturo, lo scalo dell'Aquila, che aprirà i battenti dalla fine di luglio.

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  62. C'è uno squallido politicante che gira per l'Italia a dire che solo lui sa come si esce dall'euro, e che bisognerà stare attenti, se usciamo, ai fire sales. Glielo spieghi tu che grazie a quei porci della sua parte non ci potranno più essere sales se continuiamo a difendere l'euro? O glielo spiega il coltivatore (col forcone)? Quando la malafede diventa patologica io mi incazzo. E voi?

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    1. Anche Two-Face in genere lancia una monetina, non lo sapevi?

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    2. ma ripete sempre le stesse cose...(sinceramente non l'avrei letto se fossi arrivato a questo messaggio...) da quando è iniziata la 'polemichetta' con te è come se avesse spento il cervello...nell'incontro di napoli (?) non l'ho nemmeno ascoltato si vedeva che non era sereno vicino a te ... non vedo come possa essere di qualche aiuto un ulteriore
      stimolo polemico ...si è irrigidito... comunque era piu' avanti e piu' di 'sinistra' craxi
      nel mitico discorso alla camera del '92 (che gia' prefigurava le politiche macroeconomiche piegate sull'offerta ...le migrazioni di massa....) e nelle dichiarazioni del deserto ....rispetto al 'nostro' ...

      a me siceramente invece fa rabbia saccomanni che dichiara riapriremo il dossier
      delle dismissioni : valuteremo lo offerte....
      Ma cho lo ha eletto questo ? basta tecnocrazia ! ma pensasse ai miliardi di perdite
      (potenziali e anche no) che hanno fatto con i derivati ...al quello che hanno permesso di fare al monte paschi....ma mandassero questi della banchetta in esilio in africa...

      Leggendo pomicino ho capito che nel '92 è successa la stessa cosa : shock economy , banda stretta dello sme -a cui pomicino era contrario perchè pur capendoci poco di economia capiva che era dannosa- e lo sapevano gia' che sarebbe successa 'una crisi' che avrebbe portato delle conseguenze permamenti (come dice mmonti nel famoso video) e la svendita degli assett dello stato...
      certo erano tutti d'accordo (e consapevoli ,emerge chiarissimo nel ricordo di pomicino , vittima incosapevole) dai de bendetti ai signori della fiat ai grandi bankers privati (italiani e esteri) e come sponda politica hanno trovato gli ex pci che si sono prestati al gioco alleati con la sinistra dc (andreatta prodi) i piu' sqallidi quelli che hanno bisogno che il popolino viva nella meschinita' e nell'indigenza...con il salario di cittananza Hartz style (e non ha caso grillo è dinvetato il ventriloquo di prodi...)

      Ecco grillo è davvero quallido e disgustoso quasi oltre l'immaginabile...

      Ci sono della parti atroci in quello che scrive pomicino perchè si capisce che gia'
      nei '90 erano perfettaemtne consapevoli di quello che stiamo discutendo noi qui ...
      e la storia si ripete con similitudini impressionanti ...'il cattivo' ridicolizzato e distrutto dalla stampa per fatti minori (o che comunque facevano tutti come nel caso dei partiti 1rep ) la crisi del debito lo spread arrivano i tecnici , e si mette al timone
      proprio 'quello' che ha causato la crisi allora ciampi ora i draghi e ciampi boys...

      Capisco perchè il berlusca si sia spaventato cosi' tanto...craxi l'hanno esilato (a forza) perchè conosceva e aveva capito troppe cose ed era pericolosi si sarebbe vendicato forse...(contrariamente a pomicino che le capisce 10 anni dopo e senza pero' comprendere a fondo le dinamiche economiche che causano la crisi...)




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    3. Chiaro che è in malafede. Uno la prima volta può anche dire che la "sinistra è in ritardo", poi una seconda, poi una terza ma se alla fine non capisce che la sinistra è connivente vuol dire solo che di fronte a questa connivenza vuole chiudere gli occhi.
      E non ci sono santi: se vuoi far politica e non nomini il tuo nemico vuol dire che stai giocando.

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    4. Scusa R# ma te lo devo proprio dire: sei uno sciocco, e molto pure.

