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lunedì 1 maggio 2017

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Quando sono lassù, in cima allo starrender Fels:


e non c'è nessuno per miglia intorno, e se ci fosse non potrebbe sentirmi né raggiungermi, ho paura, e penso: "Ma che ci son venuto a fare? Se mi prendo un storta dove non ho campo, finisco assiderato." E la risposta è nella domanda: ci vengo per avere paura. Ci vengo per essere costretto a occuparmi, per un po', solo di dove metto i piedi, e a guardare solo il sentiero.

Forse un po' ci vengo anche per questo:


o magari per questo:


o questo:


o questo:


Bello, il tramonto, vero? Se volete vederlo così, dovete andare qui: http://www.lascarpettadivenere.eu/. Ma se mi incontrate, fate finta di non conoscermi...

55 commenti:

  1. Prof, ci conceda almeno il semplice e tradizionale saluto tra chi s’incrocia sui sentieri, e null’altro!
    Avevo poco più di trent’anni quando affrontai un sentiero sulle Grigne, che cominciava con una breve parte attrezzata. Ero da solo e il tempo non prometteva troppo bene, però mi rinfrancava la vista di gente che scendeva senza fretta. Dopo aver traversato il breve canalone aggrappato alla catena, m’inerpicai per la scaletta in metallo che, in sommità, s’inoltrava entro uno strettissima fessura tra le rocce; alzando lo sguardo mi ritrovai in compagnia di rapaci che volteggiavano sopra la posizione, stemperando il loro volo tra le nuvole e la nebbia: avessi avuto Pungolo alla cintura, avrei di certo controllato che non fosse luminescente, poiché l’atmosfera circostante evocava in modo alquanto somigliante il passo di Cirith Ungol.
    Procedetti in solitaria per alcune ore di umidità crescente, tali da rendere lucida la nuda roccia tutta attorno ed aumentare l’attenzione a dove poggiavo i piedi, rinfrancandomi con un serrato dialogo interiore, al punto di supporre l’essermi immerso ormai in una inusitata e conscia schizofrenia. Dopodiché qualcosa esclamò con autorevolezza: “Hai fatto abbastanza. Ora è giunto il momento di poter girare i tacchi per tornare a casa”, sicché capovolsi il verso di marcia e ritornai per il tragitto già compiuto. Giunto quasi al pianoro, mi accorsi che il sigaretto tenuto serrato tra le labbra fino a quel momento si era lasciato andare, ormai tutto incurvato dall’umidità come la schiena d’un asino che avesse trasportato un peso: dovetti dar vita a molti zolfanelli prima di poterlo assaporare…
    Non avevo vinto nessuna delle mie paure più incombenti e truci; però avevo iniziato ad imparare come il portarle appresso con maggiore confidenza: erano diventate mie compagne, e avrebbero da lì mostrato d’essere spesso tra le più fidate.

    Grazie per le splendide foto.

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    1. Io parto spesso per trekking in solitaria di qualche giorno sulle Alpi trentine e a parte il sigaretto tutto ciò riporta a tante situazioni conosciute e necessarie...
      Non so se conosci questo posto: richiede un certo impegno più fisico che tecnico, ma dovrebbe piacerti. La foto rende poco l'imponenza assoluta del luogo.

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    2. @Citodacal Ma sei mai arrivato su alla Brioschi? Magari in un giorno in cui la cima della Grigna spunta da sola tra le nuvole? E il sole all'alba proietta la tua ombra lunghissima proprio SULLE nuvole? Credo sia il rifugio che amo di più in assoluto.

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  2. Già. A volte mi chiedo anche io perchè lo faccio. La sua risposta è stupenda, credo la stessa mia gustificazione. Però a volte penso che l'escursione in solitaria non è altro che un tipo di stupefacente naturale.

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  3. Che meraviglia! Sto giusto per prenotare per Agosto...

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  4. Professore le sue foto sono spettacolose!
    Be la paura è un gran bel motore, purchè non diventi il motore principale.

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  5. Grandi panorami che non potrò più vedere, forse.
    Per questo cercherò di vederli con gli occhi e l'animo di un uomo di cui mi posso fidare.
    Grazie!

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  6. bello certo ma... e il pareggio di bilancio?

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  7. "...e non c'è nessuno per miglia intorno, e se ci fosse non potrebbe sentirmi né raggiungermi...".
    Prof... non vorrà mica dare tutte ste soddisfazioni al nemico per poche centinaia di euro?
    La sicurezza prima di tutto.

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  8. Attenzione ai lupi, però. Specialmente da quelle parti ce ne dovrebbero essere parecchi.

