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martedì 20 dicembre 2016

QED72: il salvataggio (di MPS) che non ci salverà

Vi ricordate di quanto ci dicevamo un anno fa? Qui c'è una buona sintesi:


Ora che gli italiani hanno dato prova di essere meno stupidi di quanto certe aziende e certi organi di vigilanza pensavano che fossero, e pare quindi stiano evitando di immolarsi sull'altare della conversione "spintanea" delle loro obbligazioni in azioni, naturalmente interviene lo Stato.

Il fatto che lo Stato intervenga ci dice una cosa ovvia: che può intervenire, e che quindi sarebbe potuto intervenire prima, evitando le massicce perdite del comparto bancario che avevamo in qualche modo delineato qui.

Resta poi una facile previsione: questo salvataggio non ci salverà.

Intanto, esso viene proposto e gestito all'interno della logica imposta dall'abbandono della sovranità monetaria: la logica della guerra fra poveri. Ci diranno che il contribuente ha salvato il risparmiatore. Già, proprio quello stesso contribuente al quale si chiede, anzi, si impone, di salvare uno stato che non ne ha bisogno, per il semplice motivo che è sufficientemente "austero", quello stesso contribuente che si vuole immolare sull'altare di un obiettivo la cui inutilità è chiaramente disvelata dal moralismo di cui si ammanta, diventa improvvisamente specie protetta, soggetto da tutelare, nel momento in cui si delinea il collasso (in questo caso vero) della finanza privata. Voi direte: bè, meno male! Invece no, non esattamente. Porre il problema in termini di antagonismo fra contribuente e risparmiatore, due soggetti che, fra l'altro, largamente coincidono, serve solo a fomentare un conflitto insensato per nascondere quello che fino a pochi anni fa era ovvio: il prestatore di ultima istanza del sistema bancario dovrebbe essere la banca centrale, la sua banca centrale, sua di lui, sua di quel sistema bancario. Siamo al sovvertimento totale della logica economica, così macroscopico da passare inosservato, quello che Claudio Borghi descrive così: siamo passati da un sistema in cui la Banca centrale garantiva il risparmio salvando le banche, a un sistema nel quale i cittadini salvano le banche coi loro risparmi, che sono sempre di meno perché la Banca centrale crea deflazione!

La guerra fasulla fra contribuente e risparmiatore è inutile, e la fomenta chi vuole farci dimenticare questa semplice verità.

Se, come diceva un anno fa Barbagallo nell'audizione della quale il post linkato sopra riporta ampi stralci, dal 1936 in Italia non succedeva un disastro simile, è perché la Banca d'Italia, finché è stata la Banca d'Italia, fra mille inavvedutezze che la stanno rendendo un'istituzione poco credibile manteneva però la possibilità di emettere moneta per salvare gli istituti di credito. Nessun risparmiatore ha mai perso una lira, e nessun contribuente ha mai dovuto salvare nessun risparmiatore, finché la Banca centrale ha potuto svolgere questa sua funzione essenziale.

Ma ora non può.

Intervenendo tempestivamente, cosa che si può fare se si opera a livello nazionale, non se si dipende dalla sovrastruttura corrotta e inefficiente chiamata impropriamente Europa (in realtà, Unione Europea), si spende molto meno. Un anno fa sarebbero bastati tre miliardi (che erano stati stanziati, e che la Commissaria Vestager ci impedì di spendere per mantenere in piedi la finzione del "mercato" moralizzatore e disciplinatore, fustigatore del moral hazard...), un anno fa sarebbero bastati tre miliardi (che c'erano) per evitare il disastro delle quattro banche. Ora venti miliardi, da trovare nel bilanco pubblico (perché Bankitalia non è più liquida nella sua moneta), saranno appena sufficienti per dare un calcio al barattolo (come dicono gli anglofili), cioè per tirare a campare un altro po'.

Ma il problema non è risolto, il salvataggio non ci salverà, per un problema di struttura, che fra quattro anni tutti riconosceranno (perché tanti ce ne sono voluti a Giavazzi per riconoscere che il debito pubblico non c'entrava, e altrettanti glie ne occorreranno per riconoscere che invece l'euro c'entra).

Le regole europee, quando non sono destabilizzanti (come quel bail-in del quale qui parlammo fra i primi, e che ora, prima delle elezioni che la Merkel rischia di perdere e la Le Pen rischia di vincere, nessuno vuole applicare - dopo averlo sperimentato su un pensionato di Civitavecchia trattato con meno umanità di una cavia in laboratorio, della quale, per lo meno, non si insulta la memoria accusandola di non aver avuto il patentino per la sperimentazione!), queste regole sono comunque soffocanti. Il problema delle sofferenze non si risolve espropriando denaro, e non si risolverebbe nemmeno "stampando" (come dicono i cialtroni) denaro ad hoc. Si risolve solo con la crescita, e non ci può essere crescita all'interno di un sistema caratterizzato da rigidità nominale, dove qualsiasi shock esterno deve essere curato con l'austerità, cioè con il taglio della domanda, come ho detto in Commissione Finanze (a proposito: anche quell'audizione meriterebbe un QED, perché in effetti il governo non è riuscito a combinare nulla durante il suo semestre di presidenza europea, come andai a dire agli onorevoli).