      Ho letto gli ultimi dati Istat (secondo trimestre) il tasso di italiani menefreghisti, fascisti, omofobi, sessisti e ignoranti è cresciuto del 6%, da un 100% che erano. All'estero questo tasso è sceso di molto, dallo 0% che era (andatevi a fare un giro in X, io ci son passato sopra in aereo, e già dall'alto vedi che la percentuale di fascisti ignoranti e nazionalisti è molto inferiore).

      Su un'altra tabella, ho visto che gli interessi dei piccoli padroncini sono diventati più cattivi del 4,32% dal 100% che erano. Mentre sono diminuiti i proletari menefreghisti e disillusi, quelli dallo 0% che erano sono diminuiti del 15% nell'ultimo trimestre. La coscienza di classe è aumentata del 12% nell'ultimo trimestre, e, sempre lstat ci ricorda che le masse sono diventate più organizzate del 13% rispetto al 77% che erano, un buon risultato, ci siamo quasi. Il tasso di avanguardia è salito anch'esso, da un buon livello che era, e il numero di citazioni di Trotsky son salite del 17% da un buon 62 che erano.

      L'Istat conclude che il percorso è al 79%, manca un 21 di frange ancora legate a ideali piccolo borghesi. Ideali piccolo borghesi che però sono scesi del 3,5% nell'ultimo trimestre, il che è buono se ci pensate bene.

      Non cito la fonte perché vi dovete fidare di me.

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    5. Le è sfuggita la statistica sull'amore.
      Dato OCSE di ier l'altro, l'amore è in crescita percentuale del 7, 5% su base annua nei paesi Eurozona. Grecia con un sorprendente + 15,1%. Stagnazione o lieve diminuzione nei paesi UE ma non euro (media -0,43%). Preoccupante recessione nei Brics (-21,5% amore filiale, fraterno, paterno e materno; - 34% amore coniugale, - 212% amore omosessuale). In Russia, gelata delle Borse erotiche e agapiche: - 451%.

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    6. Ho letto e quello sì che è testato e sputato dall'angelo di Laodicea!

      Ci pensavo proprio ascoltandola (ahimè) a Matera: "io continuo ad andare avanti per la mia strada e a dire le mie cose che penso siano cose di sinistra…" L'incazzatura ci sta tutta perché è come se questa gente ci spingesse in una specie di limbo in cui di destra e centro non si condividono le idee e a sinistra si rimbalza peggio che con gli altri. Molti di noi anche qui si erano rassegnati a questa situazione stigmatizzata dalla frase: "ormai i termini destra e sinistra hanno perso ogni significato", è proprio il vicolo cieco in cui volevano che ci trovassimo ed è un po’ la morte civile. O l'isolamento o rassegnarsi al piddismo per sentirsi parte di qualcosa, ma se non puoi non puoi. Se entriamo in questa logica è un ulteriore, gravissimo impoverimento che lasciamo venga perpetrato ai nostri danni.
      Ho passato la vita cercando qualcosa di cui dire: "io sono questo", per finire ogni volta amaramente a dire: "non sono questo, non sono questo, non sono questo, non sono..." Ormai pensavo che la sinistra fosse casa di questa gente invece forse era casa nostra e siamo stati defraudati.
      Mi fa incazzare il fatto che se non fosse per questo posto sarei stata costretta ad accontentarmi di costoro in nome del meno peggio e comunque sono stufa di equilibristi che si barcamenano al gioco del “saper stare in società”, sono in eccesso di offerta e comunque non ne abbiamo più bisogno, grazie.

