MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

domenica 23 febbraio 2014

Ponzio Ferrero e i nuovi farisei.

Luca Cellai ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "QED 32: You're an errand boy...":

Mentre discutendo imperterrito di cambio fisso continuo a perdere 'amici' piddini e rifondaroli di vecchia data (ti tolgono anche il saluto quando gli fai notare il loro tradimento implicito dei lavoratori, degli interessi nazionali e della democrazia), cerco anche di razionalizzare le loro posizioni mentali.

La domanda che mi sono fatto è: come è possibile che argomenti di natura economica e scientifica contro il neuro provochino un rifiuto così totale ed apparentemente irrazionale in persone che fino a ieri consideravo intelligenti?

Ed ancora: come è possibile che la prospettiva di subire pure la patrimoniale li lasci profondamente indifferenti?

Poi ho trovato una possibile risposta: il fattore generazionale!

Tutti i miei amici (come i vari ministri dell'economia degli ultimi tempi) sono o figli del baby-boom come me (e come il Prof.) oppure persone nate poco dopo il 1940.

Si trovano cioè prossimi alla pensione (quando già non lo sono) ed in grandissima maggioranza lavorano nello Stato, negli Enti locali o nella media/grande impresa ancora in mano pubblica (oppure alimentata dalla spesa pubblica).

A tutti costoro la probabilità di essere espulsi dall'impiego prima della pensione (oppure di subire la deflazione salariale) appare minima.

Quindi perché rischiare di ricevere una pensione in Lire svalutate, in un probabile contesto con molta più inflazione di oggi quando in fondo in fondo la crescita interessa solo i giovani?

Molto meglio lo status quo (cioè la miseria montante degli altri), chi se ne frega dei giovani e degli esclusi, tanto chi sa che con le conoscenze giuste non si riesca a piazzare i propri parenti nel posto giusto (magari nella EC a Bruxelles!) e quindi 'nto culo' ai figli ed ai nipoti degli altri!

Questa riflessione, oltre ad aumentare il mio senso di correità generazionale (all'inizio fui anche io, da bravo ingegnere, tra i sostenitori del Fogno), mi fa anche sentire un perfetto estraneo rispetto alla mia generazione.

È in questi momenti di abbattimento che mi ritorna in mente quello che dicevano i vecchi partigiani: Quando è il 25 Apile? È sempre 25 Aprile!

Postato da Luca Cellai in Goofynomics alle 23 febbraio 2014 09:58 








(...impeccabile. Ora, a parte il fatto che, come già detto, il migliore argomento contro l'euro rimane lo squallore umano e morale, la grettezza, la piccineria, l'ottusità dei suoi difensori, che sono veramente disposti a passare sul cadavere di chiunque pur di difendere la loro pensioncina o i loro fottuti accordi di desistenza al comune di Mazzate di sotto, a parte questo, vorrei che rifletteste con me sul fatto che Natura, che è matrignissima, però non facit saltus. Normalmente chi è squallidamente gretto è anche platealmente idiota. Perché è sì vero, verissimo, che certi 'compagni' - de sto cazzo - temono per la loro pensioncina. Ma è altrettanto vero che difendere l'euro è il modo migliore per metterla in pericolo. Lo dice la semplice logica delle cose. Mentre abbiamo sperimentato - anche dentro l'euro - svalutazioni del 20% che non hanno particolarmente intaccato i nostri diritti, ora la rigidità del cambio impone politiche di austerità, come voi capite benissimo ma loro no perché sono gretti e stupidi, e oltre un certo limite non ce ne sarà per nessuno. Quando verrete a Roma, il 12 aprile, a vedere l'anteprima de "Il successo greco" al #midtermgoofy, vedrete come i piddini greci dell'ERT difendevano strenuamente il regime, e vedrete che dopo essersi trovati in mezzo a una strada qualcuno comincia a porsi delle domande. Qualcuno, ma non tutti. Non preoccupatevi: sarà una soddisfazione ben amara, ma sarà comunque una soddisfazione: se non riusciremo a cambiare le cose, avremo comunque l'opportunità di vedere queste persone grette, meschine e squallide, incapaci di unire i puntini, incapaci di un minimo sentimento di solidarietà per chi soffre, catapultate a calci in culo in mezzo a una strada dal regime che stanno difendendo. Pensano di essere aquile, e sono polli.

Quando un regime crolla gli ignavi si dividono in due insiemi dotati di ampia intersezione: quelli che "non potevamo sapere" (come i giornalisti dell'Ert), e quelli che "eseguivamo gli ordini" (e vi risparmio esempi). Nell'intersezione c'è Eichmann. Auspico un esito pacifico della vicenda. Nessuno mi parli di Norimberghe o altre fesserie simili. Ma sia chiaro che grazie al lavoro che stiamo facendo qui, con l'aiuto di amici come Alberto Montero Soler, nessuno potrà dire che "non poteva sapere". E chi ha eseguito gli ordini ci farà il piacere di ammettere che erano ordini sbagliati. Anzi: l'ha già fatto.

Ma tutto questo er Nutella non lo sa. Come vedrete, è più facile che un deputato dell'UMP ammetta che l'Europa è in una impasse politica, piuttosto che er Nutella acceda al regno dei cieli. Lui e Tsipras sono la terza generazione di gatekeepers, dopo gli ortotteri e gli anatroccoli. Vae vobis...)


184 commenti:

  1. Non ho aspettato che mi togliessero il saluto loro, gliel'ho tolto io prima, e da parecchio tempo !!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, ma tu sei una pasionaria! Vuoi mettere che soddisfazione invece dirgli di sì, bravi, certo, l'euro vi protegge, e poi prenderli bene per il culo quando si saranno rotti i denti sul selciato? Voi sembrate dimenticare una regola fondamentale della buona cucina. La vendetta va sempre servita fredda, possibilmente con un bianco lievemente fruttato, intorno agli 8 gradi. Fidatevi, fate tanti, ma tanti bei sorrisi! Vi saranno utili...

      Elimina
    2. Io sorrido sempre, ma li ho semplicemente esclusi dal mio raggio di comunicazione vitale, proprio non li reggo, non riesco ad ascoltare le loro fesserie, le loro banalità, la loro totale mancanza di senso critico, la loro assoluta incapacità di sostenere un discorso logico, nonostante siano magari considerati persone colte ... coltura batterica forse ...

      Elimina
    3. Indubbiamente. Qualche Escherichia coli addosso l'avranno anche loro.

      Elimina
    4. Quando ho fatto presente l'acquisto di sottomarini della Grecia forzato dalla Germania, uno mi ha risposto che bisogna convincere la provincia Germania (sì, perché dice che siamo province di un unico stato, Europa) a essere meno corrotta.

      Ho riletto per non cadere dalla seggiola e anche per accertarmi della provenienza. Era ed è uno si SeL.

      Elimina
    5. La mia più grande soddisfazione è mandargli la minestra di traverso..

      Elimina
    6. Non capisco perché ve la prendete con SEL. Ho acclarato oltre ogni ombra di dubbio che conta come il 2 di picche.
      Intanto Renzi dice che vuol ridurre le spese, all'economia è arrivato un rappresentante di istituzioni sovranazionali estremamente conservatrici, favorevoli all'austerità, che dice che il dolore ci farà bene e che il problema è che bisogna solo spiegare meglio al popolo bue, il bene che gli farà quel male. Alle televisioni c'è una, che la sera prima di essere nominata ministro è stata a cena in Brianza.
      E voi, state a piangere su SEL che non capisce!
      Io ho avuto la leggera impressione di vedere in fondo al tunnel il cetriolo gigante di Tremonti-Guzzanti.
      Allora su SEL facciamoci una croce, o meglio sottoponiamola a cremazione.
      Qui è da anni che si dice basta Euro, intanto vedo salire al governo personaggi sempre più integralisti. Pro Euro, pro austerità.
      Uscire dall'Euro sarebbe come una rivoluzione. Gli italiani mi pare che rivoluzioni non ne abbiano mai fatte.
      Non sono convinto che abbia ragione Prodi, quando dice che i tedeschi non rinunceranno mai all'Euro.
      Penso invece che alla prossima crisi con necessità di metter mano al portafoglio, gli alemanni diranno di essere stufi, che il pallone è loro e che se ne vanno col pallone.
      O forse si crede che Alemanno o Salvini riusciranno nell'intento.
      Per il momento questi 2 personaggi contano quanto SEL.
      E comunque pur essendo fortemente contro entrambi, se riuscissero nel miracolo, non li bacerei, ma mi convertirei.
      Svoltiamo?
      Nico

      Elimina
    7. Ooooops forse parlavate di Rifondazione. Comunque è lo stesso = 2 di picche

      Elimina
    8. @Nicola Branca
      SEL e Rifondazione = 2 di picche
      Si è vero che contano poco, hanno pochi voti.
      Ma il movimento 5 stelle che di voti ne ha tanti, ti sembra che abbia mai contanto qualcosa ?
      Io proverei a guardare la questione da un altro punto di vista:
      Considerando che in Italia esiste un 80/90 % della popolazione che è letteralmente preso a calci da questo sistema criminale.
      Tutte queste persone sono in sostanza la massa dei lavoratori che a rigor di logica dovrebbero essere di centro sinistra e anche senza il centro.
      Quei personaggi che ancora considerandosi di sinistra ma che non capendo un tubo di quello che sta succedendo e facendosi sorpassare a sinistra da Salvini, ben presto da tutto il centro destra probabilmente, in realtà contano molto perché rallentano la rinascita di un vero e consapevole partito social democratico.
      Quindi farebbero parecchio bene a levarsi dalle scatole perché le hanno veramente rotte !!!

      Elimina
    9. @Rosanna Spadini
      Si.
      Considera però che loro ragionano nello stesso modo nei confronti di quelli che vedono nell’Euro un grave problema.
      Penso che sia un errore sottrarsi al confronto e tantomeno considerare chiunque altro come banale, incapace di senso critico, illogico.
      Quante cose logiche e di buon senso vedi accadere al mondo ?

      Elimina
    10. Pensa: "Io sono il fantasma del natale futuro, e arriverò, oh se arriverò!"
      Poi guardali e SORRIDI.

      Elimina
    11. ci ho provato in tutt, i i modi a comunicare con loro sono tre anni che lo faccio, mi hanno deriso, guardato con supponenza, considerata una paranoica fissata , mi hanno ,fraintesa e compatita, perché loro continuano a credere ai loro leaders politici ai loro miti giornalistici, Mentana Santoro Floris la Berlinguer, loro sì che hanno ragione e io ho torto... poi di cose logiche al mondo ne vedo accadere ben poche.

      Elimina
    12. @non economista
      Era SeL.
      Personalmente ne sono scandalizzata non perché creda che contino qualcosa in termini di affermazione nelle elezioni e perché mi illuda in una loro conversione, della quale le parole di un rappresentante-attivista sarebbero la negazione.
      No, ma proprio perché loro sono rappresentanti di molti che non ne possono più delle sòle Pd e si (e li) considerano alternativi, critici, difensori tanto più ora che appoggiano Tsipras, quindi si (e li) credono di sinistra nel senso che credono e li credono fare gli interessi degli oppressi e dei deboli.
      Nel concreto, sostengono l'€ anche da "dissidenti" rispetto alla sinistra "di governo".

      @Rosanna Spadini
      Continuo a scrivere come posso dei GRECI, tuttomaiuscolo per scelta, della sinistra-di governo-portavoce di Maastricht e continuatrice di Monti ecc ecc, in un gruppo Fbook di piddini-pidini-pudini, dove ultimamente ho messo i link alla notizia su LBC e Pozzi per la presentazione del libro di Barra - con zero reazioni, va da sé - e penso che il mio persistere-insistere sia una forma malintesa di orgoglio e assai benintesa di farmi del male, specialità di cui sono specialista.
      Lì ho giò resistito ai superinsulti di un pentastelle poi bannato dall'amministratrice dopo altri suoi insulti su altro, ma dopo una risposta sui GRECI da parte di un pur educato, finora, tizio, mi è venuta l'idea di mollare, che non attuerò per i motivi suddetti e, appunto, per i GRECI:

      Parafrasando con un piccolo jeux des mots una frase di Torrismondo in Il cavaliere inesistente, di Italo Calvino - romanzo-fissazione mia:

      "Anche a desistere si impara", mentre lui dice "Anche ad esistere si impara".
      Gli è che devo ancora imparare tutto, mi sa.

      Elimina
  2. Con gli amici ormai metto le mani avanti, parliamo di calcio? Quale canzone di De Andrè preferite? Applico il famoso metodo del desistere. Solo che alla fine se ne viene fuori il solito espertone, qualunquista autorazzista. Quello che dall' alto dei suoi studi, Report e padre Zanotelli (sia chiaro, massimo rispetto per quello che fa. Meno per quello che dice), comincia a pontificare, partendo dall' assunto che Report è meglio di C' è posta per te; aspetto evidenze empiriche... a quel punto stufo di cotanto disprezzo a buon mercato, mi dimentico delle delucidazioni sul fuorigioco e sul giro di do e sbrocco! Si sbrocco, e se permettete presento mi nonno anche a voi, come faccio agli amici dell' Illinois. Chi? Mi nonno, terza elementare a Yale, quarta alla Sorbona.

    Dino, al tempo del fascismo c' erano quattro tipi di persone:

    1) Quelli che dicevano che in fondo il fascismo ce lo meritavamo.

    2) Quelli che emigro, tanto non c' è niente di buono in questo paese.

    3)Quelli che subirono il carcere, l' esilio e il confino.

    4) Quelli che a dispetto di tutto lo combatterono, prima durante e dopo.

    Ognuno fa la sua scelta, a me basta sapere quella che abbiamo fatto qui. E non è poco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedi che il bestiario è sempre esattamente quello. Non ci sono molte possibilità di reagire a un regime. L'atteggiamento "il fascismo ce lo meritiamo" è quello della sinistra che inneggia alla patrimoniale. La quale, come ognuno sa, finirà nelle Landeskassen e farà solo schizzare alle stelle il rapporto debito/Pil. Poi diranno che non lo sapevano.

      Elimina
    2. Santo cielo, altri schizzi! E fino alle stelle!

      Elimina
    3. Sulla n. 2 mi sento un po' tirato in causa. Potrei dire che non é così semplice, ovvero non é così semplice emigrare (sopratutto da un paese bellissimo come l'Italia) e non penso che non ci sia nulla di buono in Italia. Ogni situazione personale è diversa e cmq ero incazzato quando me ne sono andato e lo sono ancora. Lo sono perché non doveva necessariamente andare così, me ne sarei rimasto in Italia se ci fossero state un minimo di cose. Poi dal punto di vista economico e lavorativo mi dico invece che sarei dovuto andarmene prima, invece che aspettare pazientemente lo svolgersi di alcuni percorsi (ad essere cinici i segnali di come sarebbero finiti c'erano tutti). Infine: non mi sento io traditore per essermene andato, ma tradito dalla terra madre matrigna.

      Elimina
    4. @Tiziano
      Capisci mio nonno, aveva il curriculum che su fornisco: Non è un esempio, o una storiella buona per scrivere qualcosa di accattivante. Mio nonno mi disse veramente queste cose. E so che non è semplice, sono andato molto vicino a partire per Francoforte. il nonno immagino si riferisse ai saccenti che circa venti anni dopo la sua morte sarebbero stati impareggiabilmente descritti su facciamocome.org. I presenti non rientrano nella categoria fado a fare il cameriere in Australia e mi danno 2000$ alla settimana ecc.

      Elimina
  3. Tutto vero, verissimo. Se posso permettermi un piccolo suggerimento non richiesto, da persona NON di sinistra, a Luca Cellai: ai suoi amici piddini e rifondaroli col culo al caldo (e il cervello all'ammasso, ma questo non da oggi...) tutti euro e distintivo, faccia notare che in un non tanto lontano futuro le politiche di austerità richieste dall'euro potrebbero rendere obbligatorio ciò che oggi viene gabellato per un diritto. E loro (e noi) saremo chiamati a "ottemperare" per garantire la continuazione del fogno. Probabilmente i sullodati coglioni non capiranno un cazzo nemmeno con l'ago in vena, ma "piddino avvisato..."

    RispondiElimina
  4. Déja-vu. Prof.ssa del Liceo di mia figlia. "Hahahah, ma come faremmo con le materie prime, lei è pazzo." Tagli allo stipendio. Bocca spalancata, occhio bovino... "Ma, ma... Scherziamo?! A ME?!?" Intenso, lubrìco, depravato, scandaloso godimento. Ma tanto, tanto triste. Buona domenica. AM

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...mi piacete così tanto quando siete depravati! E quanto alla tristezza, la capisco e la condivido. Ormai però siamo andati oltre. Ora penso che, per quanto questo in un'ottica di sistema necessariamente amplificherà i costi anche per noi, è in fondo giusto che i coglioni paghino. Non si può far del bene alla gente contro la sua volontà. Non sarebbe etico. Nemmeno gioire del male altrui è etico (soprattutto se amplifica il proprio). Il punto è che la prima cosa è anche inutile. La seconda ti regala un momento di voluttà. Nel lungo periodo saremo tutti morti.

      Elimina
    2. Surrogato dal latino sub rogatum, che significa sotto-richiesto (nel senso di richiesto meno e, perciò, meno costoso).
      Se lo faccia spiegare da Cicerone, se insegnate di latino, la tronfia trombona.

      Elimina
  5. Io non riuscirò a provare gioia per aver avuto ragione quando la metà di noi finirà sul lastrico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amico mio, io ti capisco e tu qua dentro sei la persona più ragionevole. Vi spiego una cosa. Voi è da un paio d'anni che state perdendo amici. Io dal 2005, a spanna, e Rockapasso lo sa. Cinicamente, non finirò sul lastrico, ma in termini relativi sono già stato parecchio danneggiato da questo andazzo (sull'ordine delle centinaia di euro al mese, rispetto al "patto" che avevo sottoscritto con lo Stato scegliendo questa carriera). Molti degli "amici" con i quali ho felicemente rinunciato a discutere ancora non sono stati toccati, ma lo saranno. La sofferenza per chi mi scrive le lettere che leggerai scorrendo questo blog già c'è. Non credo possa crescere. Io ho già toccato il fondo. Se anche un solo imbecille pagherà, purtroppo potrò solo risalire. È irrazionale, lo so, e hai ragione tu e non io.

      Elimina
  6. L’accordo sul comune di Mazzate di sotto è semplicemente geniale. Mi ha ricordato questo video. Libera interpretazione sui ruoli ricoperti nel video dagli attori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be', il doberman è tedesco per definizione, il pointer lo manovra la Bce, e il povero Nutella soffre...

      Elimina
  7. Aver ragione è un premio in sé che non nasce dal torto degli altri. Certo ti aliena qualche simpatia, si fottano! Vedo in questi visionari ciechi dei credenti nell'incredibile, per fede, interesse o stupidità, coll'aggravante della finalità sordida o futile e non mi rincuora che per uno convinto altri millanta si rotolino nel brago mentale.
    A Civitavecchia qualcuno indicava Wall Street come nuovo Palazzo d'inverno; no: è Viale Mazzini, Saxa Rubra o Segrate. Gli sciocchi vengono amorevolmente allevati a spot & sport (chiedo scusa a chi lo sport lo PRATICA), non è cambiato nulla dal panem et circenses. Condorcet aveva torto: ogni tot anni si deve ricominciare daccapo... forse è l'ora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, sì, a Civitavecchia c'era qualcuno secondo cui il comportamento della Germania non è pericoloso perché il "nemico" sono gli amerikani. L'idea che non ci sono "nemici" ma persone che si fanno gli affari loro, e che chi se li fa dietro l'uscio di casa tua comunque rischia di darti un più immediato fastidio, non passa per la testa, grazie alla sapiente opera dei tre Palazzi d'Inverno da te citati.

      Elimina
    2. Più che Palazzo d'Inverno sono il ministero della Propaganda...
      o MinCulPop in versione più autarchica ed evocativa, se preferite.

      Elimina
  8. oggi ho acquistato "ll Tramonto", ottava ristampa ottobre 2013, un regalo per il mio nuovo direttore generale: a che quota siamo arrivati con le vendite?
    ci siamo confrontati sulle cause della crisi, e quando mi ha accennato al debbbitopubbbbbblico... gli ho detto: "domani le regalo un libro..."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alla domanda posso solo rispondere: vorrei tanto saperlo anch'io. Penso che dopo un anno e mezzo di nostri sforzi il libro stia assolvendo il compito per il quale lo avevamo pensato: diffondere una visione equilibrata sfondando la barriera del digital divide. Lo capisco dalle lettere che mi arrivano, spesso scritte a mano, come si faceva una volta.