Siamo nella spirale descritta da questo bel disegnino:




e per uscirne c'è solo una cosa da fare.

Quale sia lo sanno tutti, inclusi i traditori e ovviamente esclusi gli imbecilli.

Nel frattempo la gente può tranquillamente crepare, e i nostri governanti si fanno Mengele del nuovo nazismo, andando di esperimento in esperimento. L'ultimo esperimento è stato il bail-in. Il prossimo pare sarà il burden sharing. Cos'è? Voi, che siete informati, conoscerete meglio di me i dettagli.

Io, che sono solo un intellettuale, semplicemente, so.

Io so.

Io so che quando un governo si rivolge al suo popolo nella lingua di un altro popolo, quel governo ha tradito. La fiducia e i sacrifici di intere generazioni sono state tradite da una classe politica apertamente collusa con interessi estranei a quelli dei nostri concittadini, indipendentemente da colore politico e ceto sociale.

Mi sembra anche stupido insistere sui dettagli tecnici che a voi piacciono tanto. Accomodatevi presso la voce del padrone, se volete abbeverarvene: questo è il sito dove trovate il testo della BRRD. Io non entrerò in tanti dettagli, e chiuderò su un'osservazione semplice. Da millenni la moneta è attributo del sovrano: sulle antiche monete troviamo le effigi dei monarchi. Finché il sovrano è stato espressione diretta e esplicita dei potentati economici (sotto la simpatia formula della "grazia di Dio"), tutto è filato liscio. Poi sovrano è diventato il popolo, e improvvisamente quello che era dato per pacifico, cioè l'esercizio della sovranità monetaria, è stato demonizzato, dalla destra come dalla sinistra, finché non si è riusciti ad estirparlo dal perimetro del controllo democratico degli elettori, per riporlo "al riparo del processo elettorale". Così, i potentati economici hanno ripreso il sopravvento, e le decisioni di un popolo, che siano il referendum contro l'austerità in Grecia, o la scelta di utilizzare il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per salvare le quattro banche in Italia, sono soggette al loro sindacato, al loro ricatto.

Credo non ci sia altro da aggiungere. Queste parole per voi sono superflue, perché sapete benissimo di cosa sto parlando, e per gli altri sono inutili, perché non lo vogliono sapere. Finché un politico non vi parlerà di abolire il dogma dell'indipendenza della Banca centrale dal governo, cioè quello strano principio per cui Draghi può dire a noi cosa dobbiamo fare, ma noi non possiamo dirgli nulla se non riesce a fare quello che deve fare (tenere l'inflazione al 2%), potete fare anche a meno di ascoltarlo.

Lo snodo centrale per il ripristino di un barlume di democrazia è questo, e la vicenda del Monte dei Paschi (che è appena all'inizio) ce ne darà infinite conferme.

Sono stanco di scrivere QED, ma questo sporco lavoro, purtroppo, uno solo può farlo...


(...bè, questa è esagerata: sapete che siamo in tre, e sapete che gli altri due sono, in ordine alfabetico, Claudio e Vladimiro. Un liberista, un keynesiano e un marxista si incontrano... comincia come una barzelletta, ma purtroppo non lo è!...)

(...sì, l'ho detto: alla fine usciremo dall'euro e nazionalizzeremo le banche. Se sono dello stato le banche tedesche, perché le nostre non possono esserlo? Vedrete, un giorno se ne ccorgerà anche Giavazzi...)

73 commenti:

  1. "Sono stanco di scrivere QED, ma questo sporco lavoro, purtroppo, uno solo può farlo..."

    Pieta l'è morta da tempo, ma la pazienza di vedere dimostrato il QED principale- ovvero che questo disgraziato Paese, lasciato libero di "far da sé" risulta di mille leghe superiore alle metastasi politico-merdiatiche che lo debilitano da quarant'anni- deve resistere ancora. Del resto, quel mercoledì d'aprile del 1945 dovette risultare ancora più dolce per chi aveva subito 18 mesi di guerra sulle montagne. Non meno faticosamente Lei avrà resistito alla fatica e alla solitudine di anni: si faccia forza, ché l'Italia di domani avrà bisogno delle Sue energie

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  2. Giavazzi vuoi rispondere o stai ancora a dormire?