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  9. "E la risposta è nella domanda: ci vengo per avere paura."
    Ma non basta la frequenza di ambienti universitari, di convegni e trasmissioni con yes€men. Secondo me ambienti molto più pericolosi e oltremodo infetti dove, come dicono gli ispano-partenopei: los ojos son pejo de la scoppettadas!
    In ogni modo buon divertimento e provveda ad evitare serpenti in amore perché non c'è bisogno di perdere la vista per acquisire facoltà divinatorie che lei possiede già attraverso i modelli e la interpretazione dei fatti.

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  10. Ma non è male ricordarsi che i posti dove ci si fa male sono quelli in cui la paura si allenta e non si presta più tutta quell'attenzione ai piedi... e a volte gli amici "portano fortuna".

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  11. Buona sera Professore, anch'io vivo la montagna in solitudine e le consiglio di istallare GeoResQ che é l'applicazione del soccorso alpino. Buon riposo.

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  12. Non sono un economista, quindi mi permetto umilmente di chiedere a lei.
    Leggevo dell'idea della le pen della doppia moneta, cosi a naso mi pare una cosa ridicola simile a quella che proponeva abberlusconi.

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  13. andiamo, il soggetto delle foto è banalissimo. Cose così io le vedo a mezz'ora di cammino.

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    1. Spettacolare! Signori, abbiamo un Serendippo minor (che abita in quota)...

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    2. Cose così io le vedo anche soltanto chiudendo gli occhi: basta evocarle ed è come se mi ci trovassi in mezzo. E infatti non è tanto l'immagine "tecnica" ed elaborata in se stessa, o l'eccezionalità ricercata, quanto piuttosto tutto ciò che la stessa riesca ad evocare di remoto e indefinibile.
      (Prof, la prossima volta veda di scattare una foto di Juncker sobrio: non ce ne fotte una beata fava, né ci comunica nulla, però è spettacolare!)

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    3. Il vedere è cosa diversa dall'entrare in sintonia con ciò che si ha davanto agli occhi. Credo che ognuno di noi abbia panorami stupendi a distanze relativamente modeste, ma la percezione profonda delle cose, si ha, se l'animo è nobile e se ciò che si guarda si conosce e si ri-conosce profondamente. È un po' come quando si osserva un dipinto che si è amato perchè studiato e si conosce in profondità.
      Il nostro chissachecosacosera, definendo banali quei luoghi che dice di avere a mezz'ora di cammino, non si rende conto di banalizzare se' stesso. Caro amico, impari a cogliere il bello e la vera gioia proprio dalle "banalità" che ha la fortuna, per ora, di avere a mezz'ora di cammino; potrebbe non averle più in futuro, per cui se le goda profondamente oggi.

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    4. Beh, magari ha la fortuna di vivere a Pescocostanzo.

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    5. Se è a un'ora da Barrea, non è a mezz'ora da Pescocostanzo.

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    6. @Alberto49: tipo quando sei giovincello e vorresti stare a chattare con le giovincelle, ma tua madre si piazza in camera a vedere la tv e pensi che quel momento, un giorno, potrebbe non esserci più.

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    7. Non so mica dirtelo, erano tempi troppo diversi. Vedi, se mi fai pensare a quando ero giovincello, mi pongo in una sorta di situazione ascetica ed allora tutto scompare attorno a me. Riesci a capire quale sia la differenza?

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    8. @ALBERTO49
      Se è ciò che conosco, lo comprendo fin troppo bene. Per come la “vedo”, ha a che fare con la differenza tra la possibilità entro il tempo e quella fuori del tempo; per le prime, soprattutto da giovani, si pensa d’aver comunque la vita intera a disposizione – sarebbe un rammarico in parte recuperabile –, poi ci si accorge pian piano che si sono depositate in un certo modo più o meno confacente e stanno per finire, o lo faranno (vedere ad esempio il senso espresso nell’intera opera del grande Dino Buzzati): per le seconde ci si chiede se faranno la medesima fine, poiché si percepiscono sì più ampie e illimitate ma, allo stato della coscienza di veglia, appaiono assai meno chiare e definite.
      Comunque sia davvero, apprezzo ambedue i tuoi interventi, poiché non sono per nulla facilmente scontati, e lasciano molto spazio all’indagine reale.