      Elimina
  9. Un sistema che induce il creditore ad uccidere il debitore, dove si comprano voracemente titoli cartacei se i prezzi salgono e li si vende a precipizio quando scendono, dove si cerca di produrre al minor costo possibile per tenersi i prodotti in magazzino, dove ci si ammala per accumulare denaro e poi si spende tutto il denaro accumulato per cercare di farsi curare,dove i figli hanno la prospettiva di vivere peggio dei genitori e di vedere i propri figli vivere peggio di loro,dove si affida il riequilibrio di tensioni sociali sempre più spaventose ad una mano sempre più invisibile ed inesistente, non è in grado di sussistere.
    Vigilate perché non sapete né il giorno
    né l'ora!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ci vedo gran che di strano !
      L'anomalia, semmai c'è, si trova dall'altra parte della barricata.
      Purtroppo lo schiavo perfetto è quello che non si rende conto della sua condizione.
      Di questo il mondo ha sempre abbondato e probabilmente sempre abbonderà.
      Naturalmente non penso che si debba trarre la conclusione di non combattere per noi e per altri per la cosa giusta, ma è fondamentale non perdere il contatto con la cruda realtà.

      Elimina
  10. Fin quando avremo quelli che "ora ci pensa Tzipras! Lui è de sinistra!" (uuuhh quanti ne sto a sentì professò!), la "sinistra" è condannata ad essere polverizzata dal proprio stesso popolo, sono 8 anni che prendono sonore legnate sui denti, ma imperterriti non si pongono neanche il più facile dei quesiti: perchè nel periodo di crisi più terrificante da 80 anni a questa parte del capitalismo, ora che dovrebbero essere allo zenit dei consensi, sono confinati ad un misero zero virgola o poco più?
    Ma cazzo se le pongono almeno un paio di domande i cari "compagni"? Sono in grado di fare (auto)critica e dare delle risposte quantomeno a voi stessi? O sono impantanati nella melma del vostro servilismo e della vostra ignoranza... Parlare con loro è come parlare con un automa: debbbito pubblico, corruzzzione, ka$ta e ti guardano con gli occhi sbarrati... Mettono su un loop stucchevole...
    A maggio ci sarà l'ennesima lista, con l'ennesimo simbolo e l'ennesimo nome per ritrovarli poi ancora a piangere e a vagare sperduti e spauriti tra le macerie del loro servilismo e della loro ignoranza.
    Alle europee - che quest'anno non hanno solo rilevanza di conta nazionale tra i partiti nostrani, ma hanno valore continentale vero e proprio giudicando in primis la (dis)affezione alle istituzioni UE ed in secundis il regime politico-economico-finanziario in cui ci troviamo - farò quello che non avrei mai pensato di fare in vita mia, ma che un lungo percorso di critica e coscienza disincantata mi porta inevitabilmente a fare. Si vota a destra.

    RispondiElimina
  11. Anche al nostro super amico Padoan manca poco alla pensione.....

    Da un blogger, questo pare essere il suo obiettivo strategico, il trattato "transoceanico"; il suo pare essere un animo mercantilista poco vecchio PC, diciamo cosi' :

    “Andando ad analizzare il pensiero padoaniano, sarà utile fare riferimento ad uno suo editoriale d’apertura all’ Economic Policy Reforms 2014 – Going for Growth: in questo scritto emergono, da un lato, la consapevolezza di una prospettiva temporale di bassa crescita (che, scritta così, appare persino un eufemismo) e, dall’altro, la centralità del commercio internazionale. A tal proposito Padoan scrive: “ oltre al suo fondamentale ruolo come vettore di diffusione di tecnologia e conoscenza, il commercio internazionale favorisce infatti la produttività attraverso maggiori pressioni competitive sui mercati domestici”. C’è da scommettere che il logico progredire di questo ragionamento conduca ad un’accelerazione del processo di integrazione del mercato Usa con quello Ue, attuato attraverso l’adozione del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un trattato di liberalizzazione e deregolamentazione legislativa”
    Potete leggere l’articolo completo qui
    http://www.oltremedianews.com/17/post/2014/02/la-domenica-economica-padoan-chi.html

    RispondiElimina
  12. Non sono così sicuro che il fattore generazionale spieghi in toto il fenomeno piddino, inteso in senso antropologico. Certo è quello che fa più incazzare: ma come, te a vent'anni eri fuori dai cancelli delle fabbriche a distribuire volantini per diffondere la coscienza di classe e fare la rivvoluzzione, e adesso, con la bava alla bocca contro lo Stato corrotto e inefficiente che però ti paga ogni 27 fine mese, voti Monti e Renzi?
    E sto parlando di babyboomers ex sessantottini che adesso sono insegnanti delle superiori, direttori di scuole medie, presidi di facoltà, docenti di economia all'Università ("non è vero che Monti farà esplodere il debito pubblico!" mi diceva costei, ancora mi do i pizzicotti a ripensarci, e rimpiango di non aver proposto una scommessina di qualche millata), medici e primari e quant'altro, tutti parenti o amici di famiglia con cui mi è capitato di discutere, purtroppo, infrangendo la regola aurea della desistenza.
    Mi sono anche spaccato la testa per capire da dove venisse questa cecità totale, nera, senza fine, in queste persone peraltro adorabili, di specchiata onestà, di cultura, di intelligenza.
    E va bene, questo strainculato euro non vi ha dimezzato lo stipendio (per i precisini: il potere d'acquisto) in dieci anni come a me ex dipendente privato nato nel disgraziato anno 1973; ma la cultura e l'intelligenza a che servono se non a capire quello che succede a un metro di distanza dal tuo naso?
    E va bene, il senso di colpa vi corrode dentro perché siete stati più o meno comunisti e ancora non sapete bene che è successo nel 1989, voi c'eravate ma insomma non è mica colpa vostra… in questo peraltro siete perfettamente solidali con i rappresentanti politici che eleggete (forse), i quali dell'entrata nell'euro hanno fatto la propria bandiera - blu con le stellette, visto che quella rossa con gli attrezzi gialli han dovuto nasconderla in soffitta dal giorno alla notte. Ma non vedete che è sempre quella roba là, quella di cui parlavate fuori dai cancelli delle fabbriche?
    Da cui discende il corollario: parlare di lotta di classe in Italia sarà tabù finché degli ex-comunisti saranno biologicamente vivi, o almeno abbastanza vivi per poter deambulare fino a una cabina elettorale, o farsi eleggere presidenti della Rep.
    Quante mail, quanti articoli, quanti paper fatti girare disperatamente, ma niente, si rifiutano perfino di leggere. Non vogliono leggere!!! Gente che fa studiare meritoriamente Orwell in classe e poi di fronte a una fola del tipo "il liberismo è di sinistra" non batte ciglio.

    Dall'altra parte ci sono i miei coetanei: quelli piddini sono tutti stremati da anni di precariato, di calci in faccia (quelli nel culo almeno ti farebbero spostare di un metro) negli ambienti di lavoro e di studio, tutti laureati di lauree con cui ai giorni nostri ti puoi nettare le terga, senza soldi da parte, senza figli perché con cosa li mantieni, senza case di proprietà in cui abitare a meno che non ci siano i genitori babyboomers che te la comprano.
    E questi cosa votano, compatti come un coorte romana? PD. E ti tolgono pure la parola dopo che ci hai discusso, dal vivo, via mail, mandando gli articoli, le fonti. Le stracazzo di "fonti", siete o non siete tutti filologici archeologi letterati di sta ceppa? E come fate a leggere quella poltiglia che leggete sui giornali, ogni santo giorno, in cui non c'è uno straccio di fonte, di riferimento, di bibliografia, di archivio dove andare a controllare?

    Mistero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché è comodo e rassicurante. E perché dopo la fase degli ideali e della lotta arriva quella della poltrona e delle pantofole. Che sono comode e ben calde.
      E poi perché da modestissimo autodidatta che ha avuto diverse occasioni di confronto con gente che ha studiato parecchio, anche a livello professionale, ho potuto constatare che con una certa frequenza, e in mancanza di precisi requisiti di base, per quanto prolungato il corso di studi non produce apertura della mente, tutt'altro. Per giunta abbinato alla presunzione dovuta al sapere di aver superato con successo determinati ostacoli, che automaticamente fa ritenere di appartenere a un'elite. Di quest'oca, direi io, dato che all'atto pratico sono i più testoni, dogmatici e incapaci di comprendere anche il concetto più semplice che abbia il difetto di essere posizionato, sia pure per solo qualche decimo di millimetro, fuori dal recinto nel quale a suo tempo sono state chiuse le loro menti.

      Elimina
    2. @Mikez73, sono pienamente daccordo con te. Stessa esperienza, stessi tristi risultati.
      @clack, giustamente come dici la laurea non vuol dire nulla. I più hanno studiato quello che i docenti dicevano loro di studiare. La vera intelligenza é la curiosità. E quella non te la da un pezzo di carta. Ce l'hai o non ce l'hai fin da bimbo. Un compagno di studi (e veterocomunista filostaliniano!) mi confidò pacificamente (credo che lo considerasse un consiglio per me...) che "si studia all'università perché lì si é obbligati a farlo. Dopo gli studi, se non sei obbligato, non ci si documenta più". Con queste teste, buone solo per essere riempite di nozioni specifiche, e poco avvezze all'elaborazione autonoma e alla curiosità, cosa si può fare? Voteranno sempre (perché é un dovere) per il loro partito contro gli altri cattivi. L'autocritica non sanno nemmeno cos'é, visto che presuppone la curiosità, ossia domandarsi perché accadono certe cose, e dunque uno sforzo nella ricerca delle cause. Avete presente quando Homer Simpson prende la scossa? Poi cosa apprende da quell'esperienza? Ecco, i piddini...

      Elimina
  13. Mistero.
    Quindi, almeno per quella che è la mia esperienza, il fattore generazionale non spiega tutto.
    Temo si debba scollinare verso i territori, se non proprio della psichiatria, della psicologia sociale, nella quale esiste per esempio il concetto di "dissonanza cognitiva". E poi affrontare il problema dell'opinione pubblica e della propaganda, risalendo fino a Lippmann e Bernays (Goebbels si può saltare, aveva studiato sui libri di Bernays), sempre però con un occhio alla clinica della psiche, più che alla sociologia. Mi pare infatti evidente che né la cultura né l'intelligenza - hai voglia a definire quelle "vere" - sono una barriera sufficiente contro la propaganda.
    E' una constatazione che a me personalmente getta nello sconforto assoluto. L'unica magra consolazione è aver capito come sia stato possibile che una nazione intera sia andata, festante, dietro a Hitler. Avrei preferito non venirlo mai a sapere.
    Mi scuso per la lunghezza del commento, deve essere la rabbia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un commento estremamente appropriato. Personalmente avrei della cultura un'idea più classica, quella che emerge dalla vita di Talete in Diogene Laerzio. Quindi non considero persone "di cultura" quelle delle quali parli, anche perché chi come me (o te) può permettersi di grattare la superficie, o anche solo di spolverarla, capisce subito che certe letture sono più ostentate che vissute, che certi percorsi scolastici sono stati fatti più per il punto di arrivo che, appunto, per il percorso, e spesso basta sentirli citare (o citargli) qualcosa, e si sente immediatamente la stecca (o il vuoto pneumatico). Sono degli imbecilli, su, diciamocelo. Tronfi, patetici, grotteschi, pericolosi imbecilli.

      Sanno di sapere come sanno di aver letto. Ma hanno letto come una mucca legge un cartello stradale.

      Tu sei giustamente tecnico, e il tuo richiamo epistemologico mi sembra molto appropriato. Rimane il fatto che, a mio avviso, a qualsiasi persona sappia la differenza fra "leggere" e "guardare" basterebbe aver letto i Miserabili per capire quanto è vuota e truffaldina la comunicazione che gli viene propinata.

      Ma il piddino i libri non li legge, li guarda. E, credi a me, spesso ne guarda solo le costole, ordinatamente disposte sulla sua libreria.

      Non ci credi?

      Gratta la superficie...

      Elimina
    2. Anche io non mi spiego l'ottusità della "massa". Quante volte ho parlato del mio amico ingegnere? E' uno dei pochi con cui parlo, ma niente, non mi ascolta. Gli mando gli articoli, ma non li legge: "non ho tempo", devo approfondire!". Solo che non approfondisce mai. L'unica cosa su cui si infervora è "B". Li sa tutto, gli ha contato anche gli spiccioli in tasca. Ma di quanto ci stanno perdendo (e ci perderanno) i suoi TRE figli niente, vuoto totale. Trattandosi di un 55enne non credo che c'entri la pensione, forse quella della "dissonanza cognitiva" è la spiegazione più appropriata, ma non mi convince del tutto. Il problema prof, è che in democrazia si tiene conto del parere anche di chi di queste cose non sa un cazzo, e i risultati si vedono. Veniamo "affabulati" da chi certi meccanismi li conosce dagli anni '60, e guai a dirlo: "non siamo mica scemi". E già, è proprio quello che sono riusciti a farti credere.... infatti sei diventato solo un pollo da batteria, peraltro dimostrando proprio che sei senza cervello. Mi viene da aggiungere che "meno male che siamo nel 2000"(e 14). Pensa se eravamo nel medioevo: quanti saremmo finiti al rogo?

      Elimina
    3. Fattore generazionale, psicologia sociale, dissonanza cognitiva, clinica della psiche, ottusità della massa …
      Io credo che la verità sia molto più semplice.
      Le questioni a cui fate riferimento riguardano quello che succede nella testa delle persone.
      Ma quando uno ha fame o ha paura tutti i ragionamenti del mondo vanno a farsi friggere !
      Le masse non sono mosse da logica, bensì da emozioni !
      I capitani sono mossi da visione, da logica, da intelligenza, da buon senso ma fanno leva su emozioni per trascinare le masse.

      Elimina
    4. Ecco, era rimasto un posto libero nel catalogo delle grandi frasi che non significano un cazzo. Ora è completo.

      Elimina
    5. @Alberto Bagnai
      Quale sarebbe la frase ?

      Elimina
    6. senti un po', avrò un po' il difetto di idolatrare alcune persone, ma sto pensando seriamente di stampare alcune magliette con alcune tue frasi. così quando dobbiamo fare a mazzate abbiamo anche le divise.
      come al solito un abbraccio

      Elimina
    7. @mikez73
      Finalmente un contributo dalla mia generazione X che dimostra che i cartoni giapponesi non hanno disintegrato il cervello nell'intorno anagrafico dei nostri coscritti.

      Ottimi spunti di analisi rispetto a quella postata (io sarei stato più duretto ma mi sono astenuto per rispetto dell'ospite :-) )

      @Alberto, diciamocelo, al di là dell'aderenza formale al reale degli spunti forniti da Luca, il richiamo generazionale/antropologico è sostanzialmente disfunzionale all'analisi del delirio collettivo che sta avvenendo. Anzi, lo definirei piuttosto grilliano. La comprensione deve passare proprio dalla manipolazione dei processi cognitivi legati alla propaganda e l'esempio più calzante è Goebbels, la follia collettiva raccontata da Primo Levi e le risposte sconcertanti lasciate in seguito a Norimberga.

      Il buon Giorgio D.M. ricorda una semplice osservazione di colui che pare sia l'unico ad aver capito qualcosa di politica nel XX secolo:

      «Il punto è che tutti noi siamo capaci di credere a cose che sappiamo essere non vere e poi, quando finalmente si dimostra che siamo in errore, di ribaltare impudentemente i fatti in modo tale da mostrare che avevamo ragione.
      Intellettualmente, è possibile portare avanti questo processo per un periodo di tempo indefinito: l’unico limite è che prima o poi una credenza falsa si scontra contro la solida realtà, usualmente su di un campo di battaglia...
      Vedere quello che sta davanti agli occhi richiede uno sforzo costante.

      Non molte delle persone influenti compiono questo sforzo.»

      Elimina
    8. Potrei anche darti ragione, Alberto, anzi in alcuni casi è sicuramente così, e "grattando" sono già dovuto giungere alla conclusione che un paio di conoscenti sono in realtà, sotto la superficie colta, parecchio imbecilli. Ma è una spiegazione che non mi soddisfa per svariati motivi:

      - Benché mi piacerebbe appartenere agli "happy few", qua l'eppur si muove puoi pronunciarlo solo tu, con cognizione di causa, noi altri siamo tutti ex aristotelici convertiti.

      - Non credo di essere così colto o intelligente da poter definire, io, la linea di demarcazione tra i greci e i barbari. Ma anche se lo fossi, sarebbe un non luogo a procedere, sarei in qualche modo arrivato e correrei il rischio di smettere di "pensare". Peraltro, si potrebbe finire nello stesso circolo vizioso che caratterizza il piddino, il quale appunto si sente più intelligente e colto degli altri. Posto che in qualche modo siamo tutti ex-piddini (ma anche no: del PD ho sentito subito la puzza del cadavere, anche se pensavo fosse il loro e non il mio, quindi non l'ho mai votato - però ho votato Prodi. Meglio che non ci penso, va').
      Tanto per capirsi, io Dioegene Laerzio non l'ho letto. E manco i Miserabili. Non so leggere una nota sul pentagramma e parlucchio solo una lingua straniera.

      - Sarei perfino più radicale di Cipolla (e purtroppo, per vicende lavorative, io il libro di Cipolla ce l'ho tatuato sulla pelle dalla prima all'ultima parola), tanto da aggiungere un'ulteriore legge fondamentale: esistono solo due categorie di persone, gli stupidi e quelli che non sanno di esserlo. Ovvero, non credo che sia l'intelligenza a definirci, ma la quantità di stupidità e ignoranza che, nel tempo, riconosciamo in noi stessi. Stupidi lo siamo tutti per definizione, perché parliamo sempre a partire da un punto cieco della realtà, l' "io" che tanto aborriamo.

      - A suon di discutere vanamente del problema, sono giunto alla conclusione che ci sono due mostruosi blocchi psicologici che impediscono ai piddini non solo di capire ma, a quanto pare, anche solo di prendere in considerazione la tua argomentazione, il che vorrebbe dire dover ammettere a se stessi che: 1 "Oddio, ma allora sono un coglione!" e 2 "Oddio, ma allora mi hanno raccontato per decenni un sacco di palle!" Alcune persone lo ammettono senza problemi. Altre no. Perché? Tutto sommato, non sono sicuro che dipenda dal proprio grado di cultura o intelligenza, tutto qua - anche se dovrebbe, di nuovo: a che servono altrimenti? (e tolti ovviamente i patenti casi di mala fede o bieco interesse personale, politico o finanziario)

      - Infine, delle due affermazioni, per quanto imbricate e circolari, temo che quella più inaccettabile sia addirittura la seconda, perché mina alla base il rapporto fiduciario che si ha nei confronti della realtà, o meglio nei confronti del (non ho altro modo di dirlo in modo sintetico, perdono!) Grande Altro, cioè dell'istituzione simbolica che ci tiene uniti in quanto consesso sociale, e che nel caso specifico prende la forma dell'opinione pubblica, giornali, televisione e quant'altro. Quello stesso rapporto fiduciario che in altri campi permette, per esempio, di scambiarci delle banconote, come tu sai meglio di me, o che ci permette di mettere piede in un ospedale per venire curati, o che ci permette perfino di emettere un suono, di parlare: ci fidiamo dell'istituzione e della conoscenza secolare che essa racchiude. Dobbiamo, ma evidentemente non sempre. Per esempio, quando riconosciamo che il linguaggio che usiamo è ormai pieno di luoghi comuni.

      Se mi sentissi intelligente avrei un buon motivo per sperare, ma come scrisse troppo tempo fa Walter Benjamin "Solo per chi non ha più speranza, c'è speranza".

      Elimina
  14. Caro Luca, le tue sono parole scolpite nel marmo. Posso testimoniare della giustezza delle tue parole dal "fronte" universitario. È inimmaginabile l'ottusità mentale dei pretesi "intellettuali": era impossibile spiegare il ruolo della Germania nell'eurozona (persino all'attempato figlio di ebrei romani scampati per un pelo ai rastrellamenti), era impossibile, dati alla mano, convincerli che quasi dieci milioni di persone sono sottopagate (così come oggi è impossibile convincere i "progressisti" che il tanto propagandato salario minimo tedesco partirà dal 2016, come ha spiegato subito Jacques Sapir su una tv francese). Non c'è verso di far loro capire che l'euro è "manganello della ristrutturazione dei rapporti di forza e di classe in Europa": uso questa definizione, elaborata dal bellissimo articolo che Alberto scrisse per Il Manifesto, perché spero almeno di suscitare antiche memorie in loro: sono stati tutti marxisti-leninisti e comunisti. Io ero uno dei pochissimi anticomunisti del mazzo e ora mi ritrovo a fare discorsi da terza internazionale! Non immagini che cosa successe in una cena a fine 2010, quando dissi che non era vero che l'Italia era sull'orlo del baratro, perché la Spagna era messa peggio di noi. Mi hanno dato del berlusconiano e una cara amica arrivò a evocare la mafia non riesco ancora a capire perché, ma chiaramente mi voleva dire che inconscientemente stavo dalla parte di coloro che lavoravano per la mafia. Se non finì in una rissa poco ci mancò. Mi parlano sempre di morale, di irrimediabile differenza antropologica.....roba da rimanere allibiti, razzismo puro, anzi autorazzismo (nuova categoria culturale mai sperimentata in questa forma in Europa), non sento mai un'argomentazione una né storica né economica. È una vergogna sapere che i nostri figli vengono educati da persone che possiede un tale spirito critico! Ed è vero quello che dici tu, caro Luca, si comportano così, perché pensano che a loro non tocchi nulla di quanto tocca a piccoli e medi imprenditori, operai, artigiani! È semplicemente repellente un tale atteggiamento, almeno per me che certo non sono stato mai un bolscevico. Ma vi ricordate l'avversione di una certa sinistra contro la piccola e media industria? Col tempo si capiscono tante cose. Le capiscono anche gli imbecilli come me che alla fine degli anni '70 ero a favore dello sme per ragioni puramente ideologiche: perché i comunisti erano contro. E invece in quella circostanza avevano ragione. Errare humanum est, perseverare.....