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    1. Ma se al povero Giavazzi certe cose al Corriere non gliele lasciano scrivere chi è disposto ad assumerlo fuori dal Corriere. Anche lui tiene famiglia.

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  3. "Finché il sovrano è stato espressione diretta e esplicita dei potentati economici (sotto la simpatia formula della "grazia di Dio"), tutto è filato liscio"

    E infatti nel medioevo si svalutava alla grande...

    http://lumiebarlumi.blogspot.it/2014/07/la-grande-svalutazione-italiana-sec-ix.html

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  4. La spirale.. Possibile che nessun politico sia così..venduto, stupido in malafede per continuare su questa strada? E noi che facciamo?

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  5. senza speranze , in questo posto in mezzo all'oceano , gli italiani provano in tutti i modi a pagare i loro connazionali scappati dalla miserrima condizione italica , in una forchetta ( mi rifiuto di usare parole non italiane... ) tra i 2 ed i 5 €uro , naturalmente in nero , quando la tariffa base è di oltre i 6 ma con contratto e contributi e assicurazione a parte , come vedete la deflazione ormai è insita nelle genetica italica sempre più intimamente , di questo passo, salvo una improvvisa rottura , basterà una decina di anni e in Italia si potrà tranquillamente fare a meno delle banche e del contante

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  6. Bellissimo post, prof.
    Mi colpisce in particolare questa sintesi: "Da millenni la moneta è attributo del sovrano: sulle antiche monete troviamo le effigi dei monarchi. Finché il sovrano è stato espressione diretta ed esplicita dei potentati economici (sotto la simpatica formula della 'grazia di Dio'), tutto è filato liscio. Poi sovrano è diventato il popolo, e improvvisamente quello che era dato per pacifico, cioè l'esercizio della sovranità monetaria, è stato demonizzato, dalla destra come dalla sinistra, finché non si è riusciti a estirparlo dal perimetro del controllo democratico degli elettori, per riporlo 'al riparo del processo elettorale'. Così, i potentati economici hanno ripreso il sopravvento, e le decisioni di un popolo, che siano il referendum contro l'austerità in Grecia, o la scelta di utilizzare il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per salvare le quattro banche in Italia, sono soggette al loro sindacato, al loro ricatto."

    Colpisce per la chiarezza, si staglia come indiscutibile. Un caso in cui la evidenza traspare nella scrittura limpida. Molto più spesso capita di leggere il contrario, prose nauseanti a esprimere pensieri zoppi e strabici.
    Per cui: bravo, prof.

    (Dicembre è un mese infernale, sono stanca e non riesco ad articolare altro).

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  7. E in tutto questo abbiamo uno Schäuble (notizia di oggi) che dice che "se non si rispettano le regole l'euro finirà". Non si capisce se questi siano vittime delle proprie menzogne o semplicemente disconnessi dalla realtà. La strada è ancora lunga e in salita...buon lavoro ma soprattutto io speriamo che ce la caviamo.

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  8. Professore anzi Professori, siete unicamente unici! Sono fiero di leggervi e di seguirvi sempre. Siete il "master" che ogni studente di economia e non solo lui, dovrebbe fregiarsi di avere nel proprio curriculum.

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  9. E questo dove lo mettiamo? Nei QED?

    http://www.repubblica.it/economia/2016/12/20/news/gentiloni_parte_peggio_di_letta_e_renzi_e_crolla_il_consenso_verso_padoan-154434379/

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  10. Tutto ciò ha la stessa semplicità di un incubo

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  11. La contrapposizione tra contribuenti e risparmiatori ha buon successo sopratutto tra i piddini. La maggior parte di quelli che conosco (putroppo sono ovunque) ama ripetere che non vuole pagare coi suoi soldi di contribuente gli errori del risparmiatore scemo o dello speculatore avventato.
    Non riesce proprio a immaginare che lo scemo o avventato un giorno potrebbe essere lui.
    Detto questo, alle persone intelligenti, si riesce a spiegare con successo che pagare come contribuenti vuol dire ripartire il rischio tra decine di milioni di persone (una sana mutualizzazione) e quindi ridurne l'entità. Pagare come risparmiatori invece vuol dire rischiare di perdere tutti i propri risparmi.

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    1. Inoltre si crea una crisi nella crisi: perché chi perde i risparmi non andrà più a spendere come prima in qualsiasi negozio o super , di conseguenza chiuderanno più attività ancora , lasceranno a casa i propri dipendenti e non spenderanno più neppure loro e via verso il disastro.

      Com'è quella che inizia così :
      Perché prima vennero a prendere gli zingari ed ero felice...



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    2. La distinzione fra risparmiatori e contribuenti ha un senso quando grazie alla libera circolazione dei capitali i risparmiatori non sono della stessa nazionalità dei contribuenti che dovrebbero salvare la banca.