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    9. @Citodocal
      sai cosa mi deprime o meglio mi angoscia fortemente di più, oggi, ed è una cosa forse banale ma che non avevo percepito ancora a fondo (anche se qui ne parliamo spesso) fino a poco tempo fa, ovvero fino a quando mio figlio mi ha detto "Papà, io so benissimo che qui, nel mio Paese non ho futuro"? La consapevolezza dei nostri figli, come la nostra di quando eravamo giovani di avere come noi un tempo non limitato davanti o quanto meno talmente lungo tale che la fine della propria vita sia l' ultimo dei problemi, ma al contempo c' è la consapevolezza dell' incertezza di prospettive di percorsi in qualche modo autodeterminabili, anche perchè se il Tuo Paese non ti offre speranze, non è detto che tali possibilità possano essere reperite altrove con certezza. Ho come l' impressione, perciò che le parole di Chissacosera siano emblematiche di uno stato di cose dove la percezione della bellezza del cosidetto Creato, o dell' Arte siano quantomeno molto complicate e non colte per forza di cose.
      E' un problema enorme che fa tremare i miei polsi e quando ascolto sociologi come i professori Ricolfi o De Masi, a mio avviso inadeguati perchè già le loro analisi economiche di partenza paiono errate e loro parlano anche di economia come tutti sappiamo, allora credo che il futuro sarà davvero terribile per le nuove generazioni di questo Paese.

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  14. Grazie Professore! Mi rendo conto di volerle bene.

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  15. 40 anni fa tornavo a casa in treno e nel mio scompartimento entrò uno stanco e smarrito Dario Fo.Compresi che l' unico modo per essergli benevolo ,in quel momento,era far finta di non conoscerlo,dargli un paio d' ore d' anonimato.

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  16. vabbè, adesso sarà tutto un coro di "oh che splendide foto", "oh, che spirito panico-prometeico-zaratustriano-siddhartiano". Tutto ciò tra i più trepidanti singulti di ammirazione per l' eroe romantico, incarnazione dell'uomo moderno, che è costretto a rifugiarsi nella natura per sottrarsi ai malefici fumi della nostra corrotta civiltà. Prof, ma lei ci è o ci fa ?

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    1. Ma se la festa non vi piace, perche' vi imbucate? Per i salatini e le bibite?

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    2. Sono i seguaci neri (tm Nat).

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    3. Serenamente: noi ci siamo e/o ci facciamo a seconda di come ci va; altri sono inchiodati a unica opzione. 😊

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    4. perché pensiamo che esistano e che debbano esistere i pasti gratis.

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    5. Nel relazionarti in cosa cerchi nutrimento @chissacosera?

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  17. Felice e orgoglioso di aver donato il 5x1000 all'associazione a/simmetrie. Il tempo è un galantuomo, e sono sicuro che saprà rimettere a posto le cose.

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  18. Il primo maggio ho scalato il S.Vicino con un amico.

    Quel gioiello, là in basso, è Elcito.

    Sullo sfondo i Sibillini e, dietro, si intravedeva il Gran Sasso.

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    1. Del S. Vicino mi parlava sempre mia madre. Credo che ci sciassero, addirittura!

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  19. A volte nella vita c'é anche bisogno di andare a pregare.

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  20. back to reality ;
    Life is hard. Then you die. Then they throw dirt in your face. Then the worms eat you. Be grateful it happens in that order
    Read more at: https://www.brainyquote.com/quotes/quotes/d/davidgerro136980.html

    Anteprima e News presso la pagina de Il Caso.it
    Ordine di investimento che venga ad alterare le caratteristiche della gestione Leggi

    Pubblicazione sul web e diritto all’oblio Leggi

    Tagliare l’Irpef per difendere i salari - Francesco Daveri Leggi

    Uscire dall’euro è come fumare per dimagrire - Tommaso Monacelli Leggi

    : monacelli sgancia altre ogive

    http://www.lavoce.info/archives/46465/uscire-dalleuro-fumare-dimagrire/

    Se i vantaggi di un ritorno alla lira si riducono alla possibilità di svalutare, si possono contrapporre i benefici prodotti da tassi di cambio fissi. Ma sono certi i costi di breve-medio periodo che l’economia italiana pagherebbe con l’uscita dall’euro.

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  21. Anche a Firenze , puffiland, non ci facciamo mancare nulla . Il blu sul Ponte Vecchio e “M’illumino d’Erasmus”.

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Più modestamente io mi inerpico verso Fiesole e costeggio l'Università Europea. Tutti i giorni che Dio mette in terra e spero di non fare incontri scabrosi in questi di delirio puffesco. Bellissimi luoghi quelli di Scarpetta. Ricordo male o c'era anche un cagnone?. La vecchiaia incombe poi comunque son gattara!)

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  22. Un grande uomo non si vede da ciò che prende ma da ciò che dà.

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  23. sottoscrivo...dalla prima all'ultima parola...link http://www.lascarpettadivenere.eu/ incluso
    bentornato

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  24. OT - Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

    http://www.zerohedge.com/news/2017-05-04/french-prosecutors-open-probe-after-allegations-macron-hid-offshore-bank-account

    Che la controfigura di Attaly per le scene elettorali, gia' in odore di massoneria occulta "Three Eyes", potesse vincere le elezioni in Francia, sembrava ormai certo.