    RispondiElimina
  15. Che la sinistra non esista più nel nostro paese lo si dovrebbe sapere dal 1997 almeno, dalla famosa legge Treu.
    Che certi partitini dello zero virgola badassero solo al proprio orticello lo si poteva capire già vent'anni fa.
    Ieri, dopo aver visto in streaming il BASTAEUROTOUR, con un encomiabile Borghi e un Salvini che, onestamente, mi pare un vero leader politico, mi ero figurato se fossi andato al banchetto di FdI qui al mio paese e se dopo averlo fatto avessi incrociato qualche vecchio "compagno" e se questi mi avesse dato magari del fascista.
    Gli avrei risposto: vi ho mollato vent'anni fa, quando a vent'anni avevo tanta voglia di impegnarmi, perché per i porci vantaggi vostri non mi davate alcuno spazio di manovra, perché secondo voi avrei dovuto fare prima il galoppino, in attesa del mio turno per cibarmi nella mangiatoia. Oggi ho quarant'anni e una situazione, eufemisticamente, per niente invidiabile. Ma ho la coscienza sufficientemente pulita per potervi mandare affanculo.
    Questione generazionale, ma non solo. Anche una voluta evoluzione dell'organizzazione sociale in modo da polverizzare quelli che un tempo erano centri di aggregazione del consenso e delle dinamiche socioeconomiche. Una distruzione della coscienza politica attraverso lo svuotamento di simboli, ridotti a meri feticci.
    Ma qualche speranza ancora ce l'ho. Tanta gente rimane in grado di pensare con la propria testa. La speranza è che i più siano in grado o abbiano il coraggio di levarsi il codice a barre dalla fronte.

    RispondiElimina
  16. ... e vabbè, fatte st'auting domenicale, tanto 'a Maggica ha ggià ggiocato jèri (e ha pure vinto!)...
    ******
    Proprio perché la natura "non facit saltus", vorrei portare la testimonianza della generazione "di mezzo" (rispetto all'intervallo temporale citato da Luca), cioè dei nati alla metà degli anni Cinquanta, i figli della "Trieste di nuovo italiana", della conquista del K2 e... della prima metropolitana a Roma, di quelli coetanei di B. Gates, S. Jobs e... W. Veltroni, di quelli che hanno imparato a leggere prima di andare all'asilo guardando il maestro Manzi alla televisione (a scrivere no, perché prima c'era un anno di "aste" da fare sul quaderno a quadretti, rigorosamente a matita), e poi hanno fatto Latino alle Medie con i libri di Pasquale Cosi, e poi hanno fatto Francese alle medie con Torello Borriello (che aveva fatto Telescuola), e poi hanno fatto Geometria sui libri di Ludovico Cateni e Matematica su quelli di Roberto Ferrauto, e poi Fisica Generale alla Sapienza con Giorgio Salvini (creatore dell'elettrosincrotone di Frascati negli anni Cinquanta, e poi ministro dell'Università nel Governo Dini nel 1995). (Et le dernier maître est tout près d'ici, ça va sans dire...).
    Non sono un caso isolato: ognuno di noi ha una "petite histoire" che è un pezzetto di "grande histoire".
    La mia leva anagrafica è dunque un po' più "vissuta" di quella di Luca e del Prof., ma deve ancora essere "militante"...
    ******
    (embè?, màstica...)
    ******
    Che cosa c'è che non va in questi personaggi pubblici di OGGI (in particolare, leader politici), che si adattano all'onda del momento, che sono canne e non querce, con una "faiblesse d'échine" esibita come segno di profonda adesione della cultura dominante alla dura realtà delle cose delle "genti meccaniche", e che fa tanto "démocratie partagée entre tous" e "amour du roi [il fogno: NdC] pour son peuple" (in altre parole, la favola per i beati) ?
    C'è che sono IMMEMORI dei loro maestri (diretti o mediati dai loro libri) e del loro insegnamento, e sono INFEDELI a loro stessi per come acquisirono uno status di notorietà e credibilità pubblica all'inizio della loro carriera.
    Ogni volta che prendono posizione o si ergono a "maitre à penser" dovrebbero sentirsi addosso la responsabilità di ciò che rappresentano, al di là delle loro stesse vicende personali.
    Quindi, devono essere OGGI in grado di guardare negli occhi un giovane disoccupato, un padre di famiglia che non può far studiare i figli, un imprenditore che deve chiudere l'azienda, ecc. e devono dare loro una risposta OGGI, ma non una risposta improvvisata (siamo persone, non cavie da laboratorio).

    Questo devi fare, se vuoi mantenere la tua dignità di uomo (prima ancora che di politico), OGGI, come hai creduto di mantenerla ieri, e come vorresti mantenerla domani.
    Altrimenti non meriti, non dico fiducia, ma nemmeno rispetto, e, al contrario della favola di La Fontaine, sarai tu ad essere spazzato via dalla bufera della Storia, e non la quercia.

    RispondiElimina
  17. Trovo anch'io che la dissonanza cognitiva, unita alla sindrome di Polyanna, possa aiutare a spiegare il fenomeno piddino. La propaganda PUDE va tra l'altro a soddisfare un bisogno interiore di partecipare ad un grande PROGETTO (PENNELLO).

    RispondiElimina
  18. Ultimamente mi sono beccata di tutto, dell'utilitarista perché dico che non è colpa mia se l'unico che dice cose sensate sull'euro è Salvini e addirittura della traditrice della patria ("pagheranno i tuoi figli!") perché ho osato non esultare per il colpo di mano di Renzi, che a quanto pare si è trasformato in un articolo di fede ("Tu DEVI sperare che ce la faccia!!!" ma pe' carità, per sperà io sò pronta a sperà in tutto, un granellino di speranza non lo nego neanche al Grande Cocomero...). In alternativa mi prendo della monomaniaca, della "ma non è possibile che dai la colpa di tutto all'euro", della "con te non si può più ragionare". Martedì è il compleanno di un mio carissimo amico, io Il tramonto dell'euro questa volta glielo porto impacchettato e gli dico di aprirlo dopo, da solo, a casa. Ma portarglielo devo, è più forte di me continuare a provare a far capire e oltretutto da sola non ci riesco. L'ultima volta, a una cena con quello stesso amico, un altro commensale (laureato in economia) ha esordito così agli antipasti: "Non sopporto quelli che danno la colpa di tutto all'euro: in fondo è SOLO una moneta". Io non avevo ancora aperto bocca, ma lascio immaginare come è finita la cena.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nat, "Borghi1" (BASTA EURO TOUR)

      eppoi "Borghi2"

      again "Borghi3"

      p.s. x quanto mi riguarda, o sei pro fogno e sei contro. Punto. Il resto (dx, sx, centro, etc.) solo slogan

      Elimina
    2. Grazie, pensavo di andarci, ma mi è venuta l'influenza.

      Elimina
    3. Nat, ti capisco. poche sere fa a cena capito con due bocconiani vicino, per di più allievi di Monti. stavano parlando non bene, benissimo di Boldrin.
      non l'ho nemmeno aperta la discussione: "è un cafone!"; "ha due ... quadrate, dice questo e questo e ha ragione"; "Non me ne frega nulla di cosa dice, è cafone per questo e questo. Un cafone ha sempre torto, e non prendo in considerazione qualsiasi sua tesi! avesse pure ragione!"
      Basta. Silenzio. è finita la discussione.
      Nel merito o no, dei modi per zittirli esistono sempre, evitando che facciano altri danni con "anime pure" che crederebbero più facilmente a loro che a noi... per i motivi che sotto, Lorenzo secondo me espone ottimamente.

      Elimina
    4. @alflig

      Vorrei spendere una parola a favore dei cafoni. Lo sono spesso anch'io, e il motivo sostanzialmente è questo.

      Elimina
    5. allora la pensiamo allo stesso modo :-)

      Elimina
  19. I comunisti "puri" sono stati storicamente i peggiori nemici dei lavoratori - peggiori dunque dei capitalisti. Non a caso il loro sistema ideale inizia a crollare, in Europa, a partire da lavoratori polacchi che chiedono diritti e dignità.
    Una volta chiedevano ai salariati la rinuncia alla proprietà privata, affinché tutto fosse organizzato dal Partito. Oggi la limitazione del salario e dei diritti dei lavoratori è per il Partito EUROPA. Con l'aggravante che stavolta Partito EUROPA e Capitale coincidono

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, di fronte alle rivendicazioni polacche,cosa puó essere meglio di un allargamento dell'EU all'Ucraina?

      Elimina
    2. ...la collisione con un asteroide?

      Elimina
    3. Dipende dove cade.Se finisce sulla Ciiina? Per gli amanti di Star Trek, un'assimilazione Borg risolverebbe ogni problema di moderazione salariale

      Elimina
    4. Cosa c'è di meglio di un allargamento della UE all'Ucraina? Un allargamento della NATO all'Ucraina (vero scopo della destabilizzazione). Così si porta una minaccia esistenziale a una potenza nucleare, e il possibile esito è nell'ordine di grandezza della collisione con un asteroide.

      Elimina
    5. Vorrei segnalare, così, tanto per dire, che per la prima volta l'UE ha apertamente sostenuto il rovesciamento violento di un governo legalmente e democraticamente eletto. Stamattina, il giornale radio di Radio3 ha chiamato il presidente ucraino "il dittatore." Yanukovitch è certo un coglione, ma non era un dittatore: era stato legalmente e democraticamente eletto dal popolo ucraino, con tanto di osservatori OCSe del pocesso elettorale che non hanno sollevato la minima obiezione; inoltre, i primi a sparare non sono statii poliziotti,ma i manifestanti, che di poliziottine hanno ammazzati una diecina prima che si decidessero a rispondere al fuoco.
      Domandina: che ne direbbe la UE se facessimo lo stesso anche qui? Tra l'altro, il nostro capo del governo manco è stato eletto da nessuno...

      Elimina
    6. @Roberto Buffagni
      Papandroeou, Berlusconi, Mubarak, Gheddafi ...

      Elimina
  20. Sarebbe O.T., ma forse non tanto.
    Qual è quel popolo che si fa dire allegramente e senza reagire, dopo 6 anni di crisi nera, che "La ricreazione è finita"? Forse lo stava dicendo più per la sua squadra che per gli italiani tutti, forse scherzava pesantemente sul suono di campanella, ma comunque una simile gaffe sarebbe stata volta in un crimine orrendo di lesa patria, se l'avesse pronunciata ad esempio B.
    Gli è che la non-reazione (fino ad ora, almeno) suggerisce che siamo una massa, non più un popolo. E che i mezzi di comunicazione etc. etc.
    Ci fosse uno straccio di giornalista che, alle parole di Olli Rehn "Padoan sa che cosa deve esser fatto", piantasse la grana di insistere a saperle anche noi, quelle cose, visto che a pagare saremo noi!

    RispondiElimina
  21. il prof mi ha anticipato e volevo dire questo.
    il mio pensiero (a parte i cretini lobotomizzati) e mi rifaccio ad un precedente intervento di un altro post è che questi (spesso) non conoscono l'abc dell'economia.
    salvo coloro che con aiutini vari pensano di ricevere incarichi non opponendosi a questo sistema io vedo questi motivi:
    a) sono cretini-ignoranti! perché puoi avere la pensione e lo stipendio della PA ma se capisci l'andazzo sai che prima o poi ti taglieranno la pensione o lo stipendio del 10-30%.
    cosa che chiaramente loro non si auspicano!
    se non fossero cretini-ignoranti dovrebbero sapere che uscendo e avendo un'inflazione triennale del 18% ed una crescita del 24% i loro stipendi aumenterebbero del 40% (nominale) quanto meno!
    diciamo almeno in modo reale del 20%!
    invece saranno segati del 20% con una perdita del 40%.
    Nel mondo dello sliding door un cretino-ignorante preferisce perderci il 40%.. cazzi loro? per la loro coglionaggine ci perdiamo tutti!

    2) è dura affrontare la realtà!
    ora, sinceramente, chi ha la capacità di comprendere di aver appoggiato un regime che ha creato la morte della speranza, distrutto diritti conquistati con guerre mondiali e milioni di morte, fatto perdere milioni di posti di lavoro, costretto al suicidio tante persone e fatto aumentare la mortalità?
    francamente comprendere questa cosa sarebbe uno shock!

    io non la banalizzerei perché siamo di fronte ad una situazione di una tale gravità che farsene una ragione (per chi appoggia il sistema sia chiaro) può condurre a turbamenti umani non da poco.

    RispondiElimina
  22. Penso di avere trovato, in una analisi psiclogica di Erich Fromm sul carattere autoritario, la spiegazione del carattere dell'eurista. Trascrivo qui l'analisi estratta dal suo libro: "Il bisogno di credere":

    "La struttura caratteriale autoritaria è la struttura di una persona il cui senso della forza e dell'identità si basa su una subordinazione simbiotica degli individui soggetti alla sua autorità. Vale a dire, il carattere autoritario si sente forte quando può sottomettersi e far parte di un'autorità che (in qualche misura sostenuta dalla realtà) viene gonfiata, divinizzata, e quando può nello stesso tempo gonfiare se stesso incorporando gli individui soggetti alla sua autorità. Si tratta di uno stato di simbiosi sado-masochistica che gli dà un senso di forza e un senso di identità. Facendo parte del "grosso" (qualunque cosa sia), diventa grosso a sua volta, se fosse solo, se dovesse fare da sé, si rimpiciolirebbe fino a ridursi a un niente. Per questo stesso motivo una minaccia all'autorità e alla struttura autoritaria é sentita dal carattere autoritario come un pericolo per lui stesso, un pericolo per la propria integrità. Perciò é costretto a combattere la minaccia all'autoritarismo come combatterebbe una minaccia alla propria vita o alla propria integrità".

    Secondo me questo tipo di carattere ha incoraggiato le più grandi sciagure anche nel passato più recente.

    RispondiElimina
  23. Nella testimonianza di Luca Cellai vedo che ci riconosciamo in tanti. Credo che la domanda da porsi è perchè c'è chi ha capito e chi continua a non voler capire ( o a negare) quello che è successo, quello che sta accadendo e che accadrà. Personalmente appartengo sia per anagrafe che per condizione occupazionale allo status di Alberto, quindi tra coloro che seppur esposti alle tempeste che già si intravedono all'orizzonte hanno qualche garanzia in più (per ora) rispetto ai più giovani. Eppure vedo che come me tanti hanno sentito il bisogno di approfondire il messaggio divulgativo ( che il prof ha lanciato a corum populo) a capirne la rilevanza ed intraprendere un percorso formativo molto appassionante ma anche impegnativo trascurando a volte le cose della nostra quotidianità. Per me ne è valsa la pena soprattutto per un fatto di verità e di libertà. Anch'io nel mio cammino quotidiano ho perso e sto perdendo amici e conoscenti che prigioneri delle categorie da affibbiare al prossimo mi tacciano di volta in volta come grillino o leghista e via di questo passo. Ma i fatti sono fatti. La differenza sta tra chi si ferma a leggere i titoli di copertina, ed al massimo i sottotitoli, e chi intraprende un percorso di documentazione e conoscenza vera. Ma se si perdono per strada gli ottusi ( che non vogliono ammettere di essere stati raggirati da chi avevano riposto fiducia e consenso) ve ne sono tanti ma tanti altri che si raggiungono e che desiderano essere informati anche perchè hanno compreso che qualcosa non gli torna rispetto a quello che sentono dal mainstream quotidiano. E' sicuramente una battaglia quasi impari ma che va perseguita perchè la storia ha i suoi percorsi ma a volte bastano piccole deviazioni per modificarne gli esiti e soprattutto il punto di arrivo. Comunico che sarò il 12 aprile a Roma che dalle anticipazioni sarà un evento difficilmente oscurabile. Attendo da Alberto i dettagli per partecipare.

    RispondiElimina
  24. Stamattina anche io mi rendevo conto, ridendo fra me e me, che è assurdo che la gente si arrabbi così tanto quando tu suggerisci, come strumento per rimediare alla crisi, l'opzione dell'uscita dall'euro: sembra quasi che tu parli male di sua madre.
    Eppure è "solo" una soluzione tecnica!
    E, come "soluzione tecnica" immagino anche come e cosa avverrà, per ribadire il concetto che nel mondo alcuni comandano e gli altri sono e saranno solo colonie:
    un bel lunedì, il Giuliano Amato di turno alla televisione ci dirà che l'Italia, dopo strenui tentativi di combattere la speculazione internazionale, dopo aver provato con la vendita delle riserve auree, con la patrimoniale, con il prelievo forzoso dai conti correnti, con la nuova "tassa per l'europa", dopo alcuni licenziamenti nella PA, nel taglio degli stipendi (leggi "riforme strutturali"), nel taglio delle pensioni e del welfare, beh... dopo tutti questi eroici tentativi... non ce li è fatta e l'Italia ha dovuto abbandonare l'euro e tornare ad una moneta debole. Questo, chiaramente, non è una cosa definitiva. Servirà all'Italia solo per vincere il momento difficile. Tra qualche anno la nostra nuova moneta sarà di nuovo riagganciata all'euro, in modo che potremo di nuovo, a testa alta, viaggiare insieme ai nostri fratelli europei... fino a quando, dopo altri anni... dopo ulteriori strenui tentativi di difendere la nostra valuta dagli attacchi della speculazione internazionale...

    RispondiElimina
  25. E' davvero devastante essere circondati da gente così, io lavoro in un ente pubblico, ma sono stata una delle prime persone a prendere una posizione contraria all'euro (a dire il vero sono da sempre euroscettica!). Quando se ne parla è perché tiro fuori io l'argomento, e se non dicono assurdità, tacciono. Non ho tessere di partito, né sindacali, ho provato a parlare dei pericoli dell'euro con sindacalisti, a far leggere loro degli articoli, ma ho sempre trovato un muro di indifferenza e di omertà, soprattutto un pesante silenzio, che nella maggior parte dei casi sarà rilassante, in questo direi proprio di no...ho fin litigato con il mio capo perché quando ho osato "attaccargli l'eurone" che (a suo dire) ci ha difeso dalle svalutazioni che fanno perdere potere d'acquisto, si è agitato al punto che stavano per saltargli gli occhiali dal naso insieme ai fogli con cui gesticolava animatamente!? Ma lui è un baby-boomer, io no, e per questo motivo vedo sempre più la mia "pensione" come un miraggio nel deserto che si allontana sempre di più, e soprattutto, se ci sarà, come un magro bottino con cui potrebbe essere molto arduo vivere. In ogni caso certe discussioni sull'euro mi hanno procurato sì incazzature, ma anche momenti "scoppiettanti" di rara ilarità, e soprattutto mi hanno allontanato da certi loschi figuri! Una persona, che poi ho scoperto essere molto in malafede, a proposito dell'uscita dall'euro, mi ha prefigurato "the day after" come: "il giorno dopo l'uscita dall'euro la gente si ammazza per comprare il pane! Addirittura scomodare il tumulto del pane!
    Altri "rifondaroli" o qualcosa di simile:-) che ho interpellato per organizzare un'eventuale conferenza di partito con il prof. Bagnai, mi hanno risposto che: "eh, ma vedi, il prof. Bagnai, con cui mi trovo così in sintonia per ciò che dice che sembra il mio fratello gemello, però "striglia" la sinistra, e mica tutti hanno piacere di sentire certe cose!"



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mastica. Dovranno chiedere scusa in ginocchio. E più aspetteranno, più dovranno stare in ginocchio.

      Elimina
    2. Condivido la stessa frustrazione che provo nel mio ambiente di lavoro ( una delle aziende distrutta dalla sinistra!? ). Molte volte mi sento come il protagonista in questo video;
      https://www.youtube.com/watch?v=DRkmb8jcCDk
      Purtroppo quando avverra' il " botto " non so se riusciremo a godere del fatto che qualcuno lo aveva previsto.