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    3. Mi sembra naturale che chi fatica a metter via due euro provi scarsa solidarieta' per chi rischia di perdere decine o centinaia di migliaia di euro per quelli che (erroneamente) considera goffi investimenti. Se sei stato cosi' meritevole per guadagnarli, come mai ti sei affidato totalmente al consulente finanziario di turno? I sentimenti sono probabilmente questi, so bene che impoverire una classe sociale a livello +1 non arricchira' mai il livello -1, tutt'altro. Ma il soar taste rimane.

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  12. Nel frattempo Poletti, che probabilmente a questo punto possiamo pensare che sia uno che proprio non ci arriva, ha dischiuso in un lapsus il suo animo profondo. Poi ha detto che voleva dire altro, immagino che sia, dunque, diventato materiale vivo per il prossimo Crozza.
    Tuttavia, avendolo sentito gioire di quelli che si sono “tolti dai piedi” ho avuto un sussulto personale, e mi sono detto:
    “niente niente ha letto della colonna D?”,
    la colonna che avevo suggerito di aggiungere allo specchietto chiarificatore in Occupazione e Disoccupazione. Ma non credo proprio di essere tanto potente, in realtà queste sono cose che uno ha nel sangue, e probabilmente fin dalla nascita; affinità elettive con Mengele, appunto, come si diceva sopra.

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    1. Fidati che quello nel sangue ha solo il brodo di cappone in cui navigano i tortellini che "dignitosamente" si sbafa.

      A botte di 40 eur/kg, a lui 320 euro al mese non bastano nemmeno per i tortellini (nei negozi di pasta fresca "giusti" di Bologna questo è il prezzo di quelli fatti secondo la ricetta depositata dalla Dotta Confraternita).

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    2. Attendiamo fiduciosi che questo grande Ministro del Lavoro (grande è grande, c'è poco da discutere!) chiuda le bocche alle malelingue, mostrando la bontà della sua asserzione direttamente, con l'esperienza nella propria vita.

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    3. I Poletti's.

      Un Albanese d'annata, c'è già tutto: la crisi, l'inflazzzione e pure il figlio Manuel (ostia!).

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  13. Faccio ammenda, ho peccato. Si sono tra i favorevoli al bail-in. Ma lo sono solo per un motivo: così forse la gggente toccata nel portafoglio (sperando che non si uccida) si sveglia. Ho paura però che qualche piddino (e PDino) dirà "Hai visto? Col no sta andando tutto a puttane! Bisognava votare si". Come dire che la cura ci starà uccidendo, però non ne abbiamo presa abbastanza. Lo aspetto per prenderlo a "pizze in faccia". Metaforicamente parlando s'intende.

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    1. Infatti non ci sara' nessun bail-in, si peschera' nel mucchio as usual - ovviamente non per benevolenza verso gli sprovveduti risparmiatori, ma per proteggere gli amici bancari.

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    2. Paura fondatissima, anzi guarda, sta già succedendo. Nella cloaca massima, aka facebook, stamane sono incappato in un piddino col pedigree, quelli che la mattina proprio non vorresti incontrare, almeno non a stomaco pieno, che scaricava la responabilità su chi ha votato no al referndum costituzionale: "JP Morgan avrebbe dato i 4 miliardi a MPS e il salvataggio di stato non sarebbe servito, ma il prestito era vincolato all'esito positivo del referndum".

      Sulla natura del piddino, se è stupido o disonesto, non mi interrogo più, ormai l'unico dilemma eitco a loro riguardo che non riesco ancora ed eludere è: quando la gente li andrà a cercare farò qualcosa per difenderli?

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    3. Sappiamo tutti che la responsabilità del fallimento al referendum costituzionale debba imputarsi all’esecrabile prototipo d’italiano stigmatizzato dal soggetto a nome Pasquale Ametrano (https://www.youtube.com/watch?v=Y1akGVPXKLc), calato a forza addirittura dalla Germania per rovinare la festa a Renzi e compagni (ciò che conferma la bontà delle intuizioni di Poletti nell’augurarsi che siffatti profili stiano dove sono, ovvero fuori dall’Italia), e i cui epigoni, o addirittura simili, affollano irriducibilmente anche questo maleodorante blog…

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    4. Guarda, io dopo le menzogne enormi (e dico enormi con fuoco all'infinito) su Siria (oggi), Libia (ieri) Iraq, Afghanistan (l'altro ieri)... non mi meraviglio più di nulla.
      Credo che non ci siano più limiti su quanto i MSM possano mentire e mistificare la realtà dei fatti, quindi aspettiamoci il peggio.
      E' la regola del serial killer, una volta che compi il passo, poi ti si apre tutto un percorso senza inibizioni e completamente in discesa.