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  63. Ho deciso: la prossima settimana anticipo praticamente la mia 'successione' mentre sono ancora in vita (e mi auguro che questa decisione non me la accorci).
    Ho gia' preso appuntamento in banca.
    Dopo aver praticamente trasformato in 'moneta bancaria' tutti i risparmi di famiglia (accumulati in oltre 30 anni di attivita' lavorativa), dopo aver venduto la Mercedes (in fondo, in fondo, mi sono sempre sentito a disagio ad esibire quel macchinone opulento), la seconda casa in montagna (vorra' dire che andro' in albergo, mentre per le multiproprieta' non trovo ancora acquirenti, ma chissa'), procedero' al travaso pro-quota del patrimonio di famiglia (con l'accensione di un conto corrente co-intestato per ogni mio figlio, rigorosamente molto al disotto della soglia di tosatura prevista attuale).
    Cosi', se lo desiderano, se ne potranno andare all'estero a perfezionare gli studi.
    Nella peggiore delle ipotesi (probabile tassazione dei conti correnti di fine 2013, impareranno anche loro chi sono i veri figli di troika, senza dover nemmeno studiare troppo).
    Mi voglio spogliare da solo delle mie chiamiamole 'ricchezze' piuttosto che incazzarmi quando ci vorranno pensare altri alla mia spoliazione...
    Gia' nel '92 pagai il 6 per mille sull'importo degli assegni circolari con cui avevo appena pagato casa (si tasso' infatti il saldo contabile, non la disponibilita') e la societa' per cui lavoro ha gia' visto sequestrato il conto corrente di tesoreria di Cipro (il conto aperto per pagare stipendi e fornitori di una joint venture Italo-Israeliana per la commercializzzione di terminali satellitari del tipo di quello che avevamo installato sulla Costa Concordia e che e' rimasto miracolosamente fuori dalle acque del Giglio).
    A differenza di 'omar paglia' (vedi post sopra), oltre a ripugnarmi il fatto di dover portare 'in salvo' i soldi all'estero, non ce la faccio proprio a fare quello che dice lui, cioe''mangiarli=sperperarli'.
    Da tempo guadagno piu' di quello di cui ho bisogno e quello di cui sento di piu' la mancanza e' quella visione complessivamente positiva del futuro che si aveva negli anni 70-80 (prima del famoso divorzio e del cambio fisso).

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    1. Ti capisco
      Se negli anni 90, senza scomodare i 70 e gli 80, fosse giunto dal futuro un tizio e mi avrebbe descritto questo periodo sarei rimasto molto perplesso
      Non avrei mai creduto, almeno per i tempi moderni (dal dopoguerra sostanzialmente) che l' umanità arrivasse ad una follia simile

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  64. “si continua a parlare di debito pubblico per distogliere l'attenzione dagli immensi debiti privati e dal modo in cui li si vuole gestire, che è un modo improntato alla logica della conditionality, una logica che tante soddisfazioni ha dato ai paesi dell'America Latina, i quali infatti adesso la rifiutano. Noi ancora no, e non capisco perché, né so prevedere fino a quando”.

    Noi no, però c'è chi la rifiuta eccome.

    Sabato 29 giugno a In onda (La7), c'era Maria Giovanna Maglie, una delle più agguerrite silfidi di Craxi, oggi sempre più simile ad una mongolfiera, che era visibilmente preoccupata – occhi sbarrati e piglio aggressivo - per gli annunciati tagli alle pensioni oltre ad una certa soglia. L'impressione è che l'attenzione di Maglie per le pensioni da € 3500 abbia carattere personale. È preoccupata che tocchino la SUA pensione. Da buon liberista all'amatriciana Maglie è favorevole ai tagli indiscriminati sulle ALTRUI pensioni, ma guai a toccarle la sua.

    Poi occorre dire che la crisi non è per tutti. La crisi costringe i nuclei famigliari a "tirare la cinghia"; «secondo l'Istat nel 2012 è aumentata, dal 53,6 al 62,3, la percentuale di famiglie costrette a mettere in atto strategie di contenimento della spesa, riducendo la qualità e/o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati, anche per fronteggiare l'aumento dei prezzi (+2,5%); questa percentuale, nel Mezzogiorno, supera il 70%. In aumento le famiglie che scelgono gli hard discount per l'acquisto di generi alimentari (dal 10,5% del 2011 al 12,3% nel 2012), a scapito prevalentemente di supermercati, ipermercati e negozi tradizionali».

    Ma c'è chi la attraversa con passo leggero e felpato, uscendone indenne. Il Vaticano – quello del papa che “prende l'autobus”, salvo poi abbandonare i fedeli alla fine della liturgia della via Crucis per salire sulla limousine papale e andarsene all'inglese - migliora il bilancio del 2012 che chiude con un utile di 2,1 milioni.

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  65. E io, alla facciazza di molti, cito Marcel (trad. Raboni, e sticavoli)

    "Françoise non aveva ancora capito che i nostri più spietati avversari non sono quelli che ci contraddicono e cercano di persuaderci, ma quelli che enfatizzano o inventano le notizie di cui possiamo rammaricarci, guardandosi bene dal fornire loro un'apparenza di giustificazione che attenuerebbe la nostra afflizione e ci ispirerebbe, forse, un minimo di stima per un partito ch'essi invece, quasi a rendere completo il nostro supplizio, tengono a mostrarci non meno atroce che trionfante."