      Elimina
  26. Non credo molto al discorso generazionale. Per me il gioco si basa sempre sulla creazione di opposti, quindi attraverso la polarizzazione del consenso. Indubbiamente il colpo di genio è stata la "creazione" di Berlusconi. Per il csx, sia per quello che mentiva sapendo di mentire, che per quello (sì in questo caso, forse le ultimissime generazioni) che mentiva senza sapere (o sapendo di sapere come dice il prof.), è stato sufficiente avere un nemico ben identificabile, che non fosse il "capitale" - quello "cattivo", la libera circolazione, la deregolamentazione, etc... perché con quello ci si mangiava un po' tutti, sì il potere alla fine logora chi non ce l'ha - ma una personificazione del male, ed il giochino era fatto.
    Perché i "mali" di una singola persona (proiettati sulla collettività) potranno essere la corruzione, il malaffare, la prepotenza etc... non saranno mai temi generali, i temi universali di cui una volta la sinistra si occupava a tutti i livelli. In questo modo non solo si sono garantiti un futuro, attraverso l'alternanza in una finta democrazia, ma hanno potuto muoversi indisturbati, sottraendo dal dibattito i temi generali di una politica di sinistra.
    Tutto ciò che la sinistra ha prodotto, dico a livello culturale e mediatico, non concretamente, in questi anni è stato in funzione di Berlusconi (corruzione, conflitto di interessi, legge elettorale, giustizia) - tutti gli altri temi sono scomparsi.
    Le nuove generazioni in un certo senso sono peggiori (nel senso di più indifese), e non migliori, perché si sono abbeverate alla fonte dell'anti casta, senza filtri e senza strumenti. La narrazione anti-casta è stata infatti pompata a 360° (altro che censure) almeno dal 1992.
    Tutto ciò ha prodotto guasti incredibili, secondo me, da questo humus stanno prendendo forma progetti confusi, intrisi di retorica e slogan, sia da destra (vedi Tea Party) che da sinistra (vedi Syriza), che dal "nuovo".
    Perché non si reagisce? C'è una fortissima identificazione, in un momento di profonda crisi secondo me si accentuano i bisogni di identificazione, e non il contrario. Prima dell'eplosione della sinistra ci sarà una forte spinta centrifuga (il fenomeno Renzi), perché tutta questa "sinistra" si è costruita intorno all'idea dell'unico mondo possibile... quello del buonismo e della "democrazia".
    Anche perché per stare in piedi, questo mondo ha avuto e ha la necessità di moltissimi comprimari, soprattutto nel settore della comunicazione e dei media... c'è una fitta rete di amicizie, di interessi, di autoreferenzialità.
    E la giustificazione per "stare insieme", nonostante alcune verità comincino a circolare, è secondo me (oltre all'ovvio interesse economico) che c'è questa idea di appartenere all'unico mondo "buono" possibile, perché altrove c'è Berlusconi, c'è la corruzione, c'è il fascismo (termine che ha perso una sua connotazione reale nella mente del piddino), ci sono i razzisti.
    E' questa illusione, ancora radicata secondo me, che fa da collante e da giustificazione collettiva, anche di eventi come la tragedia greca (visto, presumo, come un collateral damage).
    E dall'altra parte (a destra) non è che le cose funzionino poi molto diversamente.
    E' probabile che la pensione tagliata, lo stipendio decurato e la patrimoniale sul conto corrente possano fare da catalizzatore... speriamo.

    PS.
    Io ho perso un paio di clienti per aver regalato una copia del libro del prof... ma confido sul fatto che prima o poi li risentirò e mi ringrazieranno

    RispondiElimina
  27. Per i più giovani funziona, invece, il meccanismo della negazione.
    Per vent'anni, da quando avevano vent'anni, supperggiù, sono stati bombardati dal messaggio di Berlusconi Babau, nemico dei giovani, dei lavoratori e dei poveri di tutto il mondo (messaggio che non ha mai smentito, vantandosene, anzi).
    Queste persone, per vent'anni sono state convinte di aver scelto la parte giusta, di votare per il meglio e di combattere un nemico terribile, da distruggere a tutti i costi.
    Certo, hanno visto l'ambiguità del PD, l'arrendevolezza delle varie sinistre critiche, tante piccole di sfumature che, però, venivano considerate un compromesso per poter allargare il fronte progressista ad uno spettro più ampio di istanze.
    Questi giovani o ex ci hanno creduto, hanno chiuso gli occhi, hanno accettato, per incalzare un'ossessione. Spesso hanno pagato in prima persona, col precariato o l'espulsione dal mondo del lavoro. Magari lavoricchiano, ma nulla di confrontabile a quanto raggiunto dai loro genitori. Ma hanno investito la quasi totalità della vita adulta in un progetto fallimentare o criminale.
    Si guardano allo specchio e si guardano intorno. Vedono le macerie fumanti e la distruzione. E capiscono. Sanno. Forse hanno solo intuito. Di essere complici o sostenitori di chi e cosa ha prodotto tutto questo, o di avervi contribuito fattivamente.
    Come puoi accettare di essere responsabile di tutto ciò, del male fatto a te, agli amici ed ai parenti, di aver distrutto un paese che funzionava, senza impazzire, senza cedere psicologicamente? Come poter concedersi all'autocritica, il più severo dei tribunali, senza venirne devastati?
    Hanno capito e non possono confessarselo. Sono ben contenti delle trasmissioni televisive, in cui coloro che hanno mentito loro per anni insultano chi propone una visione diversa, esultano se qualcuno dell'altro campo parla dell'euro come di un problema, perché possono illudersi ancora di aver avuto sempre ragione e possono così evitare di sottoporsi ad autocritica.
    Non potranno mai accettare la verità, anche per anni dopo la fine dell'euro; forse mai. Cercheranno di reprimere quella pulsazione che attanaglia la loro coscienza, per continuare ad illudersi di essere i giusti.

    RispondiElimina
  28. «Nessun popolo» cominciò, come leggendo riga per riga e nello stesso tempo continuando a
    guardare minacciosamente Stavrogin, «nessun popolo fino ad ora si è organizzato secondo i principi
    della scienza e della ragione; non c'è mai stato un simile esempio, se non per un attimo e per
    stoltezza. Il socialismo, per la sua stessa essenza, deve essere ateismo, poiché ha proclamato, sin
    dalla prima riga, di essere un'istituzione atea e che ha intenzione di organizzarsi secondo i principi
    della scienza e della ragione esclusivamente. La ragione e la scienza hanno sempre adempiuto, ora e
    fin dal principio dei secoli, una funzione unicamente secondaria e ausiliaria e così sarà fino alla fine
    dei secoli. I popoli si formano e si muovono con un'altra forza che comanda e domina, ma la cui
    origine è sconosciuta e inesplicabile. Questa forza è la forza del desiderio inestinguibile di
    raggiungere la fine e allo stesso tempo negarla. È la forza della continua e incessante affermazione
    della propria esistenza e della negazione della morte, lo spirito della vita, come dice la Scrittura, "i
    fiumi di acqua viva" del cui inaridimento tanto minaccia l'Apocalisse. Principio estetico come
    dicono i filosofi, principio morale, secondo la loro stessa identificazione. "La ricerca di Dio", come
    la chiamo io più semplicemente. Lo scopo di tutto il movimento popolare, in ogni popolo e in ogni
    periodo della sua esistenza, è unicamente la ricerca di Dio, del suo Dio, assolutamente proprio, e la
    fede in lui come nell'unico vero. Dio è la personalità sintetica di tutto un popolo, dalla sua origine
    alla sua fine. Non è ancora mai accaduto che tutti i popoli o molti di questi avessero un Dio
    comune, ma sempre ognuno ne ha avuto uno in particolare. È un segno della distruzione della
    nazionalità quando gli dèi cominciano a diventare comuni. Quando gli dèi diventano comuni, allora
    muoiono gli dèi e muore la fede in loro, insieme ai popoli stessi. Quanto più forte è un popolo, tanto
    più particolare è il suo Dio. Non c'è ancora mai stato un popolo senza religione, cioè senza concetto del bene e del male. Ogni popolo ha il suo proprio concetto del bene e del male, e il suo proprio
    bene e male. Quando molti popoli cominciano ad avere in comune il concetto del bene e del male, i
    popoli si estinguono, e allora la stessa distinzione fra il bene e il male comincia a scomparire.

    I demoni, F. M. Dostoevskij

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eppure mi sembrava di aver sentito che Dio era morto, che Marx era morto, e anch'io, se ci penso, non mi sento molto bene ...

      Elimina
  29. Per quanto riguarda i piddini col pallino del petrolio gli mostro questo graficuccio:
    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commonsb/b0/Crude_oil_prices_since_1861.png

    Andamento del prezzo del petrolio termini reali dal 1861. Mi pare o le fluttuazioni sono state ben superiori al 30% ? Mi pare o siamo sempre vivi ?

    L'Euro è indifindibile ma quello che veramente mi fa arrabbiare è lil ragionamento che lo sostieneo: "facciamo schifo, come potremmo fare senza qualcuno che si occupa di noi da fuori ?"

    In quest'ottica vanno lette tutte le varie classifiche mondiali che ci propinano dove siamo ultimi in tutto. Su Google news provi a cercare le parole "fanalino di coda":
    Ecco cosa viene fuori ad oggi:

    - Italia: fanalino di coda per finanziamenti alla scienza e alla ricerca
    - Piazza Affari fanalino di coda in Europa
    - Salari e costo del lavoro, Italia fanalino di coda
    - Eco - Codacons su Pil area Ocse "Italia fanalino di coda"
    - Occupazione, dal 2005 Italia fanalino di coda nella Ue
    - Istat, Italia fanalino di coda in Europa su web, banda larga e lettura ...
    - E-commerce, Italia ovviamente fanalino di coda in Europa
    - Italia fanalino di coda nei servizi pubblici
    etc. etc.

    Particolarmente irritante quell' "ovviamente" a metà.

    In poche parole, stando a quello che ci raccontano siamo "fanalino di coda" in tutto. Possibile ? O è più probabile che vogliano dequalificarci per renderci proni alla sovranità estera ? Lei che dice ?

    Comunque alle volte devo dire che non sono d'accordo nemmeno con chi vuol uscire dall'Euro e non dall'UE.
    Ma come, riconosci che l'Euro è una fregatura, che la BCE è dominata dalla Germania etc. Come fai a pensare che invece l'UE non lo sia ?

    Parlavo di queste cose con una docente di economia a Pisa. Mi diceva di come le asimmetrie non riguardano solo la politica economica. Già le PAC (politiche agricole comunitarie) ad esempio sono fortemente sbilanciate a sfavore dell'Italia.

    RispondiElimina
  30. @Ubaldo Lorenzo e altri
    vorrei però dire una cosa.. ieri sono stato al No€ day in cui è intervenuto un grandioso Borghi ma.. il punto è che la persone dubito sappiano di cosa si stia discutendo!
    o meglio..
    1) c'è l'agricoltore che ha capito (ma va!) che la UE è una sola perché le regole vengono ritagliate per il nord europa (che ha le praterie!)

    2) c'è la neolaureata in lingue che si chiede come si possa andare a lavorare in Spagna o altri paesi dove di lavoro non ce n'è neppure e sul sito dell'Unione Europea le informazioni sull' "application";

    3) c'è il lavoratore dell'Invernizzi che ha capito che vogliono che si cali le mutande e si pieghi a 90 gradi se vuole tenere il posto di lavoro

    4) e c'è il piccolo imprenditore che ha dato un saggio spettacolare di esperienza sulla legge di verdoon.
    ...

    Insomma.. ma nessuno ha in mente (penso pochi, come noi) il quadro generale!
    l'argomento è facile ma complesso e serve una reale cultura per essere compresa.
    di certo le persone che stanno andando in sofferenza sono sempre di più e saremo queste (quindi pure noi) ad alzare il grido di vergogna..
    ma questo accadrà quando il sistema sarà asfaltato, desertico!

    servirà l'abbattimento delle pensioni, la sanità veramente inaccessibile.. dopo di allora forse qualcosa succederà.
    ma sentendo i "rumors" della sala, le persone non hanno capito (e nemmeno gli interessa) cosa sia la svalutazione, il cambio equo.
    e non lo sa nemmeno Boselli (a parte che Repubblica ha riportato conclusioni un po' false sul suo intervento..)!
    e dico, parliamo di uno che le cose le mastica (dando tanti numeri eloquenti).
    FICCARSI che il "prezzo" dell'euro sul dollaro dipende da un marco virtuale che pesa 1,6-1,7 e una lira virtuale che pesa 1,15-1,20 e che quindi per definizione non possa essere 1,15 (come noi) perché significherebbe che noi dovremmo passare a 1 ad esempio e loro (gli alemanni) a 1,5 è dura da capire!

    il fatto che il problema è smarcarsi da chi pesa tanto e sfrutta le ns debolezze in modo da ripartire è dura.. ma solo chi ha studiato e seguito il percorso del blog può capirlo.

    PER IL RESTO c'è la sofferenza di noi.. dico noi perché sappiamo cosa ci aspetterà.
    e francamente sono 3 anni che non ne abbiamo (ahimé) sbagliato una (di previsioni)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna studiare, molto, avere liberato la mente da ogni pregiudizio.
      Questo percorso purtoppo non sarà battuto dalla maggior parte.
      Le persone si sveglieranno quando avranno fame !
      Dobbiamo individuare questioni che vadano a toccare direttamente lo strato emozionale.
      Altrimenti il carissimo e apprezzatissimo, qui, Borghi continuerà ad essere deriso in televisione da giornalisti che trascineranno in una idiota e lugubre risata tutto il pubblico.

      Elimina
  31. @Nicola Branca
    mettiamola in questi termini.. Il sistema bancario tedesco ha impegni per 650 mld.. spesi già 300 mld.
    se ne impipperanno di metterne altri 350!
    il punto è che continuando con questo sistema dreneranno la ricchezza altrui (patrimoniali, aumento tasse, acquisto di società sane ad 1€)..
    perché smettere?
    chi deve pagare per chi?

    quando poi il sistema bancario italiano salterà allora faranno quello che hanno richiesto negli anni 90: SE LO PRENDERANNO!
    perché volevano anche questo!

    poi rimarranno loro e i francesi e sistemeranno i trattati.. nel frattempo un popolo uscito abbagliato da tangentopoli crederà di essersi meritato pure questa pena.
    d'altro canto, chi ricorda chi è morto per difendere il sud dall'invasione dei sabaudi?
    NESSUNO!
    erano semplici briganti.

    quanto tutto sarà morto la china non potrà che risalire.
    la domanda è: tutta 'sta gente che sta morendo qua che farà? capisco i tanti suicidi e morti.. ma non tutti possono e vogliono ammazzarsi..
    sarà un autentica polveriera e non oso pensare la criminalità che ci sarà.
    ed è questo il punto che più mi spaventa.

    anche perché bisogna tenere conto che nemmeno dall'altra parte del mondo se la passano bene e si rischia grosso, veramente grosso (intendo una guerra).
    a questo punto però i miei pensieri diventano più cupi..
    pensano ad un'altra guerra come sciaquone demografico?
    Il solo pensiero mi fa accapponare la pelle..

    Bah, viva la demenza di sinistra su questo internazionalismo bello e buono

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @valsandra
      Scusa non ho capito na mazza ma ho dei dubbi.
      1) sono terrone, Salvini no
      2) motivi ideologici, Alemanno no
      3) che il comunismo abbia fallito mi pare sia ormai storia
      4) sui tedeschi scherzavo, credo che non bisogna tardare tanto. In matematica non sono ferrato. L'isteresi io al ho capita così.
      C'è una sbarra di ferro piantata nel muro, se la piego troppo questa benedetta sbarra mi rimane piegata a 90 gradi, e quindi il cetriolo gigante.....
      Ora siccome il culetto è mio, questo trattamento non è di mio gradimento forse è meglio se facciamo presto. Non come intende il direttore del sole 24. I suoi datori di lavoro hanno mezzi per difendersi che io non ho. Probabilmente loro con le delocalizzazioni sperano di guadagnare meglio, anche se non so se funziona proprio così.
      Tutta sta tiritera perchè non son sicuro di aver capito bene.
      Nicobra

      Elimina
  32. «L’assistente del segre­ta­rio di Stato Vic­to­ria Nuland ha detto al Natio­nal Press Club di Washing­ton, lo scorso dicem­bre, che gli Stati Uniti hanno inve­stito 5 miliardi di dol­lari (…) al fine di dare all’Ucraina il futuro che merita», così scrive Paul Craig Roberts sul suo blog. Lui è ex assi­stente al Tesoro degli Usa e dice cose docu­men­tate. E ho letto che la Nuland ha già scelto i mem­bri del futuro governo ucraino per quando Yanu­ko­vic sarà stato spo­de­stato (o fatto fuori). L’Ucraina potrà avere così «il futuro che merita».
    L'Ucraina russofona del sud-est  ricco è già in allarme e si prepara per una possibile secessione, oltre che a difendersi armi in pugno dalle bande armate che hanno destituito il capo di governo legittimamente eletto. Questa parte del paese vuole sottrarsi dal controllo di un governo filo occidentale dal quale, certamente, non sarebbe favorito. La situazione, quindi, è incandescente, terreno fertile per quelli che hanno finanziato la rivolta i quali non si accontenteranno di una divisione del paese e cercheranno sicuramente di andare oltre.  Si può sperare nella lungimiranza strategica della élite russa ma sarà difficile sottrarsi ad un conflitto che gli USA e la NATO stanno in tutti i modi cercando.
    Il punto è che non si è ancora capito se i conflitti suscitati un pò dovunque (ora è la volta anche del Venezuela) sono gli ultimi colpi sferrati da una bestia morente o, invece, lo scopo del capitalismo finanziario, visto che,  per le sue dinamiche e in assenza di regole,  logicamente non poteva reggere, era proprio quello di suscitare questa conflittualità diffusa. Perchè tutto questo? Forse che ci vogliono "condurre verso un fine superiore"?

    RispondiElimina
  33. Ho visto il partito comunista,1973, fare il salto della quaglia, con i primi embrioni di
    compromesso storico, cominciano le privatizzazioni viene chiamato Prodi il primo vero liquidatore dall'IRI, l'alfaromeo viena ceduta alla fiat, che si era già mangiata la lancia, l'innocenti, la piaggio,eccecc. nonostante vi era, un'offerta molto vantaggiosa da parte della ford, con il ricatto che se passava l'accordo ford mandava a casa gli operai di mirafiori! Inizia cosi il declino dell'alfa, dietro compensi allettanti di decine di milioni si veniva chiamati dall'ufficio personale, ti veniva proposta una buona uscita, a botte di 20 30 40 5o 100 milioni erano tanti soldi, venivi corrotto e accettavi il licenziamento, oppure l'avanzamento di carriera, solo una percentuale che io stimo intorno al 10% non ha accettato il ricatto, mi onoro di essere tra questi “coglioni”! Il piano della corruzione ha origini lontane, quello che è successo all'alfa, è la messa appunto di un sistema vero e proprio, credo sia accaduto in buona parte d'Italia, il compromesso storico a portato alla divisione della torta italica, a una spartizione capillare dei posti di potere, con livelli differenti, ma con un sistema capillare, che coinvolge, sindacati, banche, assicurazioni, coop, rosse e bianche, appalti per le grandi opere, comuni, provincie, regioni, e in buona parte dell'apparato statale, sono figli di questo sistema e se ne fottono della fine che farà il nostro paese, loro hanno fatto la scuola dei ruffiani, prendendo, licenze, diplomi, e lauree, col massimo del punteggio,caro Luca Cellai io e tanti anni che canto fuori dal coro, non ho nulla da spartire chi oggi e piazzato è non vuole cambiare una virgola di questo stato!! e vero che la nostra rivoluzione è fallita, in parte anche per colpa nostra, ma per distruggere il vento “eversivo” che tirava in quegli anni, hanno usato tutti i mezzi possibili e inimmaginabili,di tutto, stragi, intrighi, droga, corruzione, eccecc. Questa è solo una testimonianza, che spero possa aiutare a capire le origini, di questo sistema cosi cieco da scavarsi la fossa da solo!! a gli storici il resto !!!un sopravvissuto.

    RispondiElimina
  34. @Salvatore Penzone..
    pensavo proprio io la stessa cosa.. da un anno circa (nel dicembre 2012 non me la sono sentita di darla per pudore.. è troppo pesante e non mi sono assunto questa responsabilità davanti a 20 persone.. oh, erano poche ma poteva essere anche una sola ma è troppo pesante già sola a pensarla) questo pensiero mi attanaglia.
    d'altro canto le guerre servono come sciaquone

    RispondiElimina
  35. A me spiace molto che i piddini soltanto oggi si rendono conto che la sinistra non è ne socialista, ne comunista.
    La sinistra come sostenitrice del socialismo è morta nel 1989, da allora la sinistra è qualcosa di diverso.
    Una volta caduto il muro di Berlino, una volta caduto il CCCP, è finita la sinistra socialista. Non può esistere la sinistra socialista senza il sogno di uno Stato Comunista.
    La sinistra, o meglio il socialismo, hanno pienamente senso se perseguono l'obiettivo dell'emancipazione dei lavoratori, da salariati a capitalisti. Il Comunismo permetteva questa emancipazione attraverso lo Stato, che diveniva esso capitalista e quindi rendeva capitalista anche il cittadino. Tolta questa prospettiva cosa rimane?




    L' ho scritto già in altri commenti e ora lo ripeto, finchè qualcuno non avrà il buon cuore di darmi una risposta: perchè il padre di mia nonna lottava e protestava per diventare capitalista, chiedeva la terra da coltivare, mentre mia nonna ad un certo punto ha cominciato a chiedere e protestare per lavorare. Perchè tutti chiedono di lavorare, ma nessuno chiede più un capitale? Per me è pura follia, chiedo aiuto ai lettori del blog, aiutatemi a capire perchè tutti vogliono uno stipendio e nessuno vuole un capitale.