    Tuttavia, tenendo conto che in Francia le inchieste giudiziarie vengono "sollecitate" dall'esecutivo in carica molto di piu' che in Italia, forse la prospettiva di un Macron presidente potrebbe aver rotto qualche delicato equilibrio interno alla elite francese.

    A quel livello credo che tutti abbiano qualche scheletro off-shore nell'armadio, ma di solito un candidato presidenziale al secondo turno non dovrebbe averne.

    Macron appare ormai un vero e proprio "Manchurian Candidate"....

    https://it.wikipedia.org/wiki/The_Manchurian_Candidate_(film_2004)

    Anche se venisse eletto la sua azione di governo risulterebbe comunque menomata, perche' non potrebbe neppure dare l'impressione di essere indipendente!

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  25. Con riferimento a un vecchio post sulle ONG ambientaliste: ma come avranno fatto quelli di Greenpeace ad arrampicarsi sul luogo più protetto di Francia per favorire il paladino dell'ambiente: Macron?

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  26. Non so se c'è andato per aver paura o per rilassarsi distaccandosi dagli stress quotidiani o per dialogare con sé stesso. Ciò che per me conta è che un momento così interiore lei lo abbia voluto condividere con noi. Grazie Prof.

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  27. Permettimi Alberto di dedicarti questa frase riportata in un libro racconto di un amico scrittore pescarese....Tutti noi abbiamo un piccolo rifugio,buio e impenetrabile.L'importante è trovare una via d'uscita verso la luce....Il libro dal titolo "Il risveglio di Bruno" racconta la storia di un orso e di altri animali delle montagne abruzzesi: un camoscio,un lupo ed un cervo. Non è una fiaba, come dice l'autore, ma semplicemente una dichiarazione d'amore per la sua terra. Avendo calpestato, osservato e attraversato quei luoghi sono convinto che anche tu ti ritroverai nella descrizione di questo bel racconto.

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  28. OT - Good news per i diversamente europei come me... Dopo l'anteprima dell'Autrice al #Goofy5, arriva la traduzione in italiano del lavoro di Kelly M. Greenhill "Armi di migrazioni di massa":

    http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2017/5/6/LETTURE-Saranno-le-armi-di-migrazione-di-massa-a-liquidare-l-Europa-/762842/

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    1. L'articolo cita in apertura il pensiero di Carl Schmitt (Terra e mare (1942)).

      http://www.filosofico.net/schmitt.htm

      Personalmente non credo pero' che le armi di migrazione di massa riusciranno mai a "distruggere l'Europa".

      Ci sono strade molto piu' rapide e sicure.....

      https://www.rt.com/politics/387256-declaration-of-war-senator-blasts/

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    2. Chiedo scusa: ovviamente il titolo esatto è "Armi di migrazione di massa".

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  29. Prof, visto che è in montagna, le approfitto per chiederle di sbloccarmi spezzul su twitter. Sono anni che la seguo, mi facci godere anche su twitter, giuro che non rompo.

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    1. Ciccio il nipote di nonna papera. Ho vinto quaccheccosa? Gnente? Niente.

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  30. Come conseguenza della nuova interpretazione del mondo c'è stato anche il tentativo di proteggere me è le mie figlie; strategia che comprende l'acquisto di una seconda casa proprio al centro del Parco d'Abruzzo (Opi), posti che amavo tanto ma che, forse, avrei continuato a guardare dalla costa.

    Anche per questo, grazie.

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  31. Risposte
    1. Sursum corda!

      https://www.youtube.com/watch?v=7l-N3NN3r4Q

      (sigla italiana di "Pinky and the Brain", alias il "Mignolo col Prof")

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    2. Quello che si è fatto finora.
      Non era possibile una vittoria, la Le Pen non poteva e non voleva vincere, come ha fatto notare Giulia@polemicamente su tw (mi trova d'accordo, il modo in cui ha perso il dibattito è quantomeno sospetto).
      Più che urlare che tutto questo non può reggere non possiamo fare.
      Avanti e coraggio.

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    3. famo er partito...no, scherzavo.

      aspettiamo con i pop corn in mano che la situazione si aggravi e che sempre piu' persone peggiorino le loro condizione.

      ottimo Galli della loggia oggi in tv: " ma siamo sicuri che il francese (che ha preso ben ventimilioni di voti dei francesi, ndr)faccia anche gli interessi di noi italiani? perche' e' chiarissimo l'asse franco-tedesco a scapito degli altri."
      punto

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