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    5. Questo è proprio il tenore dei commenti che proprio non comprendo.
      Ma sì, puniamo gli incolpevoli risparmiatori del Monte dei Paschi, della serie "tanto peggio, tanto meglio".
      Ricordatevi che ciò che capita ai depositanti di MPS, domani potrebbe capitare a voi.

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    6. Chi ha capito come funziona il sistema economico non può auspicare il fallimento delle banche, come sistema, o di una banca, né nella forma del bail-in e neppure in quella del bail-out. Semplicemente le banche devono essere al riparo dal fallimento. La privatizzazione delle banche e la loro esposizione ai rischi di mercato non le rende più efficienti ma semplicemente meno capaci di svolgere le loro funzioni caratteristiche. Chi con argomenti fintamente liberisti dice il contrario mente spudoratamente. La banca non è una impresa come le altre, neppure dal punto di vista dell'ordinario funzionamento e quindi è avulsa dai ragionamenti che potrebbero farsi per le altre tipologie d'impresa.

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    7. Sono perfettamente d'accordo con aquilano. Le banche non sono cone la altre imprese, perché hanno un'innegabile funzione sociale. Non a caso nella nostra disattesa Costituzione, i Padri Fondatori si sono premurati di tutelare il risparmio.

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    8. @Mosti

      Dove la tua genialità svetta in tutto il suo fulgore è nel fatto che vieni qui a dispensarci queste perle di saggezza pensando di insegnarci chissà che cosa, e questo solo perché non hai capito, in altre occasioni, di cosa stessimo parlando. A me spiace fartelo notare, ma non mi lasci moltissimissima scelta...

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  14. Vabbè, è lievemente OT, ma ci tengo a dirlo: poiché è da tempo che sento la necessità di fare qualcosa di più che semplici donazioni periodiche ad a/simmetrie, per il mio recente compleanno mi sono fatto un regalo: ho fatto domanda di adesione ad a/simmetrie.

    Secondo me tutti noi, ciascuno nel proprio ambito, dobbiamo fare di più che non aspettare sulla riva del fiume i cadaveri che porterà la corrente. Buon Natale a tutti.

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    1. anche io ci avevo pensato, e pure io sono donatore periodico da un po', ma alla fine della fiera sono un semplice cittadino e tutto quello che (ora) so di economia è partito proprio da qui, quasi cinque anni fa... che se ne farebbero di me? :-)

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  15. " Traditori e imbecilli " .
    Duro ma vero , molto vero ...
    Continuo a pensare a questa affermazione , che evidentemente appartiene anche al mio sentire , e a come frenare lo Sprezzo e l'aggressivita' che provo per quelli che hanno gli strumenti intellettuali e sociali per capire ...
    Ma anche No ... certo si e' piu' soli ma in fondo tranquilli con la propria coscienza ...

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  16. Questo è un post scritto per entrare nella Storia.
    Esattamente come il primo di questo blog.

    E lo sarà.

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  17. Si, un giorno se ne accorgerà anche lui. Ma, lo scriverà in inglese. In un paper. che, ovviamente, riporterà asetticamente il consensus della comunità scientifica. Che tristezza.

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  18. OT a metà:
    Nel Tramonto dell'euro (ottava ristampa, ottobre 2013) alle pagine 302-303 si cita uno studio di Frey del 2012 sulla necessità di ripensare la UE come una semplice serie di trattati tra paesi su funzioni specifiche. Nella bibliografia però non riesco a trovare la citazione completa, né sotto il nome di Frey né insieme a altri autori.
    Qualcuno sarebbe così gentile da precisarla?
    Grazie.

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    1. Se non ricordo male potresti cercarla nel post one market one money

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    2. Guarda qui link compresi se è ciò che stai cercando.

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    3. Grazie davvero Dino e Sergio, gentilissimi. Il post che traduce il lavoro di Frey è L'Europa senza euro. E buon Natale!

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  19. Oltre la nazionalizzazione della Banca d'Italia non sarebbe anche utile ricostituire L'IRI e ripristinare la scala mobile?

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    1. Caro Attilio: se mi segui, seguimi, e quindi leggiti il Tramonto dell'euro. Uno che te lo presta lo trovi. Non voglio essere scortese non rispondendo, ma non posso rispondere sempre alle stesse domande (e non posso nemmeno chiedere di leggere 1400 post del blog)! ;)

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    2. la risposta è dentro di te ed è corretta.