    Logicamente capisco benissimo perchè la sinistra e i sindacati non portino avanti queste proposte, vorrebbe dire uccidere il proprio elettorato.

    Il problema è che non tutti, in questi anni, hanno notato che è la destra a proporre l' emancipazione da salariato a capitalista, e anche questo per ovvie ragioni elettorali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che proprio non capisco quello che vuoi dire? Qualcuno mi traduce?

      Elimina
    2. Credo che non si capisca, perchè non è chiaro dove si vuole andare a parare.
      Comunque la domanda principale è: perchè il padre di mia nonna lottava e protestava per diventare capitalista, chiedeva la terra da coltivare, mentre mia nonna ad un certo punto ha cominciato a chiedere e protestare per migliori condizioni di lavoro e noi protestiamo per avere un lavoro.
      Se implori di comprare quello che vendi, alla fine lo vendi a poco, perchè si sa che l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più.
      Il padre di mia nonna, e tutte le generazioni precedenti, sapevano che se vuoi vendere bene, non devi aver bisogno di vendere. Se a una persona togli la proprietà della casa e togli la possibilità di reperire da mangiare, quella persona sarà sempre costretta a vendere a poco o un po di più di poco.
      Il comunismo proponeva la collettivizzazione dei capitali.
      La sinistra, invece, dopo la fine del comunismo russo ha sempre lottato per vendere a un po di più e ha sempre lottato, vedi la patrimoniale, per non permettere a nessuno di passare dall' altra parte.

      Elimina
    3. Ah, ok, va bene. Guarda, in effetti tu è meglio se zappi la terra, anziché una tastiera. È tanto liberatorio e io perdo meno tempo. Quindi la terra è il capitale? Bene, continuiamo così...

      Elimina
    4. Lollismo allo stato puuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuro ...

      aiuto sto maleeeeeeeeeeee ...

      Elimina
    5. Credo che Alessandro intendesse dire che in molti oggi sono servi del capitale come una volta in molti furono servi della gleba e che come allora l'aspirazione era a possederla, la gleba, invece che a lavorarla da servi, così oggi si aspetterebbe una aspirazione a possederlo, il capitale, invece che a lavorarlo da servi. E sostiene che la sinistra, avendo iniziato col manifesto di dar la gleba a chi la lavorava, dovrebbe proseguire perseguendo l'accesso alla proprietà del capitale per chi oggi lo lavora da servo e non un maggiore accesso alla servitù a qualsiasi costo (lavoro sottopagato). Più o meno. Quanto il ragionamento stia in piedi, ovvero che il capitale oggi dia servitù simile alla gleba di ieri (un operatore di call-center come uno zappatore medievale) non sono in grado di valutarlo, ma forse non destina automaticamente Alessandro medesimo alla zappa ;-). Circolano idee peggiori, o no?

      Elimina
    6. Diciamo che Alessandro ogni tanto si sa esprimere meglio, e gliel'ho anche riconosciuto. Se il problema è la proprietà dei mezzi di produzione, la soluzione è la rivoluzione. È stata tentata ed è stato un fallimento. Se vogliamo ragionare del perché sia stato un fallimento, e del fatto che non debba necessariamente sempre esserlo in futuro, va bene, il discorso a me interessa, però il discorso è lungo, nel frattempo la gente si ammazza e ci vorrebbe quanto meno un altro blog.

      Senza rancore, ovviamente. Io a Alessandro13 voglio bene, come a ognuno di voi.

      Elimina
    7. @Enrico Pesce -E sostiene che la sinistra, avendo iniziato col manifesto di dar la gleba a chi la lavorava, dovrebbe proseguire perseguendo l'accesso alla proprietà del capitale per chi oggi lo lavora da servo e non un maggiore accesso alla servitù a qualsiasi costo (lavoro sottopagato)-
      - la rivoluzione. È stata tentata ed è stato un fallimento-
      Sostenevo esattamente queste cose e ne traevo una conclusione:
      la sinistra, dopo la fine del regime sovietico, ha rinunciato all' obiettivo dell' emancipazione dei lavoratori e ha puntato al miglioramento delle condizioni dei lavoratori.
      Questo perchè, non potendo più vendere il sogno rivoluzionario, ha cercato di mantenersi il suo elettorato, il lavoratore, senza proporre più l' emancipazione, che avrebbe comportato la propria morte, mentre è la destra che ha proposto più volte tale emancipazione, spingendo ognuno a diventare imprenditore di se stesso.
      In sostanza i poli si sono invertiti per ragioni elettorali.


      Cerco di comprendere, avventurandomi in nuove strade, perchè oggi la sinistra è quanto di più ordo liberista esiste. Essendo nuova la strada, potrei aver sbagliato le scarpe, ma sarei curioso di sapere dove porta questa strada.


      Non porto rancore, anzi capisco il prof. e provo a giustificarmi dicendo, che non sempre le ciambelle riescono con il buco, soprattutto quando si prova a farle la prima volta.

      Elimina
    8. Sì, ora è più chiaro, e forse ha anche un senso. Bisogna capirsi su cosa intendiamo per emancipazione dei lavoratori. Ci sono diverse opzioni. Una è quella di tornare a questo tipo di civiltà. Il problema non è solo politico, ma diventa antropologico, in altri termini. E così si esce definitivamente dal campo delle mie competenze. Mi appello al quinto emendamento. Grazie per i chiarimenti. La zappa può attendere (basta raccogliere).

      Elimina
    9. Alessandro, "...ha puntato al miglioramento delle condizioni dei lavoratori." , non mi torna proprio, però! Tutto la sinistra ha fatto, meno che questo, come più volte è stato dimostrato in questi luoghi. L'elettorato lo ha mantenuto in altro modo, in parte proprio per l'incapacità di comprendere di cui si parlava e che tale elettorato contraddistingue. Condivido invece in parte "...senza proporre più l' emancipazione, che avrebbe comportato la propria morte...".
      Prove scientifiche dell'influsso dell'emancipazione tramite accaparramento di capitale sull'io votante che, se non confermate, risultano almeno divertenti e in linea con l'intuizione delle umane cose sembrerebbero darti ragione!

      Elimina
    10. Per emancipazione, senza tornare indietro nel tempo di migliaia di anni, potrei proporre le case popolari o quanto meno la possibilità di costruirsi una casa, anche abusiva (la casa è pur sempre un capitale).
      La sinistra e in particolar modo la CGIL, pur di non permettere ad un lavoratore di divenire un capitalista, propone in modo ossessivo la patrimoniale, che è solo una barriera all' entrata per un lavoratore che vuole diventare capitalista. L' IMU, ad esempio, più che una barriera è una vera e propria ancora, infatti anche se posseggo una casa, sono costretto a lavorare pur di avere un tetto sotto il quale dormire.
      E la casa è solo un esempio.

      Elimina
    11. @Alessandro13

      C'è qualcosa che continua a non tornarmi nella tua definizione di capitalista, sai? Non so, sento una stecca. Ma ti posso chiedere quanti anni hai (anche se forse ce lo hai già detto)...

      Elimina
  36. SEL, Rifondazione comunista fanno girare le balls!
    una cosa per esempio è stato il PDL in cui la gente ha visto come Sacconi e Brunetta odiassero (odiano) le conquiste della sinistra ed avevano (hanno) il desiderio di asfaltare (questi diritti)...
    ma erano palesi, schiumavano rabbia!

    insomma, alla fine non hanno fatto privatizzazioni e minimizzato i danni...
    ora vedi che qualcuno di Forza Italia (ex PDL) si è staccato e prova a difendere la costituzione.
    La Lega (che deve chiedere scusa al Sud e insieme ad altri riproporre un patto di Unità Nazionale.. processo storico che non si avverrà ma che sia chiaro, ci dovrebbe essere) che sorpassa tutti ed è l'unica a difendere questo paese e i lavoratori vi sembra una cosa normale?

    Sì!
    perché il prof lo aveva detto 3 anni fa..

    RispondiElimina
  37. Prof, io non la posso aiutare, faccio già fatica a capire gli alunni del Liceo Classico dell'Illinois ...

    RispondiElimina
  38. Piccolo trattato di epistemologia piddina

    Vedete, io vivo a Piddinia (Bologna, nda) e qui il pensiero unico (per meglio dire, l’unificante assenza di pensiero) è inscalfibile e adamantina, perchè qui il partito è eretto a sistema e infiltra, in ogni anfratto, la vita pubblica e privata. A curtura (per meglio dire, quell’assieme di inconsistenti buffonate che è così definito) è monopolizzata in ogni sua manifestazione, dal convegno, alla presentazione di libro, all’accademia (Alma Mater Studiorum, pensate un po’, ma dai tempi dell’Aquinate al convento di San Domenico è passata un po’ d’acqua sotto i ponti)

    Alla fine riesco ugualmente a divertirmi (si chiama sublimazione), specie quando parlo con gli amichetti in federazione perché, già tre anni fa avevo loro prospettato quello che stava accadendo ora. Non sono un genio (o meglio, lo sono, ma non in queste cose), ma bastava unire i puntini, e poi io sono po’ populista e nazionalista, non mi piacciono le ammucchiate attorno a un santino (quello dimenticato negli elenchi di qualche post fa, ovvero il padre dell’ex fidanzata di Padoa Schioppa, che scriveva nel 43 in esilio a Ventotene e poi è rimasto affezionato alle idee della sua giovinezza, senza contare che la situazione era leggermente cambiata). Poi previdi che loro non avrebbero vinto le elezioni, perché il berlusca era lì per prenderli e gli ortotteri avrebbero preso almeno il 22%: il giorno prima delle elezioni ridevano, il giorno dopo non più. E io dissi loro: “ma voi siete un Grande Partito, possibile che non abbiate analisti migliori di me che sono un semplice passante?”
    Così, quando parlavo del tramonto dell’euro (non il Tramonto librario, quello fattuale) dicevo sempre loro: -Non voglio mica che mi diate ragione, tanto so che me la darete -(la ragione, che vve credete)

    Ora quando mi vedono si toccano i maroni (come si dice qui).
    Poi mi invitarono anche alla Festa dell’Unità per presentare il mio libro, ed io approfittai del consesso per parlare un po’ di diritti cosmetici e dissi loro: “Forse molti di voi non lo sanno, ma nel Congo (DR) occidentale, nella meravigliosa regione dei laghi -un paradiso terrestre, se non fosse per qualche piccolo difetto che vi dirò- da trent’anni si combatte una sanguinosissima guerriglia (coltan, oro, uranio, terre rare) con centinaia di migliaia di morti. Addirittura i guerriglieri fanno violentare le donne dei villaggi conquistati, dai loro compari malati di AIDS per infettarle (mormorio del pubblico). Be’, in tutto questo, noi abbiamo una ministra che viene dai quei luoghi, Lubumbashi, per la precisione (informazione superflua ma, siccome loro non la conoscevano, era utile per metterli un po’ in soggezione); e, dall’alto del suo scranno, con le enormi possibilità che aveva di parlare con la stampa e portare all’attenzione dell’opinione pubblica, non ha speso una parola per il suo infelice popolo e, invece, ha preferito parlare di “genitore 1 e genitore 2” e di “femminicidio” (vedi 48).
    Be’, pensavo che mi avrebbero tirato i pomodori (o le banane), e invece è stata una standing ovation, un momento liberatorio (il che mi ha ricordato Alberto con Fassina: “liberati!”, rinuncia al male!)
    Sono strani i piddini...mi ricordano spesso Leopold von Sacher-Masoch (la base, mentre il vertice mi ricorda più Donatien Alphonse Francoise nell’analisi Adorno e Horkheimer , che fa il paio con l’orrore di Kurtz): la risposta non è mai dentro di loro, epperò è sempre sbajiata: il loro cervello contiene solo un neurone, ma due sinapsi: una è collegata alla Federazione e l’altra a Repubblica

    segue

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A Modena ( patria "elettiva" della ex ministra ) è la stessa cosa... :D seguire le tracce della sua "onlus" è interessante, ovunque portano tranne che a Lubumbashi. XD

      Elimina
    2. senti ma la devi smettere di farmi ridere cosi. se passi in strada maggiore 3 (in Piddinia) sotto le 2 torri fermati un secondo a salutare il giornalaio che vende il miele.
      Complimenti...scusa ma devo finire di leggerti

      Elimina
    3. che libro hai scritto ..val le pana comprarlo se solo è divertente un infinitesimo di questo ...

      Elimina
  39. Segue

    Tuttavia, ad una cena mi è capitato un dialogo ben più succoso (Piddinia è piena di sorprese), vi era una giovane (intorno ai 40-42) economista che insegnava in una prestigiosa università britannica (una di quelle che fanno le gare di canottaggio) e, pensate un po’ cosa insegnava? Mirabile dictu: macroeconomia.
    Dopo qualche amenità del tipo: “Ah, ma nell’università italiana è tutto casta-cricca-coruzzione (per carità, non che sia falso in senso assoluto) e, alla mia età sarei ancora stata lì a far le fotocopie al titolare di cattedra”, alle quali io annuivo stancamente (“che cazzo me ne fotte”, pensavo: io sono un cuor gentile), le chiesi di cosa si occupasse (di grazia), scoprendo che il suo oggetto di ricerca fosse il divario di produttività nelle differenti regioni all’interno di alcuni stati (tipo Lombardia-Campania o Baviera- Mecklenburg Vorpommern).

    Poi, verso la fine della cena commisi l’errore capitale di dare per scontato che, visto che doceva macroeconomia in un’università de prestiggio, per di più fuori dall’area della Weltanshauung della moneta unica, anche lei ritenesse che la suddetta fosse stato un errore di portata storica.
    -Ma che dici?- mi aggredì con la foga di un’Erinni -Sarebbe una follia, se tornassimo alla liretta (sic), non potremo più permetterci di importare le materie prime energetiche- ovvero quelle che sono definite più precisamente idrocarburi (nda)
    -Di grazia- le domandai -ma tu lo sai quanto incide la fattura energetica?- Non dissi “sulle importazioni”, ma lo davo per scontato
    -Sarà il 60%- mi disse con sprezzante sicumera
    Alzai un sopracciglio, come faceva talora Cary Grant o Sean Connery –Scusa, il 60% dde chè?-
    -Il 60% delle importazioni”
    Purtroppo per lei io ho buona memoria
    -No , guarda, la fattura energetica 2012 (eravamo nel 2013) è stata di 62 miliardi di euri, il 4% del PIL e circa il 14% delle importazioni, considerando che il turismo dall’estero è in attivo per 48 miliardi, potremmo quasi permettercela solo con quello-
    Cercò di rifugiarsi in un campo più fumoso: -No, intendevo il 60% del costo industriale dei prodotti-

    Pensai che il signore acceca chi vuole perdere e, a quel punto, mi incazzai alquanto, un incazzatura di quelle che non esplodono ma che, per poter essere placate, esigono l’annichilimento dialettico dell’interlocutore: cazzo, tu insegni macroeconomia in cotanta università e io sono solo un umile manovale (χειρουργός)...
    -Ma scusa, le dissi, se così fosse non avrebbe senso importare alcunché, le differenze di costo sarebbero minime, se ci mettiamo anche il trasporto. In realtà, il prodotto a più alta intensità energetica è l’alluminio, e se consideriamo che è un prodotto a basso valore aggiunto, l’incidenza del costo energetico sarà non più del 30%-
    Allora, visto che con l’ignoranza non incantava nessuno si rifugiò nella più retriva ideologia degli slogan
    -E’ inutile nascondersi, il problema dell’Italia è la produttività, non siamo abbastanza produttivi- la durezza del vivere –i tedeschi invece lo sono-
    - Ma, mia cara – il “mia cara” è sempre molto efficace – hai mai sentito parlare delle riforme Hartz, dei minijob?- Inutile dire che gli astanti, a quel punto erano divisi tra attoniti e divertiti
    -Sì, ma è un fenomeno marginale- rispose
    - Be’, marginale fino a un certo punto, visto che sono più di 7 milioni, e sai quanto vengono retribuiti?-
    -Mi pare di aver sentito- (sic) –circa 800-1000 euro-
    “Ma come «mi pare di aver sentito?», cazzo, ti occupi di queste cose!”, pensai
    - Purtroppo non è nè la prima nè la seconda, sono 450 euri-
    Alcuni astanti trattenevano a stento i risolini e lei iniziò ad arrossire e a guardare continuamente verso il basso. Pensai che le fossero venute le mestruazioni e non avesse l’assorbente. Qualunque fosse il motivo, cominciò a diventare davvero aggressiva:
    -Sì, perchè, secondo te dovremmo andare avanti a fare svlutazioni competitive come ai tempi della liretta-

    continua

    RispondiElimina
  40. segue (ultima parte)

    Non c’entrava un beato cazzo, con la risposta precedente ma, tant’è
    -Scusa un po’- le chiesi – visto che non sono un economista. E tu una macroeconomista (ovvero un’economista molto grande, come il pennello o la moneta) potresti definirmi il concetto “svalutazione competitiva” che non ho mai ben compreso?-
    Mi guardò con una certa sufficienza
    -Oh, è semplice, quando la banca centrale stampa più moneta-

    “O Signore, perché mi hai abbandonato?” pensai

    -Perdonami- le dissi- ma lo sai quanto vale il mercato delle valute? Be’, te lo dico io: circa 5000 miliardi di dollari al giorno: ci vorrebbero le rotative del Carlino a pieno regime perchè un’eventuale banca centrale stampi tanta moneta per comprare abbastanza valuta straniera da riuscire contrastare i mercati. Perché, sai, se i mercati ritengono che una moneta sia sottovalutata, la comprano e pertanto il suo valore sale. Ti ricordi quando quel’insigne banchiere centrale cercò di far rimanere la lira nello SME? Bastò un ungherese qualunque per fargli un culo così-

    Insomma discutemmo un altro po’ e ci salutammo con un sorriso. Purtroppo per lei la fanciulla in questione non era affatto bbona, il che avrebbe reso me più buono nell’argomentare (sapete, il discorso di quanto tira un carro di buoi), ma me ne feci una ragione: non si può piacere a tutti
    (E meno male che non ho citato alcune delle mie fonti)

    Per capire i motivi del negazionismo dei piddini circa la "rotonda verità" sull’europa e sull’€, non basterebbe un trattato di epistemologia, di quelli ben fatti, non quelli del maestro di Soros. Pensavo a Polanyi ( il fratello Michael, non Karl), oppure Quine, ma forse sarebbe meglio il Giordano Bruno del De vinculis, letto al contrario (ovvero dalla parte della vittima), o il commento di Adi Shankara (non Thomas) alle Upanisad
    Insomma, un rapporto costi-benefici piuttosto svantaggioso, è più facile mandarli a
    cagare ma è meglio assumere quell'aria altera da "io so' io e voi nun siete un cazzo", perchè, in fondo, a loro piace essere trattati così

    Ps. Se la gente non morisse per maastricht sarebbe divertente. purtroppo la gente muore per maastricht

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Standing ovation, e poi per email mi dici chi è questa testa di cazzo, che mi sembra del tutto isomorfa alla madonnina infilzata che ogni tanto si affaccia su Twitter (e della quale, chissà perché, mi ha parlato un economista quebecquois di passaggio, dicendomi, tanto per cambiare, quello che mi aspettavo mi avrebbe detto).

      Elimina
    2. Pensa un po' che non mi ricordo neanche come si chiama: sono un bieco sessista, con quelle non trombabili (con rispetto parlando per le signore presenti sul blog) non mi concentro molto sul nome.
      Comunque posso chiedere alla padrona di casa

      Elimina
    3. Centro?

      http://www.econ.cam.ac.uk/people/crsid.html?crsid=ef307&group=faculty

      Elimina
    4. L'abbassamento di livello equivalente al ben più famoso "cu..na inchia..bile", mi fa pensare che l'episodio non è mai avvenuto e te lo sei solo immaginato per farti bello nel blog. che squallore!

      Elimina
    5. @Marco S.

      Direi di no, per almeno due motivi, uno dei quali è che la prof. Faraglia si occupa di economia monetaria, non di convergenza reale (produttività e altro). Guardate che anche Riccardo Trezzi dice che insegna a Cambridge, ma è studente di dottorato (o forse ha preso il dottorato, non so). Secondo me, se uno è ottuso come la persona descritta dal Velo di Maya, forse va cercato fuori dalla "faculty" (docenti di ruolo): magari nel Research staff, o nelle cucine... Non diamo della vera professione un'immagine così biecamente negativa...

      Elimina
    6. @otto

      Sul livello non mi pronuncio. Sull'episodio sì. Potrei documentarne a centinaia. Continuate a non capire che dire "economista" è come dire "musicista". Forse voi, che siete solo quello che siete, non avete mai letto un bando di concorso di qualche orchestra. Non c'è scritto "cerchiamo musicisti". Chiaro? Quindi l'episodio secondo me è assolutamente veridico, e, se permetti, a me non disturba che a squallore si risponda con disprezzo. Se tu sei disturbato, clicca altrove e vaga per l'interminato mondo del PUDE. Stiamo lavorando anche per te.

      Elimina
    7. @Marco S.