    Il nostro, certo non ignaro del potere infinito della parola, qui esprime con forza la natura intrinsecamente pericolosa del pensiero fatto a brandelli a cui non si può opporre una resistenza organica (proprio perché disorganico esso stesso), del convincimento che cerca di ghermirci disarmati sulla scorta di slogan sconnessi, sul terrorismo tutto immagini e simboli, sigle e sottintesi, strumenti della propaganda ideologica. Che la PNL avrebbe chiamato almeno mezzo secolo dopo "i virus della mente".

    Play it again, Marcel.

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    1. Come puoi essere così insensibile e cinico da citare un autore borghese mentre il proletario soffre? In questo momento è ovvio che solo economisti "de sinistra" provenienti da quartieri svantaggiati hanno qualcosa di rilevante da dire. Quale insensibilità!

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  66. Stimolato dalle vostre allusioni polemiche sono andato anch'io a vedermi l'articolo di Brancaccio, e devo dire che lo ha fatto scendere alquanto nella mia stima. A parte la questione dei fire sales, e qui il prof. Bagnai ha già fatto notare che altri due o tre anni di euro e non ci rimarrà una cippa "to sale" - a parte l'indulgenza tutta politica con cui il nostro continua a mostrarsi benevolo verso i "compagni che sbagliano", il peggio, la stortura fondamentale sta proprio nell'insistere a tutti i costi sul punto che lui ritiene centrale della sua analisi. Cioè che, siccome uno sganciamento dal cambio fisso potrebbe comportare, nei primi anni, un certo trasferimento della svalutazione sull'inflazione, con corrispondente erosione dei salari reali, bisognerebbe accompagnare lo sganciamento all'istituzione di misure di indicizzazione. Certo, sarebbe un'utile precauzione. Ma è un aspetto centrale della questione "uscita dall'euro" o del tutto secondario? Basterebbe a rispondere l'ammissione di Brancaccio stesso, che in tutti i casi da lui esaminati tranne uno, dopo cinque anni si è avuto un ritorno dei salari reali al livello pre-svalutazione. Ma vi è un altro argomento, più importante. Col ribadire ossessivamente queste preoccupazioni, Brancaccio dimentica (o finge di dimenticare) che lo scopo principale per cui sarebbe giusto uscire il prima possibile dall'euro non è tutelare i salari, o la quota salari, ma far ripartire l'economia, e dar lavoro a milioni di disoccupati e sotto-occupati. In altri termini, il pensiero di Brancaccio, in perfetto "Camusso style", si accentra sulla sorte di tutti i coloro che il lavoro ce l'hanno, e che, secondo lui, potrebbero per qualche anno essere svantaggiati da un modesto aumento dei prezzi, dimenticando con disinvoltura gli altri, quelli che con l'euro il lavoro se lo sognano, e già adesso sono "svantaggiati" nel più definitivo e irrimediabile dei sensi (e se un uomo di sinistra non si preoccupa di loro, di chi si dovrebbe preoccupare??) Inoltre, nel far questo commette l'ulteriore errore (ma ci è o ci fa?) di trascurare il fatto noto a tutti che in quasi tutte le famiglie in cui entrano uno o due redditi fissi e garantiti, quelli dalla cui difesa è ossessionato, vi è un disoccupato o un precario. E' come se dicesse a un padre di famiglia che guadagna mille euro e ha un figlio precario: "L'uscita dall'euro senza indicizzazione potrebbe farti perdere 40 o 50 euro di potere d'acquisto, per cui stai attento!" Il padre di famiglia avrebbe tutte le ragioni di rispondere: "Se servisse a rimettere in moto il sistema e a far trovare un lavoro VERO a mio figlio, ben venga! Anche senza indicizzazione, anche da destra, da sotto, da sopra, PUR DI SBARAZZARCI DI QUESTO MALEDETTO CAMBIO FISSO che è la rovina delle nostre aziende." Possibile che un uomo intelligente come Brancaccio non si accorga di una cosa tanto ovvia? O insiste tanto su questo suo tormentone-marchio di fabbrica dell'"uscita da sinistra" per ragioni promozionali? A voi l'ardua sentenza...