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    3. Oltre ad essere utile sarebbe anche necessario, nella fase di euro exit.
      La democrazia liberale esiste poiché in alcune fasi è utile fare rigore di spesa e favorire la creazione di ricchezza, mentre in altre è utile fare politiche espansive e redistribuire i redditi. Nel primo caso vincono i partiti di destra, ma a lungo andare, quando si crea uno squilibrio eccessivo a favore dei profitti, vincono i partiti di sinistra che operano un riequilibrio a favore dei salari.
      Questa è la democrazia liberale.
      In una situazione normale, la democrazia liberale è bipartitica o bipolare...poiché il "conflitto" è tra salario e profitto, se emerge un terzo polo significa che c'è qualcosa che non funziona nel sistema, in questo caso nel sistema monetario, che impedisce di fare le cose che lei auspica, in quanto la scala mobile ha un senso se c'è inflazione, ma con l'euro l'inflazione è vietata per legge.
      Dunque l'uscita dall'euro coincide con il ripristino del sistema democratico.

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  20. In quattro, c'è pure Luciano (o mi sono perso qualcosa?).

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    1. Certo che c'è anche Luciano! Il punto è che purtroppo non gli viene dato (o non può prendersi) spazio sui media. Questo è un problema serio.

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    2. Professore forse ci sarebbe bisogno di piú spazio anche per lei, in televisione, in prima serata? Me lo chiedo quando realizzo che nessuno dei miei parenti o dei miei amici la conosce. Del resto immagino che avra riflettuto profondamente sull'opporrtunità e la proficuità di apparire in certi contesti televisivi (e che per questo si conceda solo a pochi selezionati), mi rendo conto che abbia il pieno controllo di un progetto di divulgazione che sta portando avanti ormai da anni e i cui risultati sono sotti gli occhi di tutti; cosí, quando davanti al teleschermo, in preda alla frustrazione, mi trovo a desiderare che ci fosse lei a cazziarli tutti, mi sento profondamente ingenuo e mi ripeto che avra sicuramente considerato l'oppurtunità, per decidere di scartarla. Di seguito, nella mia profonda ignoranza delle dinamiche giornalistiche, sono colto da una vaga angoscia: "che in questi salotti non lo invitino proprio?...incredibile...vigliacchi!". Ed ecco una calda vergogna che irrora le guance per aver voluto impersonare un'indignazione che, se mai lei ha provato, di certo ha da lungo ripiegato nell'ordinato cassetto dell'indifferenza, guardando e passando. Ed alla fine di tutto il tumulto, mentre continua irridente il valzer delle bugie, con un sprezzante scuotimento di capo borbotto ostinato un ostile: "Eh, se ci fosse Bagnai...vedreste sí!"

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    3. Unico e imprescindibile per capire appieno in che guaio ci troviamo, e come (e da chi, e perché) ci siamo stati cacciati. E tuttavia - lo dico con grande rammarico - ho serie difficoltà a veicolarne la lettura. Televisivamente poi la vedo dura: non ho presenti sue apparizioni, ma linearizzare senza snaturarla la complessità intrinseca del suo discorso (e della sua forma mentis) in funzione dei format prevalenti mi sembra assai problematico. Chiaramente ben sapendo che il vero problema è a monte: l'impossibilità allo stato di una prova dei fatti che smentisca tali riserve puramente teoriche.

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    4. Uno che ha capito come va il mondo.

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    5. Io trovo che le imminenti elezioni politiche (anche supponendole a fine mandato) ci pongano in uno stato di impellenza tale che sia necessario gridare a la verità a pugni chiusi in prima serata. Perfettamente cosciente dell'abisso antropologico che separa la descrizione scientifica della realtà da un talk show, ma credo che l'emergenza richieda l'accantonamento della forma, anzi l'utilizzo della forma altrui. Da qua a quando i cittadini saranno chiamati a trasformare il loro bagaglio di opinioni in una crocetta su una scheda il tempo é troppo poco per fare altrimenti.

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    6. Sentite, qui bisogna mettere ordine.

      Fabrizio non capisco cosa abbia, forse le mestruazioni (perché no? La presidenta annuirebbe compiaciuta), ma sinceramente non riesco proprio a capire cosa cazzo dica. Mi limito a osservare che quando uno non sa cosa dire, può anche stare zitto e a me dispiacere non fa. In alternativa, magari se chiarisse un po' meglio cosa intende...

      Il nuovo arrivato non ho capito se ci fa o ci è. Facciamo finta che ci sia. Allora diciamo così: "gentile amico ronaldointer, sì, hai intuito esattamente come stanno le cose: ogni giorno Vespa, Mentana, Vermigli e Floris tempestano di telefonate la mia assistente chiedendomi in trasmissione, ma io mi rifiuto di andare perché, vigliacco e egoista, preferisco bermi il mio Oban in poltrona anziché sopportare il tedio di ripetere le stesse cose a interlocutori squalificati e squalificanti".

      Senti, amico, non so da dove esci, ma un consiglio te lo do, in tempi televisivi: tornaci.