      Non farei la caccia al tesoro, io non so a che livello accademico fosse costei, mi sono limitato a ciò che mi disse

      @Otto

      L'impolitically correct e la critica ai diritti cosmetici (quando quelli sostanziali sono calpestati) è una tecnica che uso per separare il riso dal loglio, sai la metafora
      "Quid autem vides festucam in oculo fratris tui, et trabem in oculo tuo non vides? Aut quomodo dices fratri tuo: “Sine, eiciam festucam de oculo tuo”, et ecce trabes est in oculo tuo? Hypocrita, eice primum trabem de oculo tuo, et tunc videbis eicere festucam de oculo fratris tui.", cosa che, da queste parti è molto frequente.
      Ovviamente questo non è rivolto a te, è solo parlare in senso generale.
      Sai, ognuno usa gli artifizi rettorici che conosce e che secondo esperienza ha trovato efficaci, così gli epistemic tools
      Io poi sono un po' all'antica, ragiono secondo responsabilità, se ti occupi di una cosa, n un ordine sociale, sei anche responsabile verso il prossimo tuo (che, tra parentesi, lavora e paga tasse per consentirti un certo ruolo accademico), e quanto più è alto il livello nel quale te ne occupi, tanto più alta è la tua responsabilità.
      Capisco che nell'ambito economico questo è meno immediatamente visibile che in una tecnè applicata (ovvero una di quelle che Varrone chiamava arti meccaniche), ma le conseguenze di una errata visione possono essere ben più pesanti, perchè si ripercuotono su un ambito ben più vasto

      Poi, dicono che Franz Stangl fosse formalmente molto educato

      @Alberto
      Vedi, l'economia (in senso lato) come la medicina (in senso lato), ha una componente di tecnè (che è insindacabile) e un parte di episteme (che è sindacabile).
      Ovvero io non posso contestare ciò che tu conosci nel tuo campo e tu nel mio, ma i metodi e gli strumenti con cui otteniamo questa conoscenza, sì. Possiamo riconoscere la malafede, i biases, le dissonanze cognitive, ad esempio
      L'economia ha il difetto che eè molto più "in piazza", in questa piazza ognuno dice la sua (compresi gli economisti), e il profano non riesce a distinguere i biases, le dissonanze cognitive, i diversi livelli di competenza, e quindi sembra tutto doxa (d'altronde il profano fa anche fatica a distinguere tra Von Karajan e Bohm).Per discenere, ovviamente bisogna andare verso l'episteme, ovvero aprire quelle scatole che hanno dentro tanti fogli e lettere, con poche figure (a parte i grafici), cosa che io, umilmente, faccio sempre, ma che pochi fanno. Poi, vedi in un sistema complesso come l'economia mondiale le variabili sono troppe per avere una visione univoca, ma credo che vi siano alcuni capisaldi imprescindibili (vedi OCA, ad esempio), così come il corpo umano è altrettanto complesso, ma se il cuore si ferma tutte le variabili si annullano.
      Ma il fatto che siate stati così pochi a evidenziare queste semplici verità, dovrebbe far riflettere sulla componente epistemica

      Elimina
    8. Forse dovremmo rivalutare l'università italiana che lascia questi geni dell'economia nella sala fotocopie.

      Elimina
    9. @ Diego
      Infatti il mio prmo pensiero fu: "be', ma vedi che alla fine l'università italiana non funziona poi tanto male"

      Il problema, comunque rimane sempre quello che un energumeno che docet in un'università americana (ogni riferimento è casuale) o un minosse qualsiasi si permetta di sindacare sulle verità (nel vero e proprio senso di aletheia: "ciò che è disvelato") giusto perchè provengono da " università di provincia" (almeno quella è la scusa). Il merito, anche fuori dall'Italia è cosa molto fumosa, dipende molto dall'essere al posto giusto al momento giusto (se no, non ci sarebbe il detto: "ha più culo che anima")

      Elimina
    10. Scusate, colgo l'occasione per una banale domanda. Leggo dovunque, sento dovunque, vedo dovunque di quanto "facilmente" giovani italiani/e trovano posto in varie e forse prestigiose università inglesi, tedesche, francesi. Forse il prof. potrà darmi una risposta visto che gira l'Europa ed è del ramo, la domanda è: "ma se all'estero i giovani trovano così facilmente la cattedra, poi, dopo i 40 anni dova cavolo vanno? a fare le fotocopie?" Grazie per la risposta se ci sarà.
      PS: la domanda è seria, se qui ci sono veramente tanti vecchi tromboni, all'estero come funziona?
      un semplice diplomato. :-)

      Elimina
    11. da un lato concordo con diego che evidentemente fa bene l'università italiana a lasciare certa gente in sala fotocopie, dall'altro vorrei chiedere ai soloni che vanno in tv a sputare sempre sui nostri atenei come è possibile che tutti questi laureati in una istituzione sgangherata trovino così facilmente lavoro all'estero a volte anche come docenti? forse non fa così schifo, forse ci hanno qualche altro progettuccio in testa...
      A proposito: ma come mai, tolto qualche rarissimo caso, la università private si occupano praticamente solo di economia?

      Elimina
    12. Spezzo una lancia per Etienne de la Boétie. La servitù, anche mentale, è sempre volontaria, perchè il servo (anche colui che asservisce la sua intelligenza, cioè l'imbecille) ci ritrova una utilità: a volte una utilità materiale (ci guadagna) a volte una utilità immateriale (si sforza di meno, e soprattutto si sente dalla parte vincente anche se in realtà sta perdendo pure la camicia).
      Ciò valga anche per l'economista cozza di Velo di Maya. A me una volta capitò il seguente episodietto istruttivo. Una compagnia rimette in scena un mio vecchio lavoro, che aveva debuttato 25 anni prima allo Stabile di Genova con la compagia dello Stabile, dignitosamente pagata e spesata di tutto. Stavolta la produzione è dello Stabile di Torino, che però subappalta a questi ragazzi (si fa per dire, fior d'attori di 40 anni) che lavorano sulle spese. Al momento del debutto, Torino li informa che non gli dà le piazze piemontesi. Panico: questi ci rimettono mesi di lavoro, non sanno come fare per mangiare. Va bè, si telefona al direttore artistico dello Stabile di Torino, celebre regista cinematografico di sinistra a nome Mario M. Gli si racconta la vicenda. Lui compatisce, si indigna "Ma dove andremo a finire! Qui al teatro non ci tiene più nessuno!". Al dunque, gli si sottolinea che qui c'è il problema delle piazze. Risposta di Mario M.: "E chi lo produce lo spettacolo?"
      Lo produceva lui, cioè la grande istituzione pubblica da lui diretta, ruolo per il quale si beccherà minimo centomila l'anno. Realtà vera, eh, ragazzi? Vita (di merda) vissuta.

      Elimina
    13. Alla fine di tutto il discorso, rinnovo la domanda già fatta da qualcuno a @Il velo di Maya:

      Il libro, il libro, il libro. Dicci il libro, ci dica il libro - come dicono, se lo dicono, molti studenti quando chiedono "il titolo" del libro.
      Vedi mai che dopo Il tramonto, di Alberto (Libro 1), Euro e (o?), di Barra Caracciolo, (Libro 2) per cognome perché ho meno confidenza, Anschluss, di Giacché (Libro 3), non ci acculturiamo anche col Velo di Maya di cui verrà svelato il nome.

      Da non dimenticare La trappola dell'euro, di Badiale e Tringali, e Europa kaputt, di Rinaldi.
      Rimane in sospeso Borghi, a meno di non cercare il suo libro sugli investimenti in arte.

      Elimina
    14. @Roberto Buffagni
      Quale lavoro? A quale anno risalgono i "25 anni prima"? Ho smesso molto presto di andare a teatro regolarmente, ma potrei aver visto lo spettacolo.

      Elimina
    15. ad Adriana.

      Non è bello farsi i promo in casa altrui, quindi ti rimando qui:
      http://carlogambesciametapolitics.blogspot.it/2012/01/in-prima-battuta-puo-sembrare-che.html
      dove c'è tutta la storia (e si ride anche, amaro ma si ride).

      Elimina
    16. Letta tutta la storia - amara, concordo. Congratulazioni per l'attività.

      Elimina
  41. Secondo me sono anche soprattutto 2 cose molto semplici a bloccare le persone, la paura di rendersi conto che si è sempre sbagliato e che si possa finire in mezzo a sto bordello, e l'aver fondato la propria autostima sul prossimo che è puntualmente un corrotto e incapace e deve pagarla cara prima o poi.

    Comunque io non ce la faccio più. L'altro giorno ho quasi dato di matto quando dei miei conoscenti hanno sostenuto che l'unico modo per uscirne è imporre una patrimoniale. Dopo mesi che ne si parla, si discute dei problemi tra stati europei e di quanti soldi siano andati ai privati di una nazione mi vengono a dire che la soluzione sarebbe massacrarci nuovamente tra di noi. A me sta situazione pesa davvero, mi fa davvero troppa rabbia vedere come la razionalità sia respinta e non riesca a trovare terreno fertile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @ Diego Meloni
      Vedendo il bicchiere mezzo pieno: posso dirti che rispetto a tre anni fa, se ne parla eccome ora. Considera che il tutto è stato portato avanti da un pugno di uomini,come il padrone di casa di questo blog, avendo contro l'intero mondo della (dis)informazione, dell'accademia e tutti i partiti (o movimenti che dir si voglia, vedi Casaleggio a Cernobbio: svalutazione competitiva e altre amenità), solo con conferenze, libri, blog, facebook e twitter. Sono diversi milioni, ora che la pensano a questo modo.
      Per ciò che riguarda la mia esperienza personale, molti che fino a qualche mese fa erano SS Totenkopf dell'euro, ora hanno cambiato idea (-lo sai che avevi ragione tu-... ma và).
      Purtroppo non credo che ci sarà abbastanza tempo...
      Ma se un domani immaginifico vi potrà essere un governo sovrano, nulla sarà perduto. Potrà sempre nazionalizzare ciò che è stato surrettiziamente privatizzato, o comprarlo con la propria moneta (oltretutto un governo sovrano controlla sovranamente i propri servizi segreti)

      Elimina
  42. @valsandra
    Quello che osservi, citando il tour a cui ha partecipato Borghi a Milano, è vero. D'altronde penso sia la stessa situazione che ha trovato Alberto nei suoi innumerevoli incontri in giro per l'Italia quando dopo una esposizione lucida, chiara e lineare ha avuto, nei vari dibattiti a seguire, la percezione di cosa era riuscito a trasmettere e di cosa no. Doveva allora fermarsi nella convinzione che era una "mission impossible" ed attendere gli esiti nefasti? O tentare di arginare con la divulgazione lo sviluppo delle situazione.. Certo sappiamo bene, o almeno possiamo intuire, la deriva che ci attende ma se siamo qui è per non assistere passivi a tutto ciò che avviene. Ci consoleremo con una testimonianza, può darsi, ma chi sa è tenuto a far sapere mettendo anche in gioco la propria reputazione, i propri vincoli di vita, lo dobbiamo a noi stessi ed a chi ci sta vicino senza nessuna illusione di rappresentare un qualsiasi esercito della salvezza.

    RispondiElimina
  43. Caro Prof. le sue previsioni si stanno realizzando.. il modello (euro)germanico di lotta alla disoccupazione dilaga ormai anche dal vicino spagnolo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/23/spagna-altro-che-il-rilancio-delloccupazione-crescono-solo-i-mini-lavori/888351/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se leggete bene i commenti però, potete vedere che molti hanno capito cosa sta succedendo. Un altro segnale è che i classici troll neoliberisti che infestano quel giornale non si siano manifestati. I dati per loro sono peggio dell’aglio per i vampiri.

      Elimina
  44. dopo aver letto questo post... rimango allibito di come le persone negano l'evidenza per difendere i propri interessi, mentre in realtà stanno facendo il contrario senza rendersene conto, come dice il prof. Bagnai:
    " Normalmente chi è squallidamente gretto è anche platealmente idiota. Perché è sì vero, verissimo, che certi 'compagni' - de sto cazzo - temono per la loro pensioncina. Ma è altrettanto vero che difendere l'euro è il modo migliore per metterla in pericolo."
    La mia professoressa di italiano alle superiori ci ha spiegato che esiste la furbizia e l'intelligenza, ma non è detto che queste coincidano.. credo che questo sia un classico caso di furbizia senza intelligenza.

    RispondiElimina
  45. credo che il tema sia l' organizzazione della produzione dopo che abbiamo deciso cosa produrre e per chi? la grande azienda ha dipendenti ed economie di scala. la ditta individuale è l' opposto. nel mezzo c' è di ogni. la condizione necessaria per nn creare crisi debitorie è che i salari reali siano in linea con l' aumento della produttività. ma cosa decidiamo di produrre di piu, e perchè. e comunque l' obiettivo tendenziale almeno per me è la rimozione delle cause delle gerarchie. forse è questo il tema che pone alessandro. roba sostanziale e complicata ma che permea a livello cellulare qualsiasi considerazione. La mia risposta è: passiamo tutti i giorni della nostra vita a parlare di questo ma concentriamoci prima sulle priorità: ossia riappriopiamici di tutti gli strumenti di politica economica che ci sono stati sottratti dal 79-81 ad oggi. inutile perdere tempo in prigione a parlare cosa faremmo fuori se la prospettiva è l' ergastolo. se c' è una possibilità di evasione o di uscita legale percorriamola decisi. poi facciamo a pugni tra di noi sul significato della vita.
    vi abbraccio forte dopo una giornata di generosità per farmi dire leghista voti calderoli da persone sensibili e intelligenti, ci vuole pazienza, è un sacrificio che mi sembra vitale e a chi lo dico?....e a chi lo devo raccontare sennò!
    notte

    RispondiElimina
  46. per gerarchie intendo uomini su uomini e uomini su natura. ma si pensa male a pancia vuota e sotto stress. non credo di essere un buon traduttore. c' è un traduttore del traduttore?

    RispondiElimina
  47. ma se per esempio, solo per puro esempio, si ritorna ad una VALUTA NAZIONALE SULLA QUALE ABBIAMO POTERE MONETARIO, e la nostra moneta x si svaluta del 20% e la eventuale moneta tedesca y si rivaluta del 10%... vuol dire che in questo momento teniamo artificialmente pareggiato un divario del 30% di due economie differenti tra loro... se ho capito bene... grazie a questo divario negli anni dell'euro la germania è diventata creditrice verso i paesi periferici, tra cui noi. E vuole continuare ad imporre politiche di rigore per far rientrare i crediti che ha verso i paesi debitori.
    Considerando che fino ad ora questa politica ha portato disoccupazione, deindustrializzazione, ecc... ai miei occhi diventa come uno strozzino che si ritrova dei soldi che può investire in tanti modi, e tra tutti sceglie di prestare a destra e a manca senza guardare chi può ripagare o no. E quando ci si ritrova al dunque, minacciare con i mezzi a disposizione i debitori, pur sapendo che è un debito troppo grosso per loro. Ma allo strozzino che gli frega a lui basta che campino quel che basta per continuare a minacciare e riscuotere.
    Meno male che per loro europa vuol dire pace e cooperazione tra paesi, a casa mia cooperare vuol dire che se sei più forte hai la responsabilità di aiutare il più debole e non di bastonarlo. E se il debole dice che il forte fa bene a bastonarlo perché essere debole è immorale... fatti loro io non voglio essere becco, bastonato e contento.

    RispondiElimina
  48. addendum da Piddinia

    Vacuità-al-Potere-Goofy-Civati ha appena dichiarato, a Bologna (dopo sondaggio su web...dajie), che voterà per il governo Phencyclidine (PCP) perchè "non vuole spaccare il partito". Che tte lo dico a ffà

    I filosofi della scuola di Kyoto (specie Keiji Nishitani) parlavano di "nothingness", forse noi potremmo parlare di "shittiness"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :D :D :D
      "Guarda come ride
      quando ci sei tu
      Senti cosa dice
      non ne posso più
      Pippo, che cazzo fai?
      Pippo, oh no no no nooo
      Pippo, che pesce sei
      Pippo, anche lei!
      Senti come ride
      dimmi cosa vuoi
      Sei venuto a bere
      o a cercare guai..."
      Con quel nome un po così, con quella faccia un po' così come loro che han visto la Bolognina... XD

      Elimina
  49. L'Euro per i piddini è sopra un dio, quindi è più facile convertirlo ad un altra religione, che fargli capire la fregatura che ha preso, e soprattutto, schiodargli dalla testa e distruggergli la retorica apparentemente buonista (ma che si dimostra feroce) del "uniti" siamo più forti, etc.
    Ho la netta sensazione che l'80% degli elettori "convinti", hanno un idea della politica molto "caricaturale", a tratti infantile e 1 po' da fumetto.
    Io sto cercando di smetterla di parlarne e provare a desistere come già consigliava il buon prof. Bagnai :)
    p.s. il piddino medio è un ripetitore automatico di luoghi comuni, e in più, è quello che pensa di essere + furbo della massa, e quindi accetta di buon grado se un élite decide per loro (ogni riferimento a Eugenio Scalfari è puramente voluto). Ovviamente lui si identifica intellettualmente con le élite ;-)

    RispondiElimina
  50. Non per fare il Giamaica delle situazione, ma sono veramente stupito di leggere questo post qui ed ora.
    Grillo aveva fotografato questa cosa esattamente un anno fa, all'indomani delle elezioni.
    È semplicemente l'analisi del voto 2013
    Ci si arriva da due strade diverse, ma si finisce sempre lì.
    Alla fine si convergerà su tutto...

    http://www.youreporternews.it/2013/elezioni-grillo-voto-mostra-uno-scontro-generazionale/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Morris, te lo dico con affetto: ci sono due motivazioni in base alle quali uno può ancora credere a Grillo dopo quello che ho scritto tre anni fa. O è pagato per farlo, o ha lievi difficoltà di comprensione. Fai la tua scelta ma non comunicarcela, grazie. Questa è una zona deortotterizzata. Io so chi scrive i post di "Grillo", chiaro? Quindi ciao.

      Elimina
  51. @Uboldo
    ovviamente le nostre testimonianze e impegni sociali continueranno.. dico solo che la gente ha scarsa percezione di ciò che sta realmente accadendo ma in genere ognuno sa che ha preso una fregatura con € ed UE

    RispondiElimina
  52. L'economista ammiratore di Wittgenstein continua a dire (in un dibattito in cui c'era anche Antonio Rinaldi) che l'Italia non ha dato 51 mld per il Mes, riptendo per altro, se ho capito bene, gli argomenti che sono stati motivo di scontro con Claudio Borghi. Se capisco bene (ma se sbaglio, qualcuno mi corregga), egli non considera negli aiuti anche i prestiti bilaterali e i contributi al primo fondo salvastati. È così? Se è così, invoco l'intervento delle truppe ONU

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, siamo ai sofismi. Comunque la sostanza non cambia, come indicato in un "libro" con le figure, pag. 4 Figura 2.

      Elimina
  53. Ultimamente mi è capitato di discutere con un piddino che, dall'alto della sua saccenza, mi illustrava con fare tecnico, che la causa principale della progressiva riduzione del pil nel nostro paese non era da attribuirsi all'euro e alle sue politiche, bensì all'ingresso della Cina nel WTO nel 2000. Al che ho ribattuto argomentando che se così fosse, la Germania non avrebbe circa 200 miliardi di surplus con l'eurozona, ma con la Cina! Al che mi incolla ina serie di dati su pil e disoccupazione dal 1970 ad oggi con l'intento di dimostrarmi che con la lira stavamo peggio. In effetti è proprio vero, i piddini non leggono neppure quello che postano, o lo leggono con le lente deformata dell'ideologia unitarista eurista. Mi sono cadute le braccia e non solo.. specie quando ha tirato dal cilindro nientedimenoche.. a rata der mutuo!! "Con l'euro pago il 3% di int sul mutuo, con la lira eravamo al 15%". Ci ho rinunciato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bastava dirgli che proprio in base ai risultati prodotti dall'euro, il valore della sua casa si è dimezzato ma sopra continua a pagarci tasse come fosse una rendita, per di più di valore catastale superiore a quello che aveva prima del dimezzamento del suo valore reale, e soprattutto quando quegli stessi risultati la hanno trasformata da rendita a onere.
      Inoltre quel 15% era assorbito parte dall'inflazione, parte dalla sicurezza del posto di lavoro, dalla crescita continua dei salari e del welfare.
      Oggi paga il 3% che in regime di deflazione accresce costantemente il proprio valore, suo figlio farà lo stagista a vita e non avrà mai uno stipendio, lui stesso rischia di essere espulso definitivamente dal mondo del lavoro, con le spending review le analisi del sangue fatte in ospedale le paga più che al laboratorio privato.
      Come se non bastasse, un giorno si e l'altro pure deve cambiare copertoni alla sua auto, date le condizioni delle strade sulle quali rischia continuamente incidenti frontali per evitare le buche di cui sono cosparse, stante la totale assenza di manutenzione.
      Avrebbe capito?

      Elimina
    2. Bastava dirgli che tra il 1960, 1970, 1980 milioni di Italiani con il tasso d'interesse del mutuo al 15/20% la casa se la sono costruita o comprata e pagata fino al ultima liretta e c'avevano pure un lavoro quasi garantito e c'era pure qualcuno che c'aveva pure due lirette per andare al mare nostrum.