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    1. All'impeccabile analisi non può che seguire una impietosa sintesi: sapete tutti meglio di me che Brancaccio è una persona estremamente brillante, ed è stato chiaro a tutti noi fin dal principio che certe sue reticenze non dipendono da scarsa capacità analitica. Se se ne fosse stato al posto suo non avrei avuto difficoltà a ignorarlo. Purtroppo gli ho eroso la quota di mercato e lui ha reagito scompostamente, venendomi a cercare, con la famosa storia di "quelli che pensano che basti uscire dall'euro".

      Son cose che capitano.

      Certo, a me dispiace perché non era questa la mia intenzione e l'ho dimostrato dando prova di voler sopire i toni (cosa che la sua simpatica tifoseria prende per una "vittoria" del loro leader... porelli!). Ora la prova è agli atti, ed è pure agli atti che mi sono rotto i coglioni. Il punto è semplicemente uno: le cose andranno come dico io, e quindi dopo ci sarà di ricostruire il paese. Quanta voglia abbiamo di ricostruirlo con persone che ancora oggi sono in palese conflitto di interessi (o malafede, o adesione a un particolare percorso politico, o chiamatelo come vi pare: insomma: qualcosa che ti fa dire in privato una cosa e in pubblico un'altra)?

      Io veramente certe volte mi sento più a mio agio con Bisin, che la pensa in modo diametralmente opposto al mio, che con altre persone. Sarò strano io. Però Bisin intanto nelle cose che sa è un professionista, e poi è chiaro da che parte sta: sta dalla parte di chi difende l'euro (cioè lo strumento principe della deregulation finanziaria e dell'attacco alle classi lavoratrici in Europa), senza far finta di volerlo difendere per difendere il proletario. Una persona così la si può (e la si deve) combattere a viso aperto e di fronte, come ho fatto io (con zero solidarietà da parte dei campioni della sinistra - tutti sotto concorso).

      Suvvia, siamo seri!

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  67. @Lorenzo
    uscire?
    mica uno dovrebbe uscire (dico, consapevolmente) tanto per.. ma accompagnare l'uscita a misure "protettive" (restrizione alle acquisizioni, circolazioni di capitali, legge bancaria).

    per quanto riguarda la perdita di potere di acquisto mi pare di assistere ad una barzelletta.
    "come dire: se non usciamo non perdiamo!"
    vero? in che paese vivi?
    ovvio che se svaluti come nel 1992 ma applichi una politica di bilancio restrittiva con avanzi primari pazzeschi (6,6% nel 1997) allora di cosa parliamo?
    certo, dovevamo entrare nell'eurozona..

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    1. Scusa, io capisco il desiderio, la fame di intervenire. Tu sei particolarmente bulimico e io di solito ti accontento. Questa volta però l'hai fatta abbastanza fuori. Perché vieni a raccontarci quello che sappiamo benissimo? Mica sarai anche te uno degli stolti che "Bagnai dice che basta uscire"? Hai letto quanto è articolata la proposta del mio testo? O fai parte anche tu di quelli che temono l'erosione della loro quota di mercato? Basta saperlo. Nota che quelli che ci fanno la lezzzioncina sul fatto (che noi sappiamo benissimo) che occorrerebbero controlli dei movimenti di capitali, poi difendono l'euro, o lo hanno difeso fino a ieri, ma in realtà fino a domani, e l'euro è stato LO STRUMENTO PRINCIPE della deregulation finanziaria in Europa.

      Io questo lo chiamo atteggiamento farisaico. Un buon dizionario ti aiuterà ad essere d'accordo con me, ne sono certo.

      Guardate, ve lo dico una volta per tutte: io per questa cosa ci sto male (non più di tanto veramente), perché la considero profondamente vergognosa per la professione economica. Sapere che ci sono persone che provano a farti le scarpe distorcendo il tuo pensiero è una cosa che avrei preferito non rientrasse nel mio orizzonte mentale. Tenete presente che rischio di essere reattivo.

      Uomo avvisato, mezzo bannato.

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  68. E' comunque più che logico iniziare a preoccuparsi dei proletari a partire dal giorno dopo visto che al giorno d'oggi stan così bene...

    (E se si legge l'articolo si capisce che l'ira dei sindacati sta solo nel titolo.)

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  69. "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior....."

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/18948

    http://www.youtube.com/watch?v=5TN0td-Z8jc

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