      Grazie.

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    7. In alternativa: mi piacerebbe che Luciano avesse anche in tv lo spazio che merita e che sarebbe necessario avesse, in modo da poter dimostrare e capitalizzare un'efficacia comunicativa, rispetto alla divulgazione del suo fondamentale lavoro, paragonabile a quella che altri, quando glien'è stata data occasione, hanno dimostrato e capitalizzato.

      Le mestruazioni sinceramente le lascerei a chi le sa capitalizzare meglio di come farebbe il sottoscritto.

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  21. "Un liberista, un keynesiano e un marxista si incontrano..." con un problema comune, mettono da parte le proprie ideologie e si danno da fare per trovare una soluzione.
    Se penso a quelli che siccome lo ha detto Salvini (o chiunque altro) non è un problema.....
    Certo dovremo convivere con quella parte e cercare di coinvolgerla nella soluzione (e non è detto che ci si riesca visto che ancora dopo tutto questo tempo non rispondono), però che fatica (più sua che nostra)....

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  22. il mio commento è di leggere questo articolo http://www.zerohedge.com/news/2016-12-20/brace-yourself-italys-bankruptcy apparso su Zero Hedge ieri alle 12:35. Gli effetti dell' Euro sulla nostra esistenza, non solo econmica, sono evidenti worldwide, forse è proprio in Italia, grazie ai media di regime, che se ne parla troppo poco. Buona lettura

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  23. 20G (che non bastano, e dopo tocca a Unicredit), sono 3-400 Euro a persona, a volte più di 1K a famiglia.

    Siamo all'assurda scelta che o uno dà un calcio al suo barattolo, o a quello delle banche.

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  24. Grazie per la sua faticosa opera di divulgazione della realtà dei fatti.
    La domanda che sorge spontanea è se con una Banca Centrale Pubblica la tassazione sarebbe minore.
    Se i politici, tramite una Banca Centrale pubblica, sono in grado di garantire, attraverso politiche monetarie adeguate, risparmi, lavoro e sostenibilità del Bilancio dello Stato, come si collocherebbe in tale nuovo contesto una tassazione elevata come l'attuale ? Proseguirebbe ?
    E' equo avere una pressione fiscale che arrivi al 60-70%(solo su certe fasce economiche ben selezionate)?
    Che è poi uno dei motivi per cui coloro che hanno un reddito medio cominciano ad odiare l'Euro.
    Chi aveva un reddito fisso aveva cominciato ad odiarlo ben prima....
    Quali altre categorie economiche, allo stato attuale, hanno interesse a non restare nell'Euro ?
    Scusate per le domande che possono sembrare provocatorie ma sono invece una richiesta di spiegazione sulle politiche fiscali possibili fuori dall'Euro....

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  25. di fronte a certi post non si applaude. ci si inginocchia. punto.

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  26. Concordo pienamente con Nat : post bellissimo, il prof è sempre più chiaro e coerente. Gli euristi, invece di recitare ogni volta "fortuna che c'è l'Europa, fortuna che abbiamo Draghi" dovrebbero come minimo cominciare ad ammettere che i colpevoli ritardi a cui ci costringe la camicia di forza europea si traducono in costi esorbitanti (vedi Grecia, vedi MPS) che qualsiasi Paese sovrano avrebbe evitato. Che questo lo dica io (un vecchio pezzente con 50 anni di esperienza di banca) è solo la prova che non ci vuole un gran cv per rendersi conto del fallimento dell'euro(pa?), basta un modicum di comune buon senso. Scusate.

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  27. Professore secondo Lei dopo MPS toccherà a qualcun altro, ad esempio Unicredit? Cessione della banca polacca Pekao, cessione di Pioneer, chiusura di 800 filiali.... stiamo facendo pulizia prima di rivenderla a qualche straniero?

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  28. "Gli effetti dell' Euro sulla nostra esistenza, non solo economica, sono evidenti worldwide, forse è proprio in Italia, grazie ai media di regime, che se ne parla troppo poco."

    Gli effetti si vedono invece molto bene: credo che un calo a dicembre del 2% della GDO, dopo molti mesi di dati settimanali negativi o stagnanti, non si sia mai visto.

    http://www.gdonews.it/2016/12/20/gdo-nella-settimana-post-referendum-il-calo-e-del-202/

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  29. (...sì, l'ho detto: alla fine usciremo dall'euro e nazionalizzeremo le banche. Se sono dello stato le banche tedesche, perché le nostre non possono esserlo? )

    perla tra le perle, cui aggiungo solo una domanda(retorica, forse)

    quante nostre banche diventeranno dello stato solo dopo essere diventate tedesche (i francesi, etc.)?

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  30. Quando finirà quest'incubo?
    Saluti dalla Svezia Prof!