      Elimina
    3. @Agostino
      perdona la petulanza ma, se questa immagine riporta una situazione reale, siamo a oltre € 500 miliardi di crediti da parte della Germania, e circa € 250 miliardi di debiti da parte di Italia e Spagna

      Italia e Spagna dovranno 'fare i compiti a casa'

      e renzi sarà il direttore d'orchestra (leggasi sciacallo conto terzi)

      Elimina
  54. Democrazia europea. Si stanno svolgendo le trattative (segrete) in vista del trattato commerciale transatlantico con gli USA, fra Commissione UE, aziende multinazionali europee e americane, governo USA.
    I documenti NON sono stati trasmessi agli Stati membri, perchè gli USA non gradiscono. La Commissione europea ha proposto una soluzione: i funzionari degl iStati membrisaranno autorizzati a leggere i documenti, conservati in una sala riservata controllata da guardie di sicurezza. Non saranno autorizzati a copiarli e tanto meno a diffonderli. Glasnost! http://www.contrelacour.fr/ttip-gouvernement-prives-acces-documents/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella roba!

      Grazie a Roberto Buffagni per queste informazioni.

      Continua l'offensiva antidemocratica.

      Elimina
    2. Grazie, rubato e divulgato!

      Elimina
    3. Prego, non posso dire che è un piacere, visto il contenuto, ma insomma...

      Elimina
  55. Agli amici di Goofy vorrei ricordare di informarsi un po', qualora non lo abbiano già fatto, sul ritrovato attivismo tedesco a livello militare e diplomatico (sono così generosi che parteciperanno con i poveri, in senso tecnico, francesi alla missione in Mali....). Siamo nel 2014, cento anni dopo il 1914 (che dovremo pur celebrare in qualche modo, no? sono molto curioso di vedere come lo faranno). Non è che davvero "tutto si tiene"? (un tempo a scuola questa era un esempio di domanda retorica con risposta incorporata positiva)

    RispondiElimina
  56. Ma nessuno vede l'enormità di un governo con la LegaCoop al lavoro e la Compagnia delle Opere alle infrastrutture e trasporti?

    :D Avvisate Tobias Piller ( che a sua volta avviserà chi di dovere )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, manca il Grande Oriente d'Italia! Proteggiamo le minoranze!

      Elimina
    2. Probabilmente ci penserà un pochino Lui

      Elimina
  57. Gentile professor Bagnai,
    sono costretto a venir meno alla saggia decisione di non intervenire sul suo blog (ne supra crepidem sutor), dopo l'intervento di "Velo di Maya" che lamenta che la ministra Kyenge "dall’alto del suo scranno, con le enormi possibilità che aveva di parlare con la stampa e portare all’attenzione dell’opinione pubblica [i problemi del Congo], non ha speso una parola per il suo infelice popolo e, invece, ha preferito parlare di “genitore 1 e genitore 2” e di “femminicidio”".
    Ora, mi è ben chiaro che qui lei è solo il padrone di casa, e che lei non risponde di quanto dicono i suoi ospiti. Epperò, visto che questo argomento sul suo blog, pur essendo decisamente "supra crepidem" rispetto al tema, continua a tornare diciamo una volta al mese, forse è il caso di dire due cose.
    Primo, il ministro Kyenge parlava di quelle cose perché, ciò parrà strano, era di quello e non di altro (per esempio, che so, della politica estera) che si doveva occupare il suo ministero. Lo so, in un'epoca di tuttologi, di Brunetta e di laureati in storia dell'arte che discettano di macroeconomia, l'idea che un ministro delle pari opportunità parli di pari opportunità appare sciocca e superata. Ma io credevo che frequentassimo questo blog perché, finalmente, vediamo ribadita in esso l'importanza del principio della competenza. Ecco perché spiace vedere che "chi sa fa, chi non sa insegna" anche qui. Non voglio sminuire i drammatici problemi del Congo. Ma ritengo che forse sarebbe stata la ministra degli affari esteri a doverne dire, o mi sto sbagliando? E accanto ad essi esistono quelli di un altro paese che per il fatto di essere ricco di risorse è in guerra anch'esso non da trenta, ma venti anni sì: l'Iraq. E che dire del Sudan, che ha il petrolio, ed ha la guerra infinita per i medesimi motivi? E vogliamo lasciar fuori l'Ucraina, che sta per entrare nel novero di quei paesi? E come tacere il Venezuela, altra naziona petrolifera in cui sta per innescarsi la spirale della violenza? E... e...? E tutto questo, ovviamente, Kyenge ha perso l'occasione per dirlo. Che tonta.
    Secondo punto. Sono certo di essermi sbagliato quando, in passato, ho avuto come l'impressione che su questo blog qualcuno dicesse qualcosa che somigliava ad un "con tutti i problemi gravissimi che esistono, qui si sta a parlare di unioni civili, per distrarci dai problemi veri". Tuttavia, a scanso di equivoci, vorrei ricordare quale fosse il Grande Partitone che sin dal primo dopoguerra ha sostenuto che i "veri" problemi sono quelli strutturali, cioè economici, laddove gli altri problemi, per esempio quelli della condizione femminile, essendo "sovrastrutturali" vengono dopo. Infatti, una volta fatta la rivoluzione quei problemi spariranno da sé, quindi, tutte le energie vanno dedicate alla rivoluzione. Quel partito, per chi non c'era, è il padre di tutti i piddini oggi circolanti. Ed è umiliante, in un post come questo in cui ci autocongratuliamo per quanto noi che leggiamo questo blog NON siamo piddini, finiamo per cascare nel ragionamento quintessenzialmente piddino: PRIMA le questioni economiche, e POI, SE avanza tempo, il resto.
    Ora, mi rendo conto del fatto che la gente sia stufa dato che è da vent'anni che si parla di unioni civili. Ma se è da vent'anni che se ne parla un motivo c'è: cioè che l'Italia è l'UNICO paese della "vecchia Europa", assieme alla Grecia, a non avere mai legislato sull'argomento: ogni tentativo di farlo si è schiantato contro un muro. Di chi? Dei piddini. O se preferite, della componente cattolica del PD, ma chiamatela zuppa o pan bagnato, sempre la solita roba è. Per finirla di perdere tempo con sta roba basterebbero venti minuti e una legge di un solo articolo che dice: "il matrimonio si ha fra persone di sesso diverso, o persone dello stesso sesso". Tutto qui. Quattordici parole, compresi gli articoli e le preposizioni. Dieci minuti per approvarla, volendo.
    (segue)

    RispondiElimina
  58. Intanto il prode Fassina fa la scoperta dell'acqua calda! :D

    Ma io verrei chiedere: incompatibile de che, le fabbriche de-localizzate le hanno nel paradiso dell' ex amico presidenziale Dracula, ora paese fratello a Bruxelles, o sbaglio?

    RispondiElimina
  59. (seguito)
    Ma forse si giudica prematura questa mossa? Si ritiene che sia troppo presto e che occorra parlarne, prima di farlo? Va bene, lo concedo, occorre discuterne: ma cosa di diverso stava facendo la Kyenge se non appunto questo: discutendone? Non voglio accusare nessuno di cripto-piddinismo, anzi voglio fare notare che almeno i piddini il coraggio della loro idea (perché ne hanno una sola) ce lo hanno: "Il matrimonio no, perché dispiace ai preti, ed i preti hanno sempre ragione". Però vi chiedo: se davvero la pensate così, abbiatelo anche voi questo coraggio, senza tirare in ballo la questione delle priorità economiche che ci "vietano" di parlare di diritti civili. Una tesi che tirava in ballo già Uolter Veltroni, "Ci sono cose più urgenti da risolvere prima di parlare di unioni civili".
    Perché non basta dichiararsi antipiddino quando poi alla prova dei fatti si ragione ESATTAMENTE come Uolter: "Tu ex illis es, nam loquela tua manifestum te facit".
    Se oggi dobbiamo parlare di "genitore uno e genitore due" è solo perché il problema non è stato risolto quando era semplice e rapido farlo, cioè quando quei bambini non erano ancora nati, e la legge poteva, volendo, giocare d'anticipo. Ma ormai ci sono MIGLIAIA di bambini che vivono in quella situazione in cui hanno genitori che lo stato italiano non riconosce come tale. Dottor Bagnai, lei è padre: vorrebbe ci fossero i suoi figli, in quella situazione?

    Ultimo argomento. Mariano Rajoy, nel mezzo di una macelleria sociale che assomiglia a un massacro, e di uno scontro sociale che si acuisce giorno dopo giorno, ha trovato il tempo di varare una legge che limita l'accesso all'aborto. Dimostrando così che l'idea secondo cui se ci sono sul tavolo seri e gravi problemi economici allora non si può discutere di diritti civili, è una tipica idea che hanno solo i piddini: gli altri, invece, no.
    Ebbene: io non riesco a concepire neppure la possibilità di uscire dall'attuale crisi economica senza la libertà di parola e di stampa, il diritto di voto, il diritto di associazione, il diritto di manifestazione, il diritto di sciopero, e tante altre cazzate "sovrastrutturali" a cui i Napolitani e i loro nipotini non hanno mai creduto (vedi Ungheria 1956), ma io sì. E, spero, anche voi tutti.
    Io non so da dove venga fuori l'idea che la discussione dei diritti civili sia in contrasto con la lotta per un'economia più equa e che se approviamo i matrimoni egalitari allora ci dobbiamo tenere l'euro. Al contrario, professor Bagnai, lei che è un economista dovrebbe sapere che nei tempi di crisi, in realtà prive di welfare come l'Italia, sono proprio i legami famigliari quelli che possono "salvare" dal punto di vista brutalmente economico migliaia di persone. E' esattamente perché siamo in crisi che il matrimonio egualitario è più che mai urgente. Ovviamente, non per chi lo ha già, questo è scontato. Ma se si crede nel diritto d'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, si deve anche tollerare l'insopportabile pretesa degli ALTRI di essere uguali a NOI (la faccia tosta di certa gente non ha limiti). Meglio parlare del Congo, allora, in modo da distrarre l'attenzione dal qui ed ora, da casa nostra oggi ed ora, dai genitori che qui ed ora non possono andare a prendere i figli all'asilo perché per lo Stato non esistono. Un ministro alle pari opportunità che parlasse di questo piscerebbe fuori dal vaso: deve parlare del Congo, e di agricoltura, e della vita su Marte... di tutto, purché non dell'Italia del 2014.
    E scusatemi se vi dico che io a queste condizioni non ci sto. E' da questo modo di ragionare che nasce il rischio che finiremo per doverci sia tenere l'euro (fino ad esplosione, intendo) sia la mancanza di uguaglianza tra le famiglie. Che è, guarda tu la coincidenza, il programma del Pd...
    "Non chi dice signore, signore... ma chi fa le opere del padre mio" eccetera.
    I miei migliori saluti. Giovanni Dall'Orto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che delle decisioni in merito dovranno prima o poi esser prese, ma sarebbe meglio farlo dopo attenta analisi e non perché si è sotto pressione, cosa che in questo blog si é sempre ribadita. La questione delle pari opportunitá e dei diritti civili non è di per se in contrasto col discorso che qui viene portato avanti. Ció che stride sono le presunte concessioni "cosmetiche" quando, contemporaneamente, il welfare viene smantellato e le risorse dirottate al sicuro nelle casseforti tedesche ed allorquando in cambio di queste o quelle concessioni teoriche, viene chiesto ormai esplicitamente la rinuncia a diritti(questi si concreti) sanciti dalla Costituzione e conquistati con anni di lotta, guerre e sangue.

      Elimina
    2. Personalmente, sono contrario,contrarissimo ai matrimoni tra persone di egual sesso, e già che ci siamo sono anche contrario all'aborto. Però, di questo ed altro ne parliamo dopo. Dopo che abbiamo recuperato un minimo di sovranità reale, e dopo che le decisioni in queste ed altre materie vengono prese a maggioranza da parlamenti che rispondono sul serio al popolo sovrano, e non a potenze straniere. In quella circostanza, nella quale spero vivamente arriveremo, discuteremo, litigheremo, ci scontreremo, andremo a votare, e chi perde avrà il buon gusto e il buonsenso di accettare la sua sconfitta, come chi vince avrà il buon gusto e il buonsenso di non bastonare il cane che affoga.

      Elimina
    3. Definisco "diritti cosmetici" le questioni che servono per distrarre, non a caso ho nominato il caso del "genitore 1 " e "genitore 2" e, se ho citato il femminicido, è perchè il decreto al riguardo contiene anche ila Proroga del commissariamento delle Province al 30 giugno 2014, anche se viene pubblicizzato solo il primo argomento. Tale commissariamento serve a togliere alle provincie capacità decisionale ed è un passo verso la prossima privatizzazione delle utilities locali (vedi blog Orizzonte 48, e non si può dire che lui non sia autorevole su queste cose). Se parlo del Congo è perchè lei viene dal Congo, e non mi sembra che i ministri esternino solo su cose di loro competenza: non doveva essere un atto ministeriale, ma solo un atto di personalissima umanità, visto che da quel pulpito, i media l'avrebbero ascoltata. Chi mi conosce sa quanto è lungi da me affermare il primato dell'economicio ", ma visto che questa è una guerra economica condotta per perseguire scopi politici, ovvero quelli di ridurre diritti faticosamente conquistati nel corso dei decenni (vogliamo ricordare cos'erano le fabbriche dickensiane?), parlo anche di questioni economiche, di come l'economia è stata pilotata per perseguire il totalitarismo.

      Elimina
  60. Aaahh, ma era il conflitto d'interesse... ho capito! XD

    LegaCoop al lavoro invece son quisquilie... pinzillacchere, ohibò. :D

    RispondiElimina
  61. “... l'Europa è in una impasse politica...”

    Mi sa che appoggiando il rovesciamento del legittimo governo ucraino su istigazione di Washington l'Europa sia andata ben oltre l'impasse. Gli accadimenti delle ultime 48 ore hanno gettato l'Ucraina in una situazione molto delicata.
    «Esponenti politici di Sebastopoli hanno dichiarato che la città e l’intera regione chiederanno la propria indipendenza e la protezione di Mosca nel caso in cui la situazione in Ucraina dovesse degenerare.
    [...]
    In caso di necessità le truppe da sbarco della Federazione Russa e la 106ª Divisione Guardie Aviotrasportata di stanza a Tula potrebbero mettere in sicurezza Sebastopoli in poco meno di 10 ore, senza contare che la popolazione della Crimea, e di Sebastopoli in particolare, è in larga maggioranza di etnia russa e si opporrebbe a qualsiasi tentativo di rivolta contraria a Mosca».
    Bisogna tener presente che «La base navale di Sebastopoli e le centinaia di migliaia di cittadini di origine russe che abitano la Crimea sono per Mosca una priorità assoluta, una priorità per la quale Putin sarebbe disposto al confronto armato, alla guerra se preferite esprimere questo concetto in una sola parola».
    L'impressione è che si sia entrati in una nuova fase della crisi, una fase molto pericolosa che vede Washington premere sull'Europa per imporre i suoi desiderata, e che non ha esitato a sostenere i mascalzoni che hanno provocato morti e feriti a Kiev pur di far entrare l'Ucraina nell'Ue.
    Da ciò dovrebbe risultare evidente che, contrariamente a quanto alcuni credono, ossia che Washington potrebbe aiutarci ad uscire dalla gabbia dell'€ perché infastiditi dallo stolido atteggiamento mercantilista tedesco, gli Usa vogliono invece che noi europei rimaniamo all'interno della gabbia, soprattutto in vista del famigerato accordo di libero scambio tra Ue e Usa.
    Fino a qualche giorno fa mi chiedevo perché si sia deciso di sostituire l'incolore Letta con il ridicolo ed inconsistente Renzi. Credo di averlo capito dopo il colpo di stato di Kiev: Renzi è uomo fedele agli interessi finanziari d'oltreoceano, ed è talmente vanitoso da garantire che eseguirà tutti gli ordini che gli verranno impartiti da Washington pur di poter interpretare il ruolo dello statista. Non è stato un caso, temo, che il cambio di governo in Italia sia avvenuto in sintonia con il rovesciamento del governo ucraino. Fa parte dello stesso progetto di assoggettamento, con le buone o con le cattive, dei paesi euromed ai diktat della finanza anglosassone.
    Con la Germania nel ruolo di kapò.

    Non avrei mai creduto che saremmo giunti ad una situazione simile. Ma ora che l'ho vista concretizzarsi, sono certo che da qui in avanti non ci sarà limite al peggio.

    Per fortuna ho amici in montagna. Se tutto va come deve andare tra un paio di mesi mi trasferisco e osservo gli avvenimenti da una distanza di sicurezza.

    RispondiElimina
  62. Perché non capiscono? Perché io reagisco e gli altri no? In tutte le risposte che qui sono state date c’è un giudizio di valore inespresso (neppure tanto) che li vede eticamente inferiori (interessati esclusivamente ai propri interessi) o culturalmente inferiori (persone che leggono come le mucche guardano i cartelli stradali o che dei libri guardano solo il titolo), quasi sempre entrambe le cose.

    Concordavo, ma non ero sereno: pativo una dissonanza anche se tutto sembrava chiaro. Molti hanno descritto la delusione di fronte al collega, al capo ufficio o al piddino; in questi casi è facile sentirsi superiore, ma io aggiungo la disperazione di fronte all’amico. Come anche altri scrivono, tra chi reagisce nel modo che sappiamo ci sono persone per cui proviamo stima, affetto, empatia, attrazione, a volte amore.

    Ieri ho partecipato ad una riunione di sopravvissuti di “sinistra” (quel che ho sentito lo sapete benissimo).

    Una settimana fa ho provato a parlare di euro in un gruppo di lettura: mi ha stupito il fatto che ne sapessero poco o nulla, ma mi hanno ascoltato.

    Stamattina mi sono svegliato con in testa una linea che collega queste esperienze, tanti post di questo blog e alcuni libri. Se avete pazienza, cercherò di descriverla.

    Credo che siamo d’accordo sul fatto che, oltre a comprendere i meccanismi economici, si debba guardare anche dall'altra parte del potere, cioè a noi stessi domandandoci: Perché sopportiamo tutto questo? Che cosa ci è successo? Perché abbiamo in testa certe idee?

    Per rispondere si tratta di analizzare da un lato i nostri punti deboli, innati o indotti dal contesto consumistico e tecnologico, con testi di sociologia, antropologia, psicologia, filosofia e dall’altro le tecniche di creazione del consenso che sfruttano proprio quei punti deboli. Alcuni autori sono Pasolini, Bauman, Galimberti, Chomsky, Giacchè, Fusaro.

    Le risposte ci sono, però descrivono le cause e gli effetti ma non il meccanismo in cui le une si trasformano negli altri. Ad esempio quando Fusaro descrive l’egemonia culturale del capitalismo manca la risposta alla domanda: com’è potuto accadere a noi che - per definizione - siamo la specie intelligente? La faccio breve, ma gli esempi sono infiniti, cito solo la nostra risposta ai cambiamenti climatici (negli ultimi giorni, ho ascoltato persone di “sinistra”, sempre in prima fila in tutte le battaglie ambientaliste, negarli con foga; del tutto identici a chi nega gli effetti dell’euro).

    Una risposta l’ho trovata in un libro che ho letto recentemente: Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello di N. Carr. Questo saggio è prima di tutto un testo sul cervello e sulla mente dal punto di vista dei neuroscienziati. E’ un approccio completamente diverso da quelli che avevo visto in precedenza: qui si parla dei meccanismi biochimici e delle connessioni che creano/sono i ricordi, le emozioni, il pensiero, analizzate studiando il comportamento reale del nostro cervello.

    In estrema sintesi: il nostro cervello è giunto a un risultato evolutivo fondamentale circa 40000 anni fa: una sua parte contiene i meccanismi innati come in tutte le altre specie, l’altra ha sviluppato la capacità di adattarsi alle esperienze. Ogni cosa che sperimentiamo e quindi apprendiamo o dimentichiamo modifica le connessioni del nostro cervello e ci fa diventare quel che siamo. Questa seconda parte del cervello si evolve durante tutta la vita ma le sue strutture non vanno perse perché si tramandano per via culturale. Quando impariamo a parlare, le strutture del cervello si plasmano come quelle di chi ci ha preceduto; lo stesso accade per il linguaggio musicale e così via.

    La tesi di questo saggio è che il mondo che oggi ci circonda ci spinge ad abbandonare “l’innaturale” pratica della lettura (attenzione concentrata su un unico argomento) per tornare a quella più “naturale” della distrazione (captare tutte le variazioni dell’ambiente faceva la differenza tra mangiare ed essere mangiati).

    segue ....

    RispondiElimina
  63. continua ....

    Ma per più di cinque secoli la lettura ha fatto nascere nelle nostre menti quello che il libro chiama “pensiero profondo” e ha anche trasferito la cultura nelle menti delle varie generazioni rinnovandola e facendola crescere.

    Dalle mucche ai lettori di copertine ho così tirato una linea a questa citazione riportata nel libro:

    Vengo da una tradizione di cultura occidentale, in cui l’ideale (il mio ideale) era quella struttura densa, complessa, “simile a una cattedrale” della personalità altamente istruita, un uomo o una donna che portano dentro di se una versione unica e costruita personalmente dell’intero patrimonio della cultura occidentale. Ma adesso vedo diffondersi (e io stesso non ne sono esente) la sostituzione di quella densa complessità interiore con un nuovo tipo di se, che si sviluppa sotto la pressione di un sovraccarico informativo e della tecnologia dell’istantaneamente disponibile. Se veniamo svuotati del repertorio interiore del nostro patrimonio culturale rischiamo di diventare “pancake people” (persone frittella) larghi, distesi e sottili, come la vasta rete di informazioni cui accediamo con un semplice click (pag. 233).

    Ho quindi capito che cosa ci richiama attorno a questo blog, cosa ci accomuna: la capacità di leggere (ed in genere di acquisire cultura) e quindi di pensare. Dalla cattedrale gotica di alcuni alla ben più piccola costruzione mia o del mio imprenditore edile che scrive “contabbilità” ma che ci legge e sa unire i puntini.

    Ho trovato anche la risposta che cercavo: il punto di partenza è stato per tutti lo stesso, ma alcuni hanno preferito la via più semplice o più “naturale” (o forse non c’è stata neppure una scelta perché inconsapevoli), si sono distesi sulle mille incombenze più importanti, più attraenti, più pubblicizzate, di quanto non fosse l’esercizio del pensiero.
    Ed ora non hanno più nelle loro strutture mentali la possibilità di capire.
    Quando usi un binocolo vedi solo quel che le lenti ti permettono di vedere; se prendi in mano un martello tutto diventa un chiodo; se il parabrezza è pieno di santini quello è il tuo orizzonte.

    Accettare una visione superficiale del mondo li ha portati a perdere la capacità critica a livello strutturale, a reagire per schemi (cosa assai utile in una savana), in un perverso ciclo che si è autorinforzato fino a sapere di sapere.

    Una speranza può essere nel fatto che le strutture su cui posa la mente sono plastiche: la profondità che si perde si può ritrovare ma è un processo che richiede tempo. Molti di noi hanno fatto proprio questa strada: già presi nella rete ne sono sfuggiti ricominciando a leggere e a pensare.

    Ecco: ora ho una spiegazione convincente sul perché sia praticamente impossibile modificare certe convinzioni col ragionamento e su come si siano strutturate e radicate. Se qualcuno non vuole vedere perché è vicino alla pensione o perché è convinto che non gli accadrà nulla o tutto il resto, non lo fa per un ragionamento opportunista che cerca di nascondere o per un ragionamento qualunque, ma perché ha ormai strutturato quello schema in testa; il ragionamento gli è ormai estraneo.

    Nella vita di tutti i giorni questa sconsolata conclusione, oltre a confermare la desistenza, ci può suggerire come gettare le nostre reti (ricordate la mia esperienza coi lettori?).

    Infine: con gli amici ci metterò tutta la pazienza possibile, mentre con gli altri - per quel che riguarda il sentimento di superiorità - non me ne farò una malattia, è infatti una di quelle cose in cui regna la simmetria, come avete ben sperimentato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. OT - Nel 2011 ho visitato con alcuni amici (e famiglie) il campo di sterminio di Dachau.

      La visita per me fu breve, perche' per l'emozione mi sentii male in una maniera tale (mai sperimentata prima) che anche i miei figli si preoccuparono.

      Ricordo che all'uscita del museo del campo ci sono molte targhe di pietra, tra cui quella intitolata a Giovanni Palatucci.

      All'epoca mi colpi' il nome perche' nell'omonimo parco qui a Roma ci vado spesso a passeggio o coi pattini e prima di allora non avevo idea di chi fosse quest'uomo.

      Perche' faccio questa premessa?

      Semplicemente perche' mi ripugna l'idea che "se qualcuno non vuole vedere .......... non lo fa per un ragionamento opportunista ........ o per un ragionamento qualunque, ma perché ha ormai strutturato quello schema in testa; il ragionamento gli è ormai estraneo".

      Vorrebbe allora dire che l'uomo possiede solo in misura limitata il libero arbitrio e che la capacita' di ragionare sia una sorta di malattia rara o di anomalia genetica.

      Per me che sono credente questo non e' possibile, visto che tutti abbiamo la liberta' di non credere in Dio e di ragionare pure liberamente sulla sua esistenza o non-esistenza.

      Io ho visto la targa di Giovanni Palatucci a Dachau, l'ho anche creduto sinceramente 'giusto tra i giusti', ma non ho potuto in seguito ignorare che ulteriori indagini hanno portato nel 2012 a dubitare fortissimamente del suo operato.

      Non ci sono condizionamenti ambientali che tengano, il rifiuto del confronto coi fatti non ha nulla a che vedere col ragionamento.

      Non e' il ragionamento che e' estraneo a costoro, e' l'umanita' stessa che e' venuta meno in loro.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Palatucci

      Elimina
    2. La volontà di non sapere e di non vedere è profondamente radicata in tutti noi. Pensa un po' che cosa succede quando sospetti un tradimento della persona a te più cara. Sopportiamo dosi omeopatiche di realtà e di verità, le overdosi ci fanno schiattare. E questo vale anche per verità e realtà tutto sommato banali quali l'euro o la UE. E' normale così, purtroppo, fattene una ragione: dire e soprattutto dirsi la verità è la cosa più difficile del mondo.

      Elimina
    3. Aggiunta: fa meraviglie, per risvegliare l'attenzione dei distratti sul reale, la forza. E' brutto a dirsi, ma è così. Gli italiani cominciarono sul serio a essere contrari al fascismo quando gli cominciarono a piovere in testa le bombe. Allo stesso modo, qui i distratti dell'euro e della UE cominceranno ad accorgersi che forse qualcosa non va quando Marine Le Pen (che Dio ce la conservi) prenderà il 40%alle elezioni europee.

      Elimina
    4. Non molti anni fa, le pagine dei quotidiani erano piene zeppe di parole, che, fitte fitte, si stringevano a formare frasi complesse, dove l'ipotassi prevaleva sulla paratassi.

      Oggi, al contrario, le pagine dei quotidiani sono occupate a pieno campo dalle immagini, e le parole sono state relegate a un misero ruolo didascalico. Non è un caso se le parole vi si perdono in frasi semplici, dove prevale lo slogan, che è l'equivalente, nel linguaggio scritto-parlato, dell'immagine.

      Un esempio famoso di slogan è stato per tanto tempo il famosissimo, ricattatorio, e a suo modo indimenticabile "Ce lo chiede l'Europa!" (poi diventato: "Ci vuole più Europa!"). Il punto non è tanto che la confusione, tra i vari significati che il termine "Europa" può avere, non viene chiarita, da chi usa lo slogan. Il punto è che uno slogan, per sua natura, non vuole chiarire: vuole appiccicarsi alla nostra fantasia con la stessa ingannevole iconicità di un fantasma. Una volta dentro, lavora giorno e notte, suggerendo associazioni e pseudoconcetti tanto potenti quanto irreali.

      Infatti lo slogan vuole essere irriducibile, proprio come un'immagine, al linguaggio scritto-parlato, che però è il solo, che io sappia, che ci consente di smentire e di smentirci, cioè di disbrogliare qualche filo che ci metta nel mezzo di una verità.

      Noi vediamo ancora che è il sole che gira intorno alla terra, e questo vedremo fino a quando continuerà a risplendere su le sciagure umane. Per "vedere" che forse le cose potrebbero andare diversamente, abbiamo bisogno del linguaggio scritto-parlato, cioè della capacità di decodificare i simboli, ricostruirne il senso, e interrogarli, quei simboli, per verificare quanto il loro contenuto ricostruito sia aderente alla realtà.

      Sono d'accordo con Lorenzo: la prevalenza delle immagini nei mezzi di comunicazione di massa, e l'impoverimento del linguaggio scritto-parlato, ha impoverito le nostre capacità di pensiero critico.

      Elimina
  64. Lavorando in un luogo che può essere considerato una vera roccaforte del pensiero piddino: l'Università (mi sforzo ancora di scriverla con la maiuscola, nonostante le varie riforme), e che raccoglie al proprio interno un campione trasversale (anagraficamente parlando) della realtà piddina, non riesco a non pensare che l'intervallo generazionale conti ben poco. Qui, dal tesista, dottorando o borsista in cerca di futuro, al docente o PTA che siede placidamente sul proprio futuro, le differenze epistemologiche sono ben poche.
    Ciò che grava su tutti in maniera implacabile, granitica ed irremovibile è il "senso comune", quello che sul blog identifichiamo con il termine di luogocomunismo.

    Come si fa a spiegare ad un uomo del '500 che è la Terra a girare attorno al Sole? Quando egli ogni giorno vede stà palla infuocata muoversi nel cielo a formare un arco? Tutto ciò soddisfa la propria curiosità e gli concede tempo per dedicarsi ad altro. E per incrinare tutto ciò dovreste convincerlo a smuoversi dalle sue placide convinzioni, magari acquistare un telescopio (o, che ne so, un libro senza figure) e mettersi di buona volontà ad analizzare gli angoli di parallasse con le stelle.
    Quanti lo farebbero?
    Il senso comune è ormai talmente radicato, che potrà essere smosso solo da un'autentica rivoluzione culturale, così come è già successo altre volte nella storia.

    Spesso penso a questo blog come all'attività dei monaci amanoensi durante il medioevo: raccogliere, scrivere, tramandare, finchè i tempi non saranno migliori. Con le non trascurabili differenze che, forse, i monaci non capivano ciò che trascrivevano e che i monasteri erano, forse, un pò indietro col "digital divide".

    RispondiElimina
  65. Con orgoglio Prodi ricorda quanto fatto dai suoi governi sul fronte del debito. Continuando così "saremmo sotto il 60% del debito, che è quello che prevedono Maastricht e gli accordi sull'euro".

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/02/24/news/prodi_governo_giovane_con_progressi_della_medicina_la_speranza_di_vita_di_quasi_un_secolo_-79505998/?ref=HRER1-1

    RispondiElimina
  66. Bei tempi quando era Berlusca a raccontar palle..

    RispondiElimina
  67. Ma avete sentito ( o visto ) Renzie? :D
    Non ho troppo trasporto per l'elefantone ma qui è abbastanza efficace...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Renzi sarà l'ultimo segretario del PD, questa è una certezza.

      Elimina
    2. non sai che ha già proposto di cambiare nome in "Democrats"?

      Sempre in rapporto ai famosi "benchmarks", ovviamente :D

      Elimina
    3. Fantastico Renzi al Senato quando, con la sua tipica protervia da bulletto, chiama "nostalgici" coloro che propongono in ritorno alla Lira. Con tanto di sparata europeista di maniera. Un pregio ce l'ha: non lascia niente all'immaginazione, nonostante le pretese immaginifiche. Imperdibile poi quando parla di "un sogno più grande", proprio come il pennello.

      Elimina
    4. Renzi sarà lo Psicopompo del PD.Non nel lungo periodo.

      Elimina
    5. Beh per la verità quando dicono di volerlo più grande a me viene in mente un altro archetipo,in effetti assonante al pennello...sono malizioso?

      Elimina
  68. Anche la Cannata ha già sfoderato i canini, ringhiando oggi pomeriggio al Risk Outlook della Consob come un Rottweiler a cui provano a tassare il cucciolo.

    Ma io mi aspettavo almeno un paio di settimane di gloria con sottofondo wagneriano, chessò una Walkürenritt ! Manco quelle: siamo già al post-Renzi.

    RispondiElimina
  69. Questa visione luogocomunista così ricca di solidarietà reale ricorda 'vagamente' (mutatis mutandis) l'illuminata solerzia e la fulgida umanità con cui i commissari dell'NKVD vegliavano con le Maxim e i PPSH sull'eroismo e l'amore per la madre patria dei soldati sovietici, mandati all'assalto a Stalingrado con un fucile ogni quattro uomini (però ciascuno aveva un caricatore da sette colpi in mano e, forse, una baionetta...).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito di luogocomunismo.... questa ricostruzione sta alla storia come Giannino sta all'economia.

      Le valutazioni che riporti, prese da un film, sono una rappresentazione "lievemente imprecisa".

      E' vero che:

      - circa 50,000 soldati "ex-sovietici" combatterono con i nazisti a Stalingrado (in parte reclutati tra i prigionieri, in parte volontari)
      - i sovietici giustiziarono a Stalingrado circa 13,500 dei loro soldati (circa una divisione)

      ma credere che i milioni di soldati russi che combatterono a Stalingrado (solo tra morti e feriti nella campagna di Stalingrado i russi persero 1,100,000 uomini) combattessero solo perché c'erano, come a volte c'erano, le mitragliatrici dell'NKVD alle loro spalle (così come c'erano i Carabinieri dietro le trincee italiane sul Carso, per lo stesso identico motivo), è una cazzata, così come il fatto che venissero mandati combattere disarmati.

      Per i russi la seconda guerra mondiale è "la grande guerra patriottica", non solo perché questa denominazione fu una geniale invenzione del regime, ma anche perché il carattere predatorio e razziale dell'invasione divenne ben presto chiaro a tutti i russi (e a Stalingrado lo era già).

      (I numeri sono tratti da A. Beevor - Stalingrado - Rizzoli)

      Elimina
    2. Gia' "Il nemico alle porte", fischiato persino a Berlino al Berlinale, eppure assunto a ruolo di documentario.
      Quando uscirà in Italia consiglio, sul fronte tedesco "unsere mütter unsere väter", una mini serie in 3 puntate.


      Elimina
    3. @ porter
      Nessuno crede che milioni di russi combattessero soltanto perché avevano le Maxim puntate alla schiena, il sergente Pavlov di certo non le aveva, isolato com'era nella casa-avamposto, e fece quel che fece; però di fatto spesso le avevano. E per citare Beevor, se una intera divisione di fanteria sovietica scomparve dai ruolini in pochi giorni e di essa non si seppe più nulla (nel senso che le perdite non vennero più nemmeno registrate), evidentemente era male armata, o male addestrata, o male impiegata, o tutte e tre le cose, ma poiché ai russi spesso importava ben poco di mandare i soldati al macello (come del resto ai tedeschi), la cosa rientrava nella logica della "grande guerra patriottica", così come dall'altra parte doveva sostenere il Reich millenario. E gli Hiwi? Molti erano volontari che preferivano combattere coi tedeschi, benché venissero presi a scarpate in faccia; se ben ricordo sempre Beevor riporta che quasi un quarto della 6a armata fosse composto da Hiwi. Inoltre bisognerebbe aggiungere ai circa 13.500 soldati russi giustiziati soltanto a Stalingrado i numeri imprecisati di tutti quei prigionieri che, al rientro in patria, venivano passati per le armi o internati in Siberia perché considerati traditori, essendo stati catturati o arresi: erano tutti considerati Hiwi indiscriminatamente. Grossman, che a Stalingrado era ancora convinto di essere un patriota, dovette ricredersi amaramente in merito a trasparenza, giustizia e valori sociali del sistema sovietico, che comunque prometteva una società differente dal nazionalsocialismo, ma poi tappava la bocca senza scrupoli a qualsiasi dissidenza (il KGB gli sequestrò ogni oggetto con cui aveva scritto “Vita e Destino”; riuscì a pubblicarlo 10 anni più tardi). E poi: quando mai un'invasione armata deve dare del tempo per far capire di avere un carattere razziale e predatorio e così risvegliare il patriottismo??? Forse che prima di Stalingrado le divisioni corazzate tedesche avevano pettinato le bambole ai russi?

      @ Tiziano Diamanti
      La miniserie, uscita in Italia col pessimo titolo di Generation War in 2 puntate, è stata trasmessa due settimane fa su Rai 3. Complessivamente non male, anche se mancava qualcosa alla storia, che risentiva di una impostazione televisiva.

      Elimina
  70. La domanda che mi sono fatto è: come è possibile che argomenti di natura economica e scientifica contro il neuro provochino un rifiuto così totale ed apparentemente irrazionale in persone che fino a ieri consideravo intelligenti?

    Alle risposte che già son state date si può aggiungere anche quella psicologica (o metapsicologica).
    Cioè che istintivamente l'uomo tende a difendersi da tutto quello nella realtà trova frustante o pericoloso per il suo IO,nel nostro caso l'evidente irrazionalità della moneta unica in economie e culture così lontane fra loro.
    I piddini e gli ortotteri, e tanti,troppi altri,con un IO troppo rigido reagiscono principalmente "negando la realtà".
    Troppo frustrante,angosciosa,conflittuale.
    Qualsiasi psicoterapeuta sa che razza di muro si trova di fronte quando uno difende disperatamente ciò che è evidente e accecante.
    La negazione di realtà è il punto di partenza di una psicosi.
    Ma la negazione è anche un parziale accesso del rimosso alla coscienza e anche questi tentativi di negare la realtà sono destinati a fallire.
    Mi son trovato alcune volte nella stessa situazione di Luca Cellai e,nonostante le mie buone intenzioni,mi sono dovuto,parzialmente,arrendere.
    A quel punto non mi rimane altro che ricordare Amleto:- Trattate ogni uomo secondo il suo merito, e chi sfuggirà alla frusta?
    L'immanenza della sopraffazione conduce inevitabilmente a questo.

    RispondiElimina
  71. Ho fatto una breve ricerca per puntualizzare la questione dell'energia quale 60% del costo industriale dei prodotti. Giusto per vedere se il vizietto di sparare dati a caso, con evidente intento terroristico, è stato perso oppure no.

    Qui abbiamo la nota metodologica ISTAT riguardo ai prezzi all'importazione dei prodotti industriali (dicembre 2013).
    L'indice di prezzo viene determinato come media ponderata di varie componenti (in maniera simile a quanto accade per gli indici NIC e FOI).
    A pagina 5 della nota si legge che l'energia pesa per il 18,73% sull'indice totale.

    Qui invece abbiamo la nota metodologica dei prezzi alla produzione (mercato interno) dei prodotti industriali. Nella struttura di ponderazione della base di riferimento 2010, l'energia vale il 30,15% del totale (pagina 3 della nota).
    A mio modesto parere, quel 60% ha tutta l'aria di essere stato formulato a casaccio. Da aggiungere al "finiremo come la Grecia" e la spesa fatta con la carriola carica di nuove lire.

    RispondiElimina
  72. @Nicola Branca..
    io vengo dal siracusano e in pratica ho sempre vissuto in Sicilia!

    Detto questo, il discorso € (ed UE) è facile ma complesso.. e pochi hanno voglia di approfondire e spremersi le meningi.
    E' cmq ironico che sia la Lega (per ora) l'unica a combattere questa battaglia

    RispondiElimina
  73. Il ritorno dello sceriffo di Nottingham: Del Rio (PD, ca va sans dire) afferma:

    e che sara' mai se la vecchina che ha 100.000 Euro in BOT (mica male la vecchina!)....ci perde altri 30-40 Euro?

    Devo dire che mi ha fatto scompisciare: ma io dico......c'e' o ci fa? Lo sceriffo innanzitutto e' o non e' consapevole che la vecchina non dovrebbe pagare altre tasse sull' 1% lordo che riesce a spremere da quelle caghette di BOT che gli servono per arrotondare, si fa per dire, la ricchissima pensione, spesso di reversibilita' perche' loro campano di piu'?

    Cio' detto la maggior parte delle vecchine non ha mai visto 100.000 Euro in vita sua...; e anche se le avesse viste, tu imponi altre tasse sull'1% lordooooooooo???

    Ma che razza di %&&%&/

    RispondiElimina
  74. per quelli che la crisi del lavoro si combatte solo se si ha persone formate e professionalizzate:
    luglio 2012 volevo fare il camionista..
    settembre 2012 mi segno per prendere patente C..
    febbraio 2013 passo l'esame di pratica e mi danno la patente..
    ..e fino a qui sono serviti un po più di 1000€..
    ma non basta perché per poter lavorare, per legge europea serve il CQC (carta qualificazione conducente), una specie di licenza professionale, quindi si continua..
    .. ... ... ..
    .. purtroppo nella mia città e nelle province limitrofe non c'è nessuna scuola guida che fa un corso per prendere il CQC, è troppo costoso 130 ore di teoria con frequenza obbligatoria e 10 di guida ..
    .. .. .. passano 6 mesi e a fine settembre 2013 inizia il primo corso su tre province ..
    .. a dicembre 2013 finisce il corso, ora manca di fare i DUE esami a quiz ..
    .. .. stranamente i fogli arrivano alla motorizzazione e si fermano li fino alla scorsa settimana..
    .. metà marzo 2014 primo esame, speriamo bene, nel frattempo sto ripassando e facendo fac-simile di esame.
    Ah per il CQC sono partiti più di 1700€.

    Praticamente per fare il camionista (che io pensavo fosse uno dei lavori umili, di responsabilità ma umili), per me che avevo solo la patente B, dopo un anno e mezzo non sono a niente e sono serviti quasi tre mila euro. MENO MALE CHE LA FORMAZIONE AIUTA IL MERCATO DEL LAVORO!!!

    RispondiElimina