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  31. Gli unici a salvarsi saranno coloro che hanno causato questo, che hanno permesso che accadesse non vigilando deliberatamente, che hanno impedito una soluzione quando era possibile.
    Li vorrei tutti dietro le sbarre ma l'EU non è l'Islanda: il sacrificio sia dei risparmiatori che dei contribuenti li rende più ricchi e potenti.
    Ecco cosa è l'EU e chi proteggono la BCE e l'euro. E i protetti diventano a loro volta protettori di quel totem a cui ci immolano e di cui è tabù anche solo immaginare e nominare la fine perché sarebbe la loro stessa fine (e forse, se riusciremo a non costruire più totem, il nostro principio).

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  32. Amaro ma straordinario, lucidissimo e sofferto. Fa venire i brividi.

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  33. O.T., ma anche no. Il piacere/dovere di fare una donazione, nei limiti del possibile, ad a/simmetrie a Natale. Pensateci... Un panettone, un capitone, un salmone (un aifone in meno...), una boccata d'aria in più. Parola d'ordine: Meno colesterolo, più fosforo.

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  34. Lo imparerò a memoria,nn per i concetti che grazie ad Alberto sono ormai mio patrimonio,ma per la bellezza e l'eleganza espositiva. Per giocarmi la chance di convincere, con questa prosa sobria e passionale ne contempo,almeno un altro piddino. Nello anche il chiasmo di Borghi

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  35. A parte il fatto che rispondevo al commento di un soggetto evidentemente vinto dal sadismo, comunque, se preferisci la chiarezza, ho bene in mente che tecnicamente non ho nulla da insegnarti e non ho mai fatto segreto che ho soprattutto molto da imparare. Umanamente parlando, invece, è fin troppo chiaro sei soltanto uno spocchioso narcisista isterico, un microscopico omuncolo destinato a farsi terra bruciata intorno.

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    1. La ringrazio per l'osservazione. Sì, lo riconosco: tecnicamente ti surclasso, ma umanamente sei un gigante, e qui se ne sono accorti tutti...

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    2. Le sono viscina viscina :) (Nicola Mosti)

      "ogni tanto bisogna fermarsi
      contemplare l'altra sponda
      misurare la distanza
      con malinconia e speranza"

      benvenuto nel paradiso di Serendippo, e benedetto sia chiunque ci mandi :))

      baci
      la funambola

      https://www.youtube.com/watch?v=60XVQ8cd9Ms

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    3. @Nicola Mosti
      Sig. Mosti, giudicare è un'attività molto facile e sterile. Penso altresì che non si dovrebbe confondere il carattere delle persone con il loro atteggiamento poiché “il mio carattere dipende da me, il mio atteggiamento dipende anche da te”. Se il carattere di una persona è l’insieme dei comportamenti e atteggiamenti che la identificano, sta anche a noi stimolare alcuni atteggiamenti del carattere altrui rispetto ad altri.

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  36. Difatti stamane mi sveglio, faccio colazione, accendo il pc e... tàdaà! salvata mps. come volevasi dimostrare.

    Dopo un po' ci si stufa di darle sempre ragione, indovina sempre su tutto, se poi ha qualche secondo che le avanza e vuole darmi i numeri del lotto, dividiamo tra i lettori del blog :)
    Saluti

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  37. 'sì l'ho detto: alla fine usciremo dall'euro e nazionalizzeremo le banche'... non vedo l'ora di vedere l'alba di quel giorno.

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  38. Io mi incazzo. Perché ho studiato, eppure i mezzi per capire non me li hanno dati, li ho dovuti trovare in questo blog indipendente. E un po' mi vergogno a ripensare a quando da ragazzo pensavo stampare moneta = inflazione. Ma per quello mi posso perdonare, gli strumenti che mi avevano dato portavano a tale deduzione. Non mi posso però perdonare di aver sentito una persona un poco più giovane di me, ma di certo intellettualmente più brillante, dire che i fondi europei - di cui io parlavo male - avevano salvato pompei perché noi come italia abbiamo finito i soldi. E invece di spiegare che siamo un contributore netto dell'ue per cui se i soldi "li abbiamo finiti" è perché li prestiamo all'ue che ce li dà trattenendosi cospicua provvigione e ci chiede come ringraziamento di attuare politiche che vanno contro i nostri stessi interessi. E avrei potuto in modo calmo e fermo mostrare il tutto tramite dati facilmente reperibili. E invece ho detto sì è vero, ma non parliamo di politica che si litiga e basta. Così è andata, ma sono stanco, il mio contratto metalmeccanico appena rinnovato è una presa per i fondelli, e di combattere contro chi si abbevera alla fonte degli autoproclamati kaloi kai agathoi non ne ho voglia